venerdì 20 aprile 2018

PRIMA PARTE 2


8.

ANDARE AL CAMPO

Scendono da una campagna sterile, che dà la canna da zucchero e poco altro, per venire a Boca Chica a “buscarsela” cioè a cercare fortuna. Ma escluso le pulzelle e si sa a che prezzo, tutti gli altri finiscono col fare lavori poco retribuiti o servizi umilianti. Così ogni volta che hanno una pausa anche di poche ore, prendono e tagliano la corda, proprio come se avessero il bisogno di respirare un poco di quell'aria fresca che solo il campo e la famiglia rimasta da quelle parti, può regalare.
Di solito partono la mattina e tornano la sera, qualche volta rimangono a dormire in case di legno con tetti di lamiera, con letti sconquassati, in stanze sovraffollate, ma a loro piace. E hanno ragione.

Io sono stato tra i contadini haitiani costariguegni e cubani, salvo piccolissimi dettagli non ci sono differenze, le case di legno, le lamiere sul tetto, i campi verdi e assolati. La differenza invece, l'ho proprio notato, la fa Dio. Hai capito bene, la fa l'oppio dei popoli, la religione. Vedi in questi contadini dominicani a cui mancano tutte le cose che mancano anche agli altri, una serenità nell'affrontare il proprio destino che non può che derivare fermamente nel Dio in cui credono e nelle promesse delle Scritture. Non c'è nessun'altra ragione che io possa comprendere.
Si salutano, si baciano, preparano da mangiare, poi se ne stanno lì senza far niente in attesa dell'ora di ripartire. Poche le parole, qualche volta arriva in visita qualche parente, si siede, poche parole anche con questi. C'è una pace e una serenità in questo trascorrere del tempo, senza affanni, senza attese se non l'ora del rientro, parrebbe senza senso, e invece il senso è tutto lì in quel rimanere lì a non far niente, non aspettarsi niente e non desiderare niente.
Se vieni a Santo Domingo e conosci una pulzella, fatti portare al campo dai suoi parenti, e capirai.




Ho capito di essere vecchio quando, dopo l'ultimo terremoto ad Haiti, proposi ai miei amici di andare là a dare una mano e loro mi risposero di no. "Che andiamo a fare?" mi chiesero " A portare l'acqua" risposi, ma loro forse credevano che scherzassi...

...e così, per la prima volta in vita mia, non mi sono mosso in soccorso dei deboli. Ora scoprono che ad Haiti c’è il colera, ma il colera C’è SEMPRE STATO!! Mah
Chissà quali saranno i diavoletti sulle spalle dei direttori di giornale che suggeriscono i titoli. Oggi è morto il polpo Paul ma nessuno in Italia riporta la liberazione dei prigionieri politici a Cuba. Calabresi sulla Stampa tutto inorgoglito: “Ecco perchè non abbiamo pubblicato l’audio dell’assassino di Sarah” poi spara ogni giorno paginate sul Grande Fratello minuto per minuto...

Venerdì scorso qui a Santo Domingo 140 bambini ricoverati in ospedale dopo aver fatto colazione nella scuola materna. Il problema l’ho segnalato da tempo, ci sono confezioni infette di latte in polvere americano ritirato dal mercato USA, Messico, Porto Rico, (5 milioni di confezioni da una libbra) ma da Repubblica Dominicana e Haiti, no. Succede che qui con una pastiglia anti-diarrea si guarisce, ad Haiti si muore. Ma nessuno lo registra...

Chissà quale sarà il diavoletto sulle spalle dei vari direttori di quotidiani in Italia, che suggeriscono quali titoli mettere e quali no...
Appropò leggete Gilioli di oggi. è interessante:






9.

LA CUCINA LOCALE


A Boca Chica non ci sono ristoranti gestiti da dominicani, se si escludono le piccole baracche tenute da donnette che ogni mezzogiorno preparano la “Bandera Dominicana” per quei poveracci che si ritrovino per le tasche i cento pesos che servono per pagare la “comida” che consiste in un riso bollito con poca acqua e coperto da un pezzo di plastica (chissà da dove ha origine questa usanza) con sopra un pezzo di pollo soffritto in una salsa composta da pomodoro concentrato e verdura, cioè prezzemolo e altre erbe, con un pezzo di peperone che qui chiamano aji. In una ciotola a parte viene servita una crema di fagioli e le più ricche ci mettono pure un piattino con l'insalata e un pezzo di avocados. Variante, del piatto: spezzatino di carne di bue o maiale soffritto alla medesima maniera del pollo, e alcune volte il riso è “locrio” cioè tinto col sugo e con l'aggiunta di guandule (specie di piselli un pò amarognoli) o mais.

Questo tutti i santi giorni che il buon Dio manda in terra. Se vai al campo le vecchie hanno un piccolo assortimento in più, carne bollita, albundega, che sarebbero polpettine di carne trita, bereghina (melanzana) e poco altro.
Ai bordi della spiaggia di Boca Chica ci sono donne che friggono il pesce o salsicce tutto nel medesimo olio, dando un sapore un po’ così alla comida, variante del venerdì, baccalà alla creola sempre con il riso.
Sono invece gli stranieri quelli che aprono un ristorante da queste parti. Dev'esserci qualcosa nell'immaginario collettivo che fa credere che gestire un ristorante sia cosa da poco, come salutare i clienti, sedersi con loro per bere l'aperitivo, giocare a carte fumando sigari, qualcosa di simile, senza sapere che il gestire un ristorante è uno dei mestieri più difficili al mondo, e prima o poi lo scoprono anche questi sprovveduti, che prima di tutto in cucina di mettono una cuoca dominicana ottenendo l'omogeneizzazione di tutti i piatti della Duarte. Spaghetti all'arrabbiata? Gordon bleu? Bradwurst? Passa tutto tra le mani di queste meravigliose donne che tutto modificano alla dominicana.

Mi è successo all'inizio stagione di voler riportare la cucina alle sue origini italiane, e perdevo clienti! Perchè i dominicani del fine settimana, quelli con qualche soldo in tasca, non riconoscevano il piatto originale, per esempio la carbonara come la facevo io, con il guanciale croccante, la pasta asciutta e il pecorino, ma volevano l'intruglio italo-dominicano, con il becon lessato in ammollo nella panna e servito come fosse una minestrina col parmigiano a parte. Insomma, gli italiani andavano dall'italiano e da me venivano i dominicani che volevano la cucina italiana ma cucinata dalla cuoca dominicana!

Una nuova moda sta prendendo piede sulla Duarte: la pizza!
è successo che un piccolo napoletano, taciturno laborioso e di buone maniere, aveva aperto una piccola pizzeria ai confini della zona turistica. L'ha venduta a due italiani e ha aperto una pizzeria nella parte centrale della Duarte, poi ha venduto a due italiani e ha aperto una pizzeria all'estremità destra della via. Ha venduto a due italiani e adesso ha aperto una pizzeria all'estremità sinistra della Duarte, in attesa di vendere....




10.

LA SVOLTA

Non mi ci vollero molti anni per rimanere senza soldi. Quelli che mi truffarono il ristorante non ebbero nemmeno bisogno di un avvocato disonesto. Presero uno che lavorava all'Opera Pubblica e me lo presentarono come avvocato. Questi disse che non mi avrebbero concesso la licenza senza residenza, che era cosa lunghissima. Meglio costituire una società con questa fazzolettata di truffatori che poi seppi erano scappati da Treviso dopo aver sottratto una somma ingente con false polizze d'assicurazione.

L'avvocato, vero questa volta, mi disse che per adire alle vie legali la causa poteva durare anche cinque anni. Ne sono passati sette e siamo alla Corte Suprema che ha la fama di emettere sentenze dopo cinque o sei anni...
Rimasto senza ristorante e senza lavoro, comprai una panetteria, con un giro d'affari veramente interessante. Il problema fu che solo dopo pochissimo tempo arrivò una banca che aveva sequestrato i mezzi di trasporto, un'altra i forni e le attrezzature, e il padrone dell'immobile che mi disse che io non avevo contratto e che dovevo sloggiare. Quello che mi aveva “venduto” l'attività era scappato negli U.S.A. Ed ero rimasto col cerino acceso in mano...

A conti fatti, l'unica alternativa era vendere la casa, ma queste sono operazioni che richiedono tempo e l'unica maniera per resistere, senza introiti e senza lavoro era quello di razionare le poche risorse che mi erano rimaste.
Lo dissi ad Alessandra, che non ci volle credere. Lei si era fatta l'idea che in giardino ci fosse la pianta dei soldi e che bastava io andassi a scrollarla, per risolvere tutti i suoi problemi. Vendere la casa poi, non se ne parlava nemmeno in quanto era SUA!
Non crederai che io stia qui con te per niente? Mi diceva. Poi si faceva minacciosa, devi darmi i soldi o con le buone o con le cattive. E cominciarono le cattive. Chiudeva la porta a chiave e cominciavamo a menarci di brutto.
Ora, non vorrei che tu ti facessi l'idea che io sia un vecchietto che si possa pestare a piacimento. Quando arrivai, andavo in palestra ogni giorno, a tennis due volte la settimana e ogni giovedì facevo immersioni. Sarò stato anche un poco arrugginito, ma in palestra continuavo ad andare e la mia più grande preoccupazione era quella di reagire ma facendo attenzione a non lasciarle segni, perchè se quella pazza si rivolge al Fiscal poi chi ti crede quando gli dici CHE ERA LEI che menava me e non viceversa? Sai, questo è anche un paese dove la donna è poco rispettata e gli uomini hanno le mani pesanti con le mogli...

Insomma, per fartela breve questa storia andò avanti per molte mattine, ogni volta lei minacciava, passava alle vie di fatto ed io alla fine cedevo dandole qualche soldo. Ma quella mattina proprio non ce n'erano e lei, che non ci credeva proprio, si fece violentissima. Io riuscii a sfuggire da una porta laterale ma lei mi fu addosso e mi strinse al collo fino a trascinarmi a terra. Io stavo perdendo i sensi e vidi lei che immobilizzandomi con un braccio, con l'altro aveva preso una grossa pietra per spiaccicarmi la testa. Cominciai a gridare e il caso volle che un vicino, un ragazzone grande e atletico, saltò il muro di cinta ed entrò nella proprietà togliendomi dalle mani assassine di Ale. Io mi svincolai e riuscii a guadagnare il cancello, una volta sulla strada, i vicini accorsero per soccorrermi, e c'era chi voleva chiamare la polizia... dico, no. Per favore, non voglio farle del male.... mentre quella pazza sulla porta di casa, con le mani sui fianchi gridava come un'ossessa, voglio vedere come farai a rientrare a casa Mia!
Non mi rimase altro che prendere un motoconcho in quelle miserevoli condizioni e presentarmi a casa di una zia, dicendole che io non volevo far del male a nessuno, ma se mi costringevano, avrei chiamato la polizia per far arrestare Ale per tentato omicidio. L'unica condizione per fermarmi era quella di venire a casa con me e di portarsela via.
Così fecero. Vennero tre zie, mi lasciarono le chiavi e se la portarono a casa loro. Non la vidi più per due mesi. Un periodo di serenità mai provata. Le zie venivano una volta alla settimana a lavare e pulire la casa. Io vivevo in un appartamento pulito, silenzioso, ordinato con gli uccellini all'alba che mi svegliavano cinguettando, il giardino fiorito, le farfalle che svolazzavano, un paradiso alla Walt Disney, insomma...






LE ESCURSIONI


Boca Chica è veramente piccola e la sua fama la deve soprattutto alla splendida spiaggia e le ragazze che vi passeggiano per la gioia degli occhi.
Però ci sono anche giornate con poco sole o viene la voglia di vedere qualcos'altro e allora la cosa migliore è una bella escursione. Vi sono agenzie specializzate con varie offerte ma poche volte ho sentito clienti che al ritorno si dicevano soddisfatti, esclusa qualche escursione sui battelli, pieni di rum, musica, ragazze e attracchi su isolotti festosi.

Una bella gita che consiglierei è quella di andare in città. Un taxi chiede 1.000 pesos per andare e altrettante per tornare, ma non è necessaria tanta spesa. Ci sono piccoli pullman detti “aguagua” che partono dal parco e con 70 pesos vanno alla capitale e con altrettanto ti riportano a casa entro le 22,30.
La gente è cordiale, pulita e non ho mai sentito di stranieri che abbiano avuto problemi durante il tragitto.

L'aguagua ti lascia proprio al parco indipendenza e puoi entrare a visitarlo, ci sono le tombe degli eroi della Patria ma anche giardini ben tenuti e mostre esterne al muro di cinta, veramente interessanti.
Se attraversi proprio davanti alla porta del parco, quello è il Conde. Era una meraviglia per i percorsi turistici ora è un poco in declino a causa del fatto che il ministero del turismo di qui non fa una beata fava di niente se non promettere, promettere, promettere...










La casa di Colombo                                                 El Conde



Arrivi al termine del Conde e trovi un bellissimo parco con la cattedrale in stile coloniale spagnolo. Puoi girare per tutto il quartiere, restaurato con i soldi dell'Unesco in quanto patrimonio dell'umanità. Troverai musei, mostre, ristoranti, la piazza di Spagna con la casa di Colombo, e altre cose proprio belle da vedere. C'è tanta gente, nessun pericolo, tutto sotto controllo.
Quando torni indietro, arrivato a dove hai iniziato a percorrere il Conde, se giri a destra e vai su per la Mella, dopo poche decine di metri ti troverai il Mercado Modelo, una vera attrazione di ammennicoli vari, quadri e artigianato. Fai attenzione ai borseggiatori, ma merita una visita.
Torna in piazza indipendenza e chiedi dove passa l'aguagua per Boca Chica, e te lo diranno. Fai in modo di andare e tornare con la luce del sole, altrimenti per la Santo Domingo By Night è meglio che qualcuno ti accompagni, e con un'auto.


Sia all'andata che al ritorno con l'aguagua, guarda verso il mare: all'altezza del casello per il pagamento, vedrai il colore dell'acqua di un'intensità travolgente. Forse noterai un piccolo cimitero anch'esso patrimonio, e bancarelle che vendono conchiglie finte stalactiti e vari ricordi. Quella è la Cueva tres ojos, dei tre occhi. Sono tre grotte collegate tra di loro veramente suggestive. L'ultima si raggiunge attraversando con un traghetto a mano, poi ci sono scale anfratti e scorci di natura, notevoli.












Un'altra grotta bella da vedere è la cueva delle meraviglie e si trova sulla superstrada prima di entrare in San Pedro di Macoris. Ti consiglio di noleggiare un'auto. Una volta sul posto troverai un museo, varie guide che ti accompagneranno e se non ricordo male pure un bar per uno spuntino.

L'acquario e l'orto botanico sono interessanti, per le altre gite ti devi organizzare per un viaggio di un paio di giorni. Io l'ho fatto varie volte. Trovi in giro alberghetti anche modesti, a bassissimo costo, puliti, esotici..












SEGUNDO INFORME PÁGINA ABIERTA
AL FINALIZAR 2013, LOS SALARIOS MÍNIMOS REALES PARA LAS EMPRESAS GRANDES Y LAS PYMES SON INFERIORES EN 8.2%, 36.9% Y 44.1%
El Banco Central reveló ayer, en la segunda parte de su informe sobre la informalidad y los ingresos en el mercado laboral del país, que México y República Dominicana son los únicos países de la región con niveles y tasas de crecimiento más bajos de los salarios mínimos reales y exhortó al empresariado, en franca alusión al Consejo Nacional de la Empresa Privada (Conep), a visitarlo en su sede para que puedan comprobar que los datos que han ofrecido sobre el tema son “metodológicamente incorrectos”.


L'articolo dice che Messico e Repubblica Dominicana sono i paesi col più basso salario minimo dell'America Latina. Incredibile che un paese con tutto questo movimento di danaro abbia come scopo quello di tenere i lavoratori con salari minimi sotto la soglia della povertà, ma secondo me è una perfetta strategia. Se vieni alla Duarte di Boca Chica (parlo di qui, ma altri esempi si potrebbero fare) scoprirai che la maggior parte delle donne che lavorano, come cameriere, donne delle pulizie, cassiere, commesse, sono giovani e hanno quasi tutte almeno un figlio da mantenere. Se chiedi ti racconteranno la storia della loro vita, tutte uguali fatte con il copia/incolla: sedotte da piccole e abbandonate, l'autorità non può farci nulla perchè quasi tutti i bellimbusti ufficialmente risultano disoccupati, visto che vivono di tigheraggio ed espedienti. Così le giovani donne si mettono in giro a cercare un lavoro, se sono di buona volontà, altrimenti passeggiano per la calle e basta.

Non se lo nasconde nessuno, la principale economia del paese è il turismo sessuale, ma se i salari permettessero a queste infelici di vivere del proprio lavoro, di pagarsi l'affitto, di mandare il figlio o i figli a scuola, si perderebbe una parte del commercio di carne fresca. Invece, il danaro che non basta mai, la famiglia da mantenere, l'affitto da pagare, sono impegni pressanti e se compare uno di quei turisti che io definisco “bianconi” perchè al loro paesello vanno in bianco fisso e vengono qui a fare i miliardari dopo aver risparmiato per un anno per passare un paio di settimane da stallone, e vede una camerierina, e viene a mangiare un paio di volte, e le chiede quando finisce, e se la porta a fare un giro con finale erotico dietro un compenso per lui ridicolo,
ecco, questo per una cameriera è solo un lavoretto straordinario che le permette di arrotondare, e per questo paese senza morale, un modo di far quadrare il bilancio, permettendo a questi politici di continuare a spartirsi la sempre meno appetibile torta.

Si guardano con occhiate di solidarietà, le ragazze quando una di loro acchiappa un merlo. Le prospettive sono fantasiose, una su mille pesca il jolly e male che vada per qualche mese riceverà una rimessa da fuori. Qualche volta il biancone ritorna, lei smette di lavorare e lui se la porta in Europa.
Sembra un finale felice, ma non sempre è così, perchè le ragazze che credono che tutto il male risieda qui e il benessere da un'altra parte, quando arrivano in un paesello magari nebbioso, con questo che si rivela non essere proprio il milionario che credevano, e il freddo d'inverno e le poche amicizie, e niente musica... insomma per mia esperienza ti posso dire che il 90% di queste pulzelle ritorna. Torna con vestiti nuovi, con occhiali firmati, con racconti fantasiosi di terre lontane, ma torna. E dopo un poco ricomincia la vita di sempre, che vuol dire ammazzarsi di lavoro, farsi mettere le mani addosso dal titolare altrimenti non ti paga, fare la carina coi clienti puntando al denaro fresco e mai più a miraggi quali le Terre dei Sogni, perchè ormai sanno cosa c'è dall'altra parte della barricata...

















11.

I BAMBINI

La morale. Chissà cos’è la morale! Dev’essere quella cosa che fa togliere le mutandine alle ballerine di Parigi e le fa andare in galera se fanno la stessa cosa su una spiaggia deserta della Sardegna.
La morale. Dev’essere ciò che fa condannare i politici da giudici incorruttibili che poi a loro volta si presentano alle elezioni. La morale...
Dev’essere quella cosa che non permette di parlare di sesso ai bambini, ma accetta che quelli meno abbienti lavorino nelle fabbriche dedicate a produzioni a basso costo. La morale.
Sul Times di anni fa sulla copertina c’era la faccia sorridente
del Generale William C. Westmoreland, comandante delle Forze USA in Vietnam, che era stato eletto uomo dell’anno.  Che se ci pensi,  l’uomo dell’anno per gli americani, ma non sarà stato certo amato dai vietnamiti!
I piloti dell’Enola Gay, per esempio, accolti con il tripudio di New York al loro ritorno negli Stati Uniti, loro che sganciando una bomba atomica hanno fatto terminare la guerra, ci pensi? Eppure nello stesso momento, qualsiasi giapponese li avrebbe volentieri impiccati. Perché puoi essere un eroe per qualcuno e un carnefice per qualche altro...
Il bene e il male sono due facce della stessa medaglia... 
Succede così che nel momento in cui l’America possiede la bomba - l’unica arma totale che può far diventare gli Stati Uniti i padroni del mondo -  un gruppo di scienziati decida di fuggire in Russia per portare là la tecnologia necessaria per riequilibrare le cose del mondo
Spie...
Traditori, visti da una parte, benefattori visti dall’altra. La stessa cosa succede ad un soldato che passa al nemico ed è un disertore del suo esercito, ma un collaborazionista visto dalla parte opposta..
Anche nella religione. Se abiuri sei un apostata, per gli altri un convertito...
Sembra che la morale sia un punto di vista
Quello che è morale ad una latitudine, non lo è ad un’altra...
Ti chiederai perchè sto citando Voltaire. E una ragione c'è.

Devi sapere che fin dai tempi in cui attraversavo l'Africa Nord Occidentale avevo un pallino, una specie di idea che se ne stava là, in un angolo della mente e ogni tanto faceva capolino. Sai, ero convinto che se fossi riuscito ad insegnare ai giovani locali come fare il pane, questi avrebbero avuto per le mani un lavoro che li avrebbe mantenuti per tutta la vita.
In Africa non fu possibile realizzare questo mio sogno, ma qui a Santo Domingo sembrava che le cose fossero realizzabili, c'era la farina, americana non proprio l'ideale, ma c'erano l'elettricità e il gas per il forno, il lievito, l'acqua...

Dopo la stangata che presi per via della prima panaderia che comprai e che si rivelò una truffa, trovai alcune macchine per fare il pane in un'estrema periferia di Andrè, la luce e l'acqua la rubavamo, la farina e i lieviti ce li portava settimanalmente un camion, c'era tutto per cominciare, così raggruppai una fazzolettata di bambini vagabondi per le strade del quartiere, li misi assieme a una dozzina di adolescenti e cominciai la mia nuova avventura.
Senza soldi fu un vero calvario, un paio di volte venni salvato dal fallimento da collette on line messe insieme dai miei amici virtuali, insomma, andammo avanti per un pò. La storia tra alti e bassi la trovi qui:














Sì, insomma, riguardando queste immagini mi rendo conto che se avessi fatto lavorare questi bambini in Europa sarei finito dritto in galera, ma qui era l'unica  maniera di compratire un pò di soldi con le loro famiglie.



Comunque, malgrado l'aiuto dei miei amici on line, arrivò un momento in cui dovetti mollare l'attività. Peccato.



SI APRE UN PORTONE?

Come dice il proverbio? Alcune volte ti si chiude una porta e si apre un portone. Questa volta il portone offriva d'aprirmelo il titolare di una panaderia vicino alla nostra clandestina. Era un giovane prestante, metà Hulk montato sopra un bacino e le gambe di un ballerino di flamenco. La testa rasata di Mussolini, ma bello, che se ti sorrideva ti liquefaceva il cuore. Piaceva molto alle donne ed era (è, perchè non è mica morto) un giovane uomo di successo. Suo padre aveva fatto sacrifici inauditi per farlo studiare da avvocato e lui al mattino andava alla capitale con la sua gippetta milionaria ad esercitare la professione, poi il pomeriggio ritornava, si cambiava e gestiva la panaderia di famiglia e rimaneva vicino alla vecchia madre vedova che non aveva mai voluto trasferirsi da quel povero barrio.

Sai, di umili origini senza mai abbandonare la povera gente di cui si era attorniato, con il potere che esercitava come avvocato, la spregiudicatezza che ti viene se ti motiva l'appartenere ad un ceto sociale infimo, fece sì che questo giovane uomo diventasse un vero e proprio boss del quartiere. Ma in senso positivo, perchè aveva una parola buona per tutti, faceva lavorare i giovani sbandati, patrocinava le piccole cause dal Fiscal di Boca Chica ma ogni tanto gli capitavano anche colpi milionari presso il tribunale della capitale, e lui con le buone o con le cattive (capiscimi ammè) vinceva sempre. Parlava con garbo, dava del lei a tutti, sorrideva, ma era un Tigre nel suo genere. Partiva con la legge, ma se gli occorrevano altri mezzi, tipo corrompere, pagare, dare mance, o ventilare velate minacce, lui non esitava. E portava sempre la pistola.

Mi sorrideva quando passavo davanti alla sua panaderia per andare a casa. Poi un giorno ebbi bisogno di un prestito (un altro!) per non perdere la casa data in garanzia, e un ragazzo che lavorava sia per me che per lui mi aiutò a conoscerlo. Faceva impressione vederlo in canottiera. Quei muscoli che il mattino nascondeva dentro un abito scuro d'avvocato, al pomeriggio guizzavano fuori dalla sua maglietta mostrando tatuaggi da truzzo. Su un braccio aveva addirittura tatuato tutto un Salmo, sulla schiena manga giapponesi, su un polpaccio un dragone...
Sai, anni di frequentazione di avvocati delinquenti, mi mancava proprio un tatuato, truzzo e con la pistola!
Stetti ad ascoltarlo e notai che profumava di buono. Mi promise il denaro che mi serviva, fissò le condizioni del prestito e mi disse che sarebbe venuto il mattino dopo a casa mia. E venne!

Firmai quello che c'era da firmare, mi diede il denaro e mi chiese cos'avevo intenzione di fare. Gli dissi che avrei allargato un vano della casa per fare il pane con il minimo costo, in attesa di una soluzione che non arrivava ed era una sentenza in mio favore affinchè mi restituissero il ristorante che quei delinquenti mi avevano portato cia con l'inganno. Lesse i dispositivi delle sentenze precedenti, sfogliò e rigirò documenti e pratiche, poi mi disse:
- Non hai molte speranze di riprenderti il tuo ristorante. Se perdono ricorrono alla Corte Suprema e ci vogliono altri cinque anni...
- Ah – risposi sfiduciato – e tutti questi anni d'attesa.... persi?
No, dice lui. Però contro un brigante, un brigante e mezzo. Ti hanno portato via il ristorante con una truffa, e noi li possiamo cacciare da lì con un inganno...
- Dici? E quale sarebbe questo inganno?
- No, caro. Devi pensarci bene, poi ti devi fidare completamente di me, al fine devi trovare 10.000 dollari ed io nel giro di quattro mesi li caccio fuori da lì, con l'intervento della Guardia Nazionale armata...
Accidenti, non mi pareva vero. Per vedere quei delinquenti cacciati fuori dalla mia proprietà armi in pugno, avrei pagato altro che 10.000 dollari... ma non li avevo!
- Pensaci su – mi disse e se ne andò.
Ci penso, ci penso.

Passavo il tempo affacciato alla finestra della mia casa pensando alla Madonna dei Soldi. Era successo a Milano, mi trovavo in brutte acque (e ti pareva) ed ero con l'acqua alla gola (ma guarda un pò). Facevo il fotoreporter free lance e vevo venduto un sacco di fotografie ma gli editori non pagavano per via di uno sciopero ad oltranza che mi aveva messo in ginocchio. Passai davanti alla chiesetta di San Calimero, là all'incrocio con via di Porta Romana, ed entrai in chiesa per pregare. Non che io sia un baciapile, ma tra il fare una rapina e pregare, quella volta optai per pregare. Nella semi oscurità di quella piccola chiesa, sulla sinistra c'era una vecchia statua della Madonna, probabilemte dismessa anche lei, tanto era vecchia e mal collocata. Era la Vergine che schiaccia la testa del serpente, una statua che non se ne vedono più. Mi inginocchiai e le chiesi di aiutarmi ad incassare i soldi. Lo so, non ci crederai, ma arrivato a casa, c'era un assegno!
Presi l'abitudine di fare visita a quella statua ogni volta che mi trovavo in difficoltà finanziarie e lei, puntualmente mi faceva trovare i soldi, fossero pagamenti arretrati o crediti da riscuotere o nuovi lavori...
La chiamai la Madonna dei Soldi, e mi spiace di esserle tanto lontano, perchè una visita di questi tempi non mi farebbe male...

Me ne stavo lì assorto a pensare ai soldi, quando improvvisamente comparve!
Ma non la Madonna, comparve uno svizzero tedesco che voleva comprare la casa!
Cavoli, pensai, qui svoltiamo.




12.

ALE, IL RITORNO


Venne prima in avanscoperta una sua compagna di scuola, mi diceva che Ale stava male, che era pentita, e che voleva tornare con me. Poi cominciò a passare lei, ogni pomeriggio, prima di andare a scuola, si fermava fuori dal cancello, frignava, piangeva, diceva che stava male, che era pentita, che aveva capito che non c'erano soldi ma che voleva condividere le difficoltà con me.
La lasciai piangere ancora per poco, poi aprii il cancello.



IL MARE

Scendi alla splendida spiaggia di Boca Chica e la prima cosa che noti è il rifle, la barriera corallina che divide il mare aperto da questa bianca conca dove la gente si bagna senza pericoli. Te l'ho già detto, qui tutto quello che vedi non è come appare e quella non è affatto una barriera corallina ma le macerie delle prime case abbattute dai Vicini e Montano che trasformarono il primitivo villaggio di pescatori in un luogo residenziale. Ebbero l'intelligenza di scaricare tutte le macerie al largo formando questa barriera artificiale che protegge la bianca spiaggia di Boca Chica.

Dopo quella barriera, in mare aperto il mare sprofonda con un paesaggio marino tropicale e suggestivo. Io una volta alla settimana andavo a fare immersioni con un istruttore francese che poi scopersi essere un alcoolizzato all'ultimo stadio. Una volta a 25 metri di profondità mi finì l'aria ed io credetti fosse un'esercitazione. Quando capitò la seconda volta, a 35 metri, gli dissi, cazzo, controlliamo le bombole prima di immergerci, e le cose andarono decisametne meglio.

Lo spettacolo del mare là sotto è splendido, vedi panorami inconsueti, coralli viola e gialli, le aragoste intanate dentro la roccia, piccole razze sul fondo...
Ogni tanto incocci con grandi meduse ma tu non ti devi agitare perchè l'acqua smossa le avvicina. Basta applaudire, e le mani formano un soffietto d'acqua che le tiene lontano.

Dopo un paio di mesi di immersioni, l'istruttore mi propose di prendere il brevetto e per far questo dovevamo iniziare con immersioni da 60 metri.
Accettai, e alla prima immersione ai primi metri di affondamento, gli scoppiarono i tubi dell'aria e riemerse rapidamente lasciandomi solo. Devi sapere che l'attrezzatura moderna per l'immersione è molto razionale ed intelligente, hai una cintura di piombo e un giubbetto che si gonfia con l'aria della bombola. Regolando questo flusso d'aria affondi sempre più fino ad arrivare alla quota desiderata dove con una ulteriore regolazione arrivi al “peso zero” che ti permette di fluttuare in acqua come un pesce.

Lasciato solo, rimasi un poco ad aspettare l'istruttore, senza rendermi conto che stavo lentamente affondando dentro un cilindro azzurro d'acqua, da cui non si vedeva nulla, nè intorno nè sotto. Solo guardando di sopra mi resi conto che avevo perso quota e mi spaventai. Sarà stata l'emersione troppo rapida o il panico, sta di fatto che arrivato in superficie mi prese un mezzo infarto e quando mi soccorsero, issato sulla barca, svenni. Una volta a terra, salutai dando appuntamento alla prossima immersione ma non mi videro mai più.

Succede anche col cavallo, se non risali subito, poi non lo fai mai più.
No, veramente, io dopo trent'anni dalla caduta da cavallo rimontai in sella. Mi capitò in Costa Rica dove mi ero rifugiato da Cuba per non farmi espellere dal paese. Se ti capita un'offerta per visitare il Costa Rica, accettala, perchè è un paese simpatico, civile, socievole e piccolo, tanto piccolo che puoi fare escursioni per visitare i suoi vulcani, la foresta pluviale, i cactus, i deserti, le onde dell'oceano per fare surf, ogni volta in una giornata, andata e ritorno.
Stavano per essere invasi dall'Honduras dal Nord e dagli americani a Panama dal Sud. Un confronto che li avrebbe visti perdenti in ogni modo. E loro, cosa fecero? Si presentarono alle Nazioni Unite e dichiararono: noi da oggi non abbiamo più l'esercito. Chiunque ci invada compie crimini contro l'umanità, e furono salvi. Intanto perchè soppressero le velleità dei confinanti, poi perchè dirottarono tutte le risorse destinate all'esercito sui servizi civili con grande soddisfazione di tutti.

Tra le meraviglie che troverai in quel Paese ci sono grandi sfere, tutte perfette dal diametro dal mezzo metro ai due metri e più. Me ne segnalarono una in una zona impervia che si poteva raggiungere solo attraversando la foresta pluviale a cavallo e così noleggiai stivali, cavallo, guida e partii all'alba.
Piccolo dettaglio, indossavo un paio di jeans lunghi ma sotto chissà perchè non avevo messo i miei soliti slip ma una di quelle braghette di tela che si indossano in spiaggia.
Ora, capirai anche tu che se vai a cavallo a trent'anni con gli slip ma anche senza, hai uno scroto (per le signore presenti, il sacchetto della felicità) duro come un pugno che si raggrenzisce o molla il malloppo a seconda delle esigenze. Trent'anni dopo quel muscolo raggrinzito si è trasformato in un sacchetto di pannolenci con dentro due olive che il cavallo sbatte qua e là provocando dolori lancinanti.

Dopo un paio d'ore di tanto tormento, ogni tanto partivo al galoppo per rimanere dritto sulle staffe, ma la mia guida, per incapacità o altro non mi seguiva, così tornavo indietro per non perderlo e di conseguenza perdermi.

Nella foresta pluviale incontrai le famose scimmie cappuccine, quelle con la faccia bianca che Cristoforo Colombo scambiò per gatti che si arrampicavano sugli alberi usando la coda...


Un'altra cosa straordinaria che notai furono i ragni. Sai, dalle nostre parti il ragno è un essere solitario che si fa i cazzi suoi in un angolo del soffitto, caccia e mangia da solo...
Qui nella foretsa pluviale invece in migliaia di ragni si erano uniti in cooperativa tessendo ragnatele giganti sotto i rami degli alberi. Un'altra squadra aveva legato i rami superiori con altre tele e la caccia si svolgeva in questo modo. Ogni ventina di minuti, un ragno frigniva e gli altri rispondevano in un solo grido. Fatto questo, agitavano la tele superiore scuotendo i rami degli alberi. Tutti gli insetti che erano in qualche modo su quei rami cadevano nella rete inferiore e una squadra specializzata andava ad uccidere le vittime, le avvolgeva mummificandole e le lasciava là a disposizione di chi avesse avuto fame. Praticamente avevo scoperto il comunismo reale praticato da ragni in una foresta tropicale!

Ma sto divagando. Insomma, il viaggio fantozziano si stava facendo insopportabile con tutto quello sbattimento di palle, quando finalmente arriviamo sul greto di un fiume infestato da grossi coccodrilli.
- Ecco fatto – mi dice la guida – dobbiamo solo guadare questo fiume e siamo arrivati...
- Scusa – oso eccepire – dici che dobbiamo guadare questo fiume infestato da questi enormi coccodrilli?
Dice: - Non ti preoccupare, perchè non hanno fame...
- Non hanno fame, lo hanno detto a te, oppure c'è un cartello dell'Ente Turismo che dice, attraversate che non hanno fame?
Ride. Non se preocupe, senor. Vamos!
E attraversa. Io lo seguo, ma con un pò di batticuore. Però i coccodrilli non si muovono e continuano a crogiolarsi al sole ignorandoci completamente.
Arrivati dall'altra parte scopriamo l'arcano. Quella era una grande attrazione turistica. C'era una specie di pontile sul fiume e i turisti con una canna da pesca calavano dei polli fino all'altezza di qualche metro sul pelo dell'acqua. I coccodrilli che avevano fame con un colpo di coda schizzavano fuori dall'acqua per mangiarseli. Salti notevoli e tonnellate di polli per far divertire i turisti.
Ecco perchè non avevano fame...

Arriviamo alla sfera, di grandezza notevole con un diametro superiore ai due metri. Di granito, grezzo ma levigato. Una sfera perfetta senza iscrizioni o segni esteriori che ti possano far capire chi ha potuto eseguire tanta perfezione, quando l'ha eseguita e con che mezzi.
Una faccenda che si ripete da molto tempo. Gli egizi con mazze, acqua e punte di rame possono aver scolpito e squadrato le pietre delle piramidi? E a Machu Pichu chi ha trasportato là sopra quelle pietre da centinaia di tonnellate tutte rifinite e che si incasellano con precisione millimetrica? E le statue dell'isola di Pasqua? E Stonheige? Ci sono centinaia di altri esempi di costruzioni megalittiche che i nostri archeologi hanno archiviato come inspiegabili. Qualcuno avanza l'ipotesi di visite di extraterrestri, altri sorridono....
Ma non c'è solo l'ipotesi degli extraterrestri, credi a me.
Adesso tieniti forte che ti leggo un passo della Bibbia.

















Ezechiele
(dai Libri Profetici)

1

            [1]Il cinque del quarto mese dell'anno trentesimo, mentre mi trovavo fra i deportati sulle rive del canale Chebàr, i cieli si aprirono ed ebbi visioni divine. [2]Il cinque del mese - era l'anno quinto della deportazione del re Ioiachìn - [3]la parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele figlio di Buzì, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebàr. Qui fu sopra di lui la mano del Signore.

Nota bene: il giorno, il mese, l'anno, dove si trovava, in che periodo storico. Prima di cominciare il suo racconto specifica tutte queste coordinate come per dire, guarda che non sono matto, ti sto riferendo proprio quello che ho visto...

            [4]Io guardavo ed ecco  un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinìo di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro incandescente.

Partiamo dal presupposto che stanno accadendo avvenimenti così fuori dalla portata intellettuale di questo pover'uomo che non possiede nemmeno il vocabolario adatto per descrivere detti eventi. Allora proviamoci noi, come un gioco, senza troppe complicazioni. Poniamo che questo uragano sia la nube di sabbia smossa da uno jet e che l'elettro incandescente sia appunto lo scarico di detta macchina...

 [5]Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l'aspetto: avevano sembianza umana [6]e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali. [7]Le loro gambe erano diritte e gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d'un vitello, splendenti come lucido bronzo. [8]Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d'uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali, [9]e queste ali erano unite l'una all'altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé.

Quattro astronauti con tute spaziali e deltaplani (?) a reazione scendono dalla macchina e la scortano in un'esplorazione

            [10]Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila. [11]Le loro ali erano spiegate verso l'alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. [12]Ciascuno si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo spirito li dirigeva e, muovendosi, non si voltavano indietro.
            [13]Tra quegli esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori. [14]Gli esseri andavano e venivano come un baleno. [15]Io guardavo quegli esseri ed ecco sul terreno una ruota al loro fianco, di tutti e quattro.

La macchina a reazione,dopo un'ultima accelerazione, finalmente atterra

            [16]Le ruote avevano l'aspetto e la struttura come di topazio e tutt'e quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro struttura era come di ruota in mezzo a un'altra ruota. [17]Potevano muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di voltare nel muoversi. [18]La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt'e quattro erano pieni di occhi tutt'intorno. [19]Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano. [20]Dovunque lo spirito le avesse spinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote. [21]Quando essi si muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le ruote ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote.

Sembra la descrizione di una turbina...

            [22]Al di sopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di firmamento, simile ad un cristallo splendente, disteso sopra le loro teste, [23]e sotto il firmamento vi erano le loro ali distese, l'una di contro all'altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo. [24]Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell'Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d'un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali. [25]Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste.
            [26]Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane.

Il cristallo splendente sopra le loro teste secondo me potrebbe essere il tettuccio di plexigas di un supersonico da guerra. Un mio amico ingegnere, invece, notando un umano seduto su di un trono e il vorticoso girare delle pale, opta per un grande elicottero. Io rimango dell'opinione che si tratti di un jet a decollo verticale che di giorno rimane sospeso su di una nuvola (la sabbia spostata dal jet nel deserto) e di notte rimane sospeso su di una colonna di fuoco (la luminosità dello scarico del jet a decollo verticale) Non dimentichiamo che questo pover'uomo non possiede nè la cultura, nè i mezzi per comprendere e nemmeno un linguaggio adatto per raccontare...

 [27]Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l'elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore [28]il cui aspetto era simile a quello dell'arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l'aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava.

2

            [1]Mi disse: "Figlio dell'uomo, alzati, ti voglio parlare". [2]Ciò detto, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.

Lasciamo questa parte mistica tutta avvolta nel racconto del profeta. Certo è che se qualcuno arriva dal cielo o è Dio o l'ha mandato una divinità, è successo anche in racconti di altre civiltà...

3

            [1]Mi disse: "Figlio dell'uomo, mangia ciò che hai davanti, mangia questo rotolo, poi và e parla alla casa d'Israele". [2]Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, [3]dicendomi: "Figlio dell'uomo, nutrisci il ventre e riempi le viscere con questo rotolo che ti porgo". Io lo mangiai e fu per la mia bocca dolce come il miele.

[12]Allora uno spirito mi sollevò e dietro a me udii un grande fragore: "Benedetta la gloria del Signore dal luogo della sua dimora!". [13]Era il rumore delle ali degli esseri viventi che le battevano l'una contro l'altra e contemporaneamente il rumore delle ruote e il rumore di un grande frastuono. [14]Uno spirito dunque mi sollevò e mi portò via; io ritornai triste e con l'animo eccitato, mentre la mano del Signore pesava su di me. [15]Giunsi dai deportati di Tel-Avìv, che abitano lungo il canale Chebàr, dove hanno preso dimora, e rimasi in mezzo a loro sette giorni come stordito.

[6]Appena ebbe dato all'uomo vestito di lino l'ordine di prendere il fuoco fra le ruote in mezzo ai cherubini, egli avanzò e si fermò vicino alla ruota. [7]Il cherubino tese la mano per prendere il fuoco che era fra i cherubini; ne prese e lo mise nel cavo delle mani dell'uomo vestito di lino, il quale lo prese e uscì. [8]Io stavo guardando: i cherubini avevano sotto le ali la forma di una mano d'uomo. [9]Guardai ancora ed ecco che al fianco dei cherubini vi erano quattro ruote, una ruota al fianco di ciascun cherubino. Quelle ruote avevano l'aspetto del topazio. [10]Sembrava che tutte e quattro fossero di una medesima forma, come se una ruota fosse in mezzo all'altra. [11]Muovendosi, potevano andare nelle quattro direzioni senza voltarsi, perché si muovevano verso il lato dove era rivolta la testa, senza voltarsi durante il movimento.
            [12]Tutto il loro corpo, il dorso, le mani, le ali e le ruote erano pieni di occhi tutt'intorno; ognuno dei quattro aveva la propria ruota. [13]Io sentii che le ruote venivano chiamate "Turbine".


Fermiamoci qui, perchè questo non è un libro di teologia e nemmeno sugli UFO. Dovrei parlarti di Santo Domingo, ma come vedi, la mia mente malata vaga e vaga verso voli pindarici...
Insomma, volevo solo dirti che non ci sono solo gli UFO ma pure nostri astronauti che possono aver superato la soglia del tempo. In fondo hanno già prodotto film hollywoodiani con militari che arrivano in luoghi della storia sconosciuti. E non dovresti fare grandi sforzi per immaginare questi militari a bordo di un elicottero o di uno jet che con l'altoparlante tentano un incontro ravvicinato del terzo tipo con un poveretto che parla una lingua arcaica e sconosciuta a cui gli avvenimenti fanno vacillare la mente...










Andò a finire che al momento del ritorno confessai alla mia guida di non essere in grado di riprendere il viaggio se non avessi trovato un paio di slip per raccogliere le mie povere palle. Non si scompose più di tanto e mi trovò un costume da bagno usato che comprai a prezzo d'amatore. Poi finalmente riprendemmo la strada del ritorno senza che il cavallo mi rompesse ulteriormente i coglioni (letteralmente)
Amen.






Lo svizzero era tornato in Europa per aggiustare le sue cose e trasferirsi qui comprando la casa, ma tardava. Soldi non entravano e stringere la cinghia era diventato doloroso. Ale invece attraversava gli eventi come una lama nel burro, senza preoccupazioni. La scuola era finita, ma lei usciva di casa alle undici di mattina e faceva ritorno alle ore più impensate. A volte portava sacchetti della spesa con pasta, formaggio, biscotti, e altre vettovaglie.
Chi te li da? Oh, un'amica che ha preso a cuore la nostra situazione e ha deciso di aiutarmi. Guarda che al mondo non esistono pasti gratis e questa tua amica se ti dà qualcosa qualcos'altro poi vorrà, ma no cosa dici. è gente buona, pure suo marito...

Alcune volte tornava alle sette di sera per vedere la telenovela e prima di uscire per la notte volle imparare a navigare col Facebook che diceva avevano le sue amiche.
L'avvocato che nel frattempo era diventto mio amico diceva che per il ristorante  c'erano complicazioni ma che non avremmo tardato molto ad avere ragione, intanto il tempo passava e mettere insieme il pranzo con la cena sempre più difficile.
Io saltavo un pasto e con un panino e un pomodoro (dieci pesos) arrivavo a sera. Ale invece o andava a mangiare dalle amiche oppure tornava di notte soddisfatta e non pareva avere mai fame.

Un giorno disse: abbiamo ottenuto un credito dal colmado. Possiamo fare la spesa per un mese e pagare quando ti arrivano i soldi. Che bello, si mangia!
Una notte che smanettavo sul computer in attesa del ritorno di Ale, incappo nel suo profilo che apro perchè la password è fin troppo semplice. Oltre a messaggi in giro per il Caribe di un'oscenità impareggiabile, trovai pure il chatting che aveva fatto recentemente col proprietario del colmado che ci faceva credito.

Ale:- Prestami mille pesos
Renè:- Sai quello che mi devi fare
Ale:- Per quello ce ne vogliono duemila
Renè:- Ma io non voglio scopare per non mancare di rispetto nei confronti di Ronnie che è mio amico. Voglio solo toccare di sotto e ciucciare di sopra
Ale:- Sempre duemila. Vieni a casa
Renè:- Mia moglie mi controlla
Ale:- Tu portami a casa l'acqua
Renè:- E quando?
Ale:- Alle 7,30 quando Aldo va ad aprire il negozio
Renè:- E quando andiamo al monte?
Ale:- Quando vuoi ma sempre 2.000 pesos sono

Ero allibito. Leggevo cose che mi lasciavano di sasso, non per lo scandalo in sè, ma perchè non riuscivo a comprendere come Ale avesse potuto cambiare in quell'essere volgare che scoprivo dai suoi scritti.
In quel momento rientra lei ed erano le due del mattino. Inutile chiederle dove sei stata, ormai...
Solo che stanotte ha un succhione sul collo da far paura e l'incazzatura mi viene non solo per l'accumulo degli avvenimenti ma soprattutto perchè vuol convincermi che quel pò pò di segno glielo avrei fatto io!
Nacque una lite furibonda, con rinfacci, insulti, e lei che pareva piano piano perdere terreno dalle sue convinzioni, finchè messa in un angolo con le lacrime agli occhi sbottò:
- Basta! Tu, mia madre, i miei parenti che mi avete preso per una prostituta! Sono stufa di tutto questo, basta! Adesso mi ammazzo...
E si suicidò.
Per la verità si suicidò quattro volte, la prima, prese una manciata di pillole dal cassetto, se le ficcò in gola poi tracannò un bicchier d'acqua e rimase così, impalata aspettando l'effetto. Forse si credeva che ingurgitare una manciata di pilloline zuccherate in vendita al colmado magari con effetto placebo, l'avrebbero fatta cadere indietro stecchita. Invece non successe nulla.
- Ah, sì? - gridò visto che non aveva ottenuto nessun effetto – e allora mi taglio le vene – andò in cucina prese un coltello e si tagliò le vene.
Oddio, tagliò è una parola grossa, diciamo piuttosto che mise il coltello sui polsi e lo fece andare avanti indietro un paio di volte. Ma non uscì il sangue. Buttò il coltello per terra e spalancò la porta dul giardino: - Mi butto nel pozzo! - disse ed uscì.
Sentii nitidamente il rumore del coperchio metallico che copriva la cisterna e poi sentii pure uno splash. Poi più nulla, solo il canto dei grilli.
Aspettai il tempo sufficiente poi uscii e la trovai in piedi sull'orlo della cisterna, con i pantaloni bagnati fino alla cintola ed il resto perfettamente asciutto. Evidentemente si era seduta sull'orlo della botola in attesa dell'ispirazione che non era arrivata.
- Via Ale, - dico cercando di sdrammatizzare- Per questa notte ti sei suicidata abbastanza, adesso vieni a dormire che sennò prendi freddo...
-Ah, mi prendi pure in giro? Te lo faccio vedere io! Adesso vado sull'autopista e mi butto sotto alla prima aguagua che passa – sbattè la porta uscendo ed io aspettai. Perchè il messaggio non era per niente chiaro: l'ultima aguagua passava alle dieci e trenta ed erano ormai le due di notte. Si butta sotto la prima aguagua vorrebbe dire che aspetta quella del mattino alle 6,30 oppure qualsiasi mezzo pesante che passa va bene?
Tornò dopo una ventina di minuti. Si vede che il traffico sull'autopista non le era piaciuto, oppure chissà. Sta di fatto che senza dire una parola, si buttò sul letto e prese sonno nel giro di un paio di minuti.
Da quel giorno non si parlò mai più di suicidio.















L'ambasciata italiana

Poi una mattina vai in città all'Ambasciata per rinnovare il passaporto e ti cambia la vita. La vita forse no, ma certo cambi modo di vedere le cose. Dopo mesi chiuso in questo appartamento, ritornare alla capitale ti lucida la vista, perchè se l'Avana, archittetonicamente è un delitto, Santo Domingo invece è un insieme di stili architettonici che ti mettono allegria.
Provo a spiegarmi meglio. Poni che tu vada al Conservatorio, studi e ti fai una cultura con il nostro passato musicale, poi ti diplomi e diventi compositore. Sarai anche bravo ma le radici, i contrappunti le scale cromatiche, le fughe, quelle non solo non le puoi dimenticare, ma proprio come un sottofondo che è la tua cultura, non ti abbandoneranno mai. Adesso prendi gli schiavi negri del Sud degli Stati Uniti, che passano il tempo ballando il tip tap su una tavola di legno accompagnati da un'armonica a bocca e qualche volta da una chitarra. Ecco, quelli, senza radici e senza saper leggere la musica ti inventano il Jazz, non solo, ma a orecchio suonano con scale musicali a cui hanno aggiunto un paio di note che noi in Europa nemmeno le abbiamo sugli strumenti musicali. Certo poi va a finire non solo che i Jazzisti imparano a leggere la musica, ma che quattro scarafaggi di Liverpool compongano le loro canzoncine facendo coretti usando tutte le note, comprese le blue note,, quelle dei negri, scatenando la più grande rivoluzione musicale dopo Beethoven.
Lo stesso secondo me è successo agli architetti di questo continente, senza dare troppa importanza ai Vitruvio e Palladio, si inventano forme e colori quasi senza radici, e quando tu passi per le bellissime strade della capitale, rimani incantato da tanto ardimento.

Poi arrivi all'Ambasciata, ti dispongono in due file fuori dal palazzo, una per i passaporti, l'altra per i visti, e cominci ad osservare la varia umanità che si rivolge a questo istituto per lasciare il Paese.
Le ragazze sono bellissime, ordinate, ripulite, hanno comprato capi d'abbigliamento coordinati il che vuol dire che il vecchio che le ha “impugnate” ha già fatto un lavoro di ristrutturazione.
Poi ci sono le donne, non bellissime ma ben vestite, coi colori coordinati, che lasciano il loro boy frend – una specie di Mandingo ben ripulito – e si mettono in coda per andare a chiedere un Visto per il drudo. Tengono gli occhi bassi, le donne, gli uomini sono assenti ed io mi chiedo perchè. Intendo dire, perchè devono provare questa specie di vergogna per aver deciso di cooptare un essere umano di cui sono seriamente innamorate/i? Perchè dovranno sfidare l'esame visivo dei vicini per seguitare con la decisione che hanno preso e che all'inizio si rivela più difficile del dovuto?

In fondo, pensaci, un vecchio mediocre impalma una fica strepitosa e una donna che a casa sua ha provato ampie delusioni d'amore è arrivata qui e si è trovata tra le braccia una scultura d'ebano da far invidia al classicismo greco.
Bene, io vorrei dire loro, non vi preoccupate, state solo migliorando la razza, la nostra. State rinfrescando il sangue vecchio di secoli ed oramai stantio. Non vi preoccupate e tenete la testa alta. I vostri figli ed i figli dei vostri figli abiteranno palazzi che questi italianucci retrogradi nemmeno hanno osato sognare!

Poi finalmente entri ma la coda che hai fatto fuori è solo propedeutica! La vera attesa è dentro, tre ore per presentare i tuoi documenti da aspettare in un capannone dai muri scrostati e con una tettoia di lamiera! Ci sono cinque sportelli ma ne funzionano solo due. Un terzo lo maneggia un vecchio che smista gente che non fa la fila, i soliti raccomandati. Ho tempo per osservare e pensare: questa situazione è la perfetta sineddoche dell'amministrazione pubblica italiana, non lavorano tutti, qualcuno fa passare i raccomandati, quando (dopo tre ore d'attesa) è il tuo turno, incocci in un cerbero che ti tratta da suddito e non da cittadino.
Salto ogni altra considerazione perchè secondo la decisione presa dal governo Renzi, da Dicembre 2014, questo obbrobrio verrà chiuso. Meglio così, intanto perchè è una nave alla deriva senza timoniere, infatti a mia memoria manca l'ambasciatore da almeno quattro anni, poi perchè oltre alla maleducazione di alcuni funzionari c'è anche la strisciante corruzione che fa entrare in Italia giovani donne che hanno la disponibilità di 5.000 dollari che pagano a uno di quei vecchietti spellacchiati e senza soldi che si trascinano per il parco. Combinano il matrimonio, fanno il passaporto e si trasferiscono in Italia, poi mandano un avvocaticchio di queste parti per trascrivere il divorzio che in questo paese si ottiene in un paio di mesi, e oplà il gioco è fatto, un'altra mignottona sulle nostre strade...
Chiudi, Renzi, che gli fai del bene...















13.

RISTORANTE 2 – LA VENDETTA


Finalmente arrivò il gran giorno. L'acuasil presentò i documenti al Fiscal e armi in pugno una squadra di militari obbligò gli imbroglioni ad uscire dal mio ristorante, facendo caricare tutti i mobili e le attrezzature che “imbarcò” in un magazzino a mia disposizione.
Che soddisfazione! La gente accalcata che guardava la disfatta, il Grande Truffatore che filmava tutto come documento da allegare al ricorso...
Per me, facesse pure! Lui fuori dal ristorante ed io dentro, facesse tutti i ricorsi possibili ed immaginabili, mi sarei recato in qualsiasi sede competente, io dentro e loro fuori... ehehehe

Passata la buriana e ripreso il controllo del ristorante si presentarono le prime difficoltà, innanzi tutto perchè sei anni di attività di quei truffatori avevano accumulato una loro clientela che io persi completamente. C'era da ricominciare da capo, pulire, ristrutturare, sostituire attrezzature che loro si erano portati via di notte, rifornire il ristorante con le materie prime per poter presentare un menù decente...
Insomma, altri debiti.
Ma ricominciai con buona lena e un ingiustificato ottimismo...







Notizie dal Caribe

Leggere i giornali locali è un’attività divertentissima perchè a differenza delle palle che sparano i nostri politici – che ci fanno incazzare perchè riguardano la nostra vita sociale – leggere le palle di qui, per noi che non siamo coinvolti in questi avvenimenti, paiono quasi ridicole.


Intanto continuano le notizie col contagocce inerenti epidemie di leptospirosi, dengue emorragico e altre sciocchezzuole del genere.
Oggi è uscito un articolo tra il soddisfatto e il trionfalistico con la dichiarazione della Segreteria di Sato a protezione delle Donne che assicura come quest’anno si sia avuto una netta diminuzione di donne uccise dal proprio amante, ex fidanzato o convivente e consimili. Pensate che solo nel mese di ottobre sono state ammazzate SOLO 143 donne mentre nello stesso mese dell’anno scorso erano 151!!
Che bel risultato!

Per inciso ho letto una relazione del ministero della salute in cui si dice che ogni anno 500.000 dominicane scoprono un tumore all’utero (dovute a molte cause facilmente affrontabili) e di esse ben 300.000 muoiono!! (e non stiamo parlando di anziane).

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C’era stato un moto di sdegno quando le Nazioni Unite misero sotto accusa il governo dominicano accusato di razzismo nei confronti degli immigrati haitiani.
Ora, dopo i disastri dello scorso ciclone Noel, per paura di una scarsità di alimenti, il governo ha pensato bene di proibire l’esportazione di uova verso Haiti.
Ora poichè tutti sanno che le frontiere sono un colabrodo, che le guardie sono corrotte e che gli haitiani sono vessati, il risultato è che alla frontiera arrivano le medesime qantità di uova ma A PREZZO RADDOPPIATO!!


Vi avevo segnalato che mentre il governo dorme e l’attuale presidente (che verrà con molta probabilità rieletto) è impegnato in una verbosa campagna elettorale, solo le ONLUS e le ONG si sono prodigate per gli aiuti alle popolazioni isolate.
Bene, di questo fenomeno si sono accorti anche i delinquenti, infatti sono cominciati gli assalti ai convogli degli aiuti per rapinarli dei viveri e vettovaglie.
Amen.

Appropò:

La polizia ammette che ieri sono stati ammazzati quattro cittadini della repubblica. Uno ammettono di avergli sparato per strada, gli altri tre: SUICIDI.
Del francese ammazzato in Andres e l’italiano pestato a sangue a Boca Chica, nessuna notizia (sai, questi teneroni di poliziotti, non vogliono rovinare il turismo locale...)

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INTANTO IL RIDICOLO COMITES DEGLI ITALIANI NELLA REPUBBLICA DOMINICANA, CONTINUA CON LE SUE STERILI POLEMICHE
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Autoscioglimento Comites
Lettera aperta a tutti i Consiglieri del COMITES della Repubblica Dominicana.

Egregi signori,

Vi scrivo questa lettera per sottoporre alla vostra attenzione alcune considerazioni che ritengo importanti e lo faccio pubblicamente perchè le cose scritte restano e le parole volano via.
Vedo dai giornali che le polemiche nell' interno del COMITES continuano ed in maniera sempre più accentuate e non può essere altrimenti vista la situazione che si è venuta a creare con le dimissioni di molti consiglieri, i nuovi, se pur buone persone rappresentano pochi elettori.
La maggioranza attualmente nel COMITES si basa su 5 nuovi Consiglieri cooptati dalla lista LICA, dal cav. Dussich e dal ex-sen. Visca.
Questa '' maggioranza '' se pur legittima sul piano formale, non lo è sul piano della rappresentanza reale e cercherò di dimostrare perchè.

Sulla base dei risultati elettorali delle ultime elezioni del COMITES, nelle precedenti elezioni ottennero voti e risultarono eletti:

LISTA AZZURRI E CTIM ( 5 )
Filosa Ermanno voti 401
Gussio Paolo voti 352
Ferraris Carlo voti 257
Visca Giuseppe voti 184
Garibaldi Giovanni voti 75

LISTA INDIPENDENTE LICA ( 7 )

Dotti Antonio voti 192 dimissionario
Viro Angelo vgoti 170 dimissionario
Mastrolilli Vincenzo voti 131 dimissionario
Boeri Mario voti 126 dimissionario
Orefice Daniela voti 125 dimissionaria
Sabato Anna voti 116 dimissionaria
Dussich Paolo voti 94 ora delegato nazionale CTIM

Dunque degli eletti della LICA, chi per dedicare più tempo alla propria azienda, alla famiglia ed ai suoi dipendenti, chi per ragioni di salute e chi non sopportava più le polemiche, ( nel COMITES della Repubblica Dominicana sono sempre state vivaci), si sono dimessi 6 Cnsiglieri eletti eccetto il cav. Paolo Dussich eletto nella LICA ed ora delegato nazionale del CTIM.
Ora io non vi chiedo di nominare Presidente Filosa, ma di avere il coraggio di sciogliere il COMITES e di indire nuove elezioni e verificare se questa maggioranza ha il consenso per governare.
Oggi Filosa ha il diritto di dire che gli italiani non vogliono questa presidenza perchè per fare 401 voti, ci vogliono i 184 di V isca, i 94 di Dussich, insomma per arrivare a 401 non bastano tutti i voti raccolti dai 7 consiglieri che compongono la maggioranza attuale.
Se non organizzate nuove elezioni, perchè avete paura di perderle lascio a voi la parola per definire questo comportamento.
D' altra parte non vedo come questo possa accadere, come può perdere una lista capeggiata dal. sen. Visca con l' appoggio del Ctim e della Lica?
Però questa volta fate accordi chiari e precisi non vogliamo altre polemiche e inciuci nel nostro COMITES.
Vorrei chiedere al mio amico Franco Ironico se mi da una mano per ristabilire un poco di buon senso in questa piccola isola dei Caraibi... si perchè questo non è solo il COMITES della Repubblica Dominicana, ma di Haiti, della Giamaica, ecc.ecc.

IVO.BELLACCINI@YAHOO.IT

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Martes 20 de Noviembre , actualizado 1:43 AM  
 SECRETARIA DE LA MUJEREste año se redujeron asesinatos de mujeres pero las cifras permanecen altas
Deyanira Polanco - 

SANTO DOMINGO.- La Secretaria de Estado de la Mujer aseguró que ha habido una disminución de los feminicidio este año, ya que hasta el mes de octubre 143 mujeres han sido asesinada por su pareja o ex pareja, y en ese mismo período, pero del 2006, ya habían fallecido 151, no obstante, expresó preocupación por esas estadísticas.

Flavia García destacó que la violencia contra la mujer es una violación a los derechos humanos, un delito que afecta a miles de mujeres de distintas edades, niveles culturales, educativos y socio económicos.

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Martes 20 de Noviembre, actualizado 1:43 AM  
 DÍA INTERNACIONAL DE LA NIÑEZNiños exponen su salud en mercado por 20 pesos diarios
Mayelin Acosta Guzmán - 11/20/2007


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Alexander Peña no va la escuela, pero ayuda a sus padres y les da 10 pesos de los 20 que se gana.
SANTO DOMINGO.- Con tan solo diez años de edad, Alexander Peña es de gran ayuda a sus padres. Desde las primeras horas de la mañana hasta la tarde trabaja en el mercado del barrio Los Guandules vendiendo platanos, yucas y otros comestibles.

No labora a diario, pero cada vez que necesita dinero ayuda a comerciantes del mercado, quienes retribuyen sus servicios con 20 pesos diarios, 10 de los cuales entrega a su madre para colaborar con los gastos familiares.

Su madre trabaja vendiendo periódicos y su padre realiza reparaciones en viviendas. Alexander expresó que lleva varios meses ahorrando para comprar sus ropas para esta Navidad y que hasta el momento ha laogrado reunir 400 pesos.

El niño narra que desea integrarse nuevamente a la escuela y que el próximo año pueda asistir a sus clases, las cuales abandonó hace un año.


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  Martes 20 de Noviembre, actualizado 1:43 AM  
NOTA CENTRAL
Leptospirosis alcanzó nivel de epidemia; se registran 256 enfermos y 27 muertes


 12:01 AM BARAHONA.-El país se encuentra ante una epidemia de leptospirosis, ya que los casos registrados en lo que va de año superan en 337 a los del año pasado. La cifra de fallecidos por esta causa en los últimos días se ha elevado a 27, de acuerdo con los datos oficiales, y a 256 los que han sido ingresados en distintos hospitales. Hasta la fecha, en 2007 se han registrado 58 muertes por leptospirosis. El año pasado el número de casos de esta enfermedad fue de 846 con 80 confirmados.



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Martes 20 de Noviembre, actualizado 1:43 AM  
 EN MOTOCICLETASBandas asaltan vehículos que llevan ayuda a los refugiados de Barahona
Doris Pantaleón -

Alrededor de 500 personas ocupan refugios en Barahona.
BARAHONA.- La entrega de ayudas a los refugiados se ha convertido en una actividad peligrosa en esta provincia, donde con frecuencia, bandas de motorizados asaltan a los camiones tanto en carretera como en los propios refugios cuando se reparten colchones, mosquiteros, comidas o cualquier tipo de mercancía.


[URL=http://imageshack.us][IMG]http://img98.imageshack.us/img98/9233/aurora2xn5.jpg[/IMG][/URL]


Inchiesta Gallup sui paesi più violenti del mondo. Prende i morti ammazzati ogni 100.000 abitanti e classifica:
Venezuela, Colombia, El Salvador, Guatemala, Puerto Rico, Brasile e México.
La Repubblica Dominicana, dove io vivo infelicemente si colloca al quinto posto...

Gallup non dice che i morti ammazzati della Repubblica Dominicana si devono in buona parte alla polizia...
ehehehehe






Il prossimo 13 settembre Miley Cyrus non potrà esibirsi come previsto da calendario nel Bangerz Tour a Santo Domingo.
Il concerto della star nella capitale della Repubblica Dominicana è stato cancellato dagli ufficiali della Commissione Nazionale Spettacolo dal Vivo perché ritenuto troppo «lascivo».
In un comunicato pubblicato ieri l'organo del governo ha spiegato che la Cyrus «ha dei comportamenti che vanno contro la morale e il buon costume, punibili quindi dalla legge domenicana».

ehehehehe
rido, rido di gusto
se voi vedeste questi integralisti cristiani come trattano le donne qui
vivono di turismo sessuale
40.000 casi di violenza familiare denunciati l'anno scorso
poi fanno la morale
ehehehehe



A Cuba, con un espediente escogitato per aggirare la legge (cosa che fanno tutti i cubani che vogliano sopravvivere) ero riuscito ad abitare in un barrio popolano che si chiamava “La Vibora”. Da lì mandavo a www.affaritaliani.it le mie corrispondenze clandestine di cui ti ho già parlato.
Un giorno scrissi di un episodio che mi aveva particolarmente colpito, questo:

Qui, dove vivo, apparentemente è una tranquilla periferia tutta villette, ma di notte il gruppo di adolescenti che bighellona da queste parti lo rende invivibile.
Sono adolescenti che giocano a pallone sulla strada, rumoreggiano fumano e ridono. Hanno rotto tutte le lampade del parco e attraversarlo di notte è pericoloso.
Due di questi giovani hanno preparato un furto al chiosco che vende alimentari ma qualcuno ha soffiato la cosa alla polizia che ha preparato una trappola e l’altra notte alle tre, quando i giovinastri hanno tentato di forzare la saracinesca, hanno intimato l’alt. I due giovani hanno tentato la fuga e la polizia ha aperto il fuoco ammazzandoli come cani.
Se passi per la strada, puoi ancora vedere la macchia di sangue e le infradito abbandonate.
Pensa, non avevano vent’anni, non avevano cibo e non avevano nemmeno le scarpe per scappare.


La cosa passò nella quasi totale indifferenza. Sai, come vanno queste cose, se tocchi il regime che affama, ti saltano alla gola i culidipietra della ipersinistra nostalgica dicendo che diffami il sacro popolo eroico bla bla, se segnali le cose che a dispetto dei santi funzionano e vanno bene, insorgono i destrorsi dicendo che sei uno sporco comunista inattendibile, insomma sei del mestiere e lo sai. L’indifferenza fu causata anche dal regime indifendibile, e una polizia che spara per mancanza di democrazia.

Qui a Santo Domingo, invece, pure.
Mi spiego.
Già nel 1991 quando venivo qui passando la frontiera con haitiani in fuga da Aristide, c’era la nomea del capo della polizia che quando prendeva delinquenti in flagranza di reato, li ammazzava come cani perchè i tribunali si mostravano troppo accondiscendenti. Il capo della polizia di allora si giustificava dicendo che proteggeva il turismo, ma alla fine lo cacciarono con un gran sospiro di sollievo da parte di tutti.

Da qualche tempo però, specie per sollecitazione della comunità italiana che reclama maggior protezione, sta succedendo lo stesso fenomeno.
I primi episodi li registrai come vox populi, poi la cosa mi incuriosì, intanto perchè gli ultimi omicidi di italiani a Boca Chica vengono descrtti come assalto a turisti e invece in un paio di episodi c’è il fondato sospetto che si tratti di regolamenti di conti tra produttori e speditori di cocaina.

Il penultimo episodio di ragazzi uccisi dalla polizia non riuscii a controllarlo perchè i feriti vennero caricati sulla camionetta ed i cadaveri vennero ritrovati sul bordo della superstrada. L’episodio venne registrato come regolamento di conti tra bande.

L’ultimo episodio invece riguarda un uomo e suo figlio è accaduto sabato scorso, e ne ho sentito parlare da conoscenti informati. Questa mattina però ho parlato con la vedova dell’ucciso e le cose sembrano proprio andare nella direzione dell’esecuzione sommaria.

Sembra che la polizia abbia avuto sentore di un Punto (che è un luogo dove raffinano e spacciano droga). La gestione di un Punto qui è semplice: basta pagare la polizia e non si hanno problemi. Questo tizio non so perchè era fuori dai ranghi e la pattuglia si è presentata all’alba entrando in casa e sparando all’impazzata. Hanno ucciso il giovane (secondo la donna uno che non c’entrava affatto, mentre dell’uomo ammette i trascorsi “narco”) e ferito i vecchio. Mentre lo trascinavano sulla camionetta la donna li implorava che non glielo uccidessero, ma la polizia disse che doveva essere ricoverato d’urgenza in ospedale perchè seriamente ferito.
Arrivata in ospedale con un mezzo di fortuna, la donna scopre che il marito è morto. Ma haimè ha un buco in più, perchè la polizia gli ha sparato nella camionetta freddandolo.

Capisci? Qui a Boca Chica, a venti chilometri da Guandolio dove c’è la casa dei Provenzano e dove le varie mafie ormai la fanno da padroni con investimenti paurosi! (Vai a Puerto Plata e vedrai gli immobili dei Gambino: hanno ricostruito Miami sull’isola) per tutelare l’incolumità di questi quattro barbosi in cerca di facili avventure, hanno addirittura sospeso la legge e chi la infrange viene ammazzato come un cane.
Alla faccia della democrazia e di Leonel che (forse) verrà reincoronato imperatore...



MAFIA ITALIANA IN S. DOMINGO

Il signor E.M., che scrive per un mensile bilingue diretto dal signor Santiago Ebreu de Leon che fa capo a Ennio Marchetti della comunità italiana di Puerto Plata in Santo Domingo, ha pubblicato un articolo in spagnolo in cui dice di aver letto su un giornale dominicano che riportava un’intervista pubblicata in Svizzera di un certo Vizzini che si diceva preoccupato per la quantità di narcodollari che passerebbe da una cosca italiana sul territorio dominicano come ingente investimento immobiliare.

Anche mio nonno, che macinava il gesso, capirebbe che messa così l’indiscrezione non potrebbe rientrare nel novero delle “notizie” essendo poco più di un pettegolezzo. Però, poichè ritengo che questo certo Vizzini altri non sia che il senatore che fa parte della commissione antimafia, sono andato a cercare sui quotidiani italiani se ci fossero tracce di questa preoccupante dichiarazione, visto che faceva il paio con quella del Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso che intervistato a sua volta dal giornale svizzero, sciorinava cifre da capogiro: il solo capomafia Bernardo Provenzano aveva portato gli utili del narcotraffico mafioso dai 15 trilioni di lire del 1994 a 30 trilioni del 1999 e che nel solo 2004 gli investimenti in edilizia e campi da golf su quest’isola sarebbero addirittura 30 miliardi di Euro.

Ahimè sulla stampa italiana non ho trovato nulla, ma mi ha colpito invece lo scandalo che è uscito in questi giorni qui a Santo Domingo (c’è la campagna elettorale per l’elezione del presidente che si fa anche – tutto il mondo e‘ paese – con dossier segreti e merda nel ventilatore) di un megacontratto con cui il governo corrotto stava vendendo quasi di nascosto una porzione di parco nazionale denominato “le dune” ad una non meglio specificata società dalle origini incerte.
Sono andato a vedere e devo dire che la parte del complesso già realizzata (si chiama Playa del Sol) è veramente impressionante, sia come qualità che come entità degli investimenti. Roba da poter cambiare la narco-economia di questo PaESE.

Ora io mi chiedo e vi chiedo se ritenete possibile che in un paese come il nostro, un Senatore della Repubblica che fa parte della Commissione Antimafia, per fare dichiarazioni così impegnative debba ricorrere alla stampa svizzera.

Santo Domingo capitale culturale d'America 2010

Il presidente della Repubblica di Santo Domingo
Leonel Fernandez ha partecipato ieri alla cerimonia che proclama Santo Domingo la Capitale Americana della Cultura 2010. Tale attestato viene riconosciuto dal Burò Internazionale delle Capitali Culturali come iniziativa del Centro degli Studi Europei della Pontificia Università Cattolica Madre e Maestra (PUCMM).

Stupisco di tale riconoscimento. Negli ultimi tre anni di frequentazioni nella capitale di quest'isola, non ho mai incontrato un dominicano con un libro in mano e di tutte le case che ho visitato non ho mai visto una libreria. Senza contare le manifestazioni culturali a dir poco ridicole.
A differenza di Cuba, per esempio, con il 98% di popolazione alfabetizzata, con un consumo di libri usati (quelli nuovi costano troppo) da paura e con librerie in ogni casa.
Ma Cuba, si sa, non va menzionata, specie in questi paesi cosiddetti "liberi..."





Notizie da Santo Domingo
Avevo già parlato in varie occasione del fenomeno Josè Gutierrez e della rubrica che tiene su una televisioncina di qui, facendosi mandare filmati ripresi col telefonino, e ora sguinzagliando suoi amici e collaboratori in giro per l'isola a documentare le malefatte (e sono molte) che accadono in questo benedetto Paese.
http://www.josegutierrezproducciones.com/portal/

L'ultima volta vi avevo segnalato il fragore che fece quando smentì due comunicati della polizia che affermavano di aver ucciso due pregiudicati durante una sparatoria, e invece due telefonini di gente che passava di lì mostrò che i due ragazzi erano disarmati, uno persino ammanettato.
Ora, alla frontiera con Haiti dove hanno messo su un ospedale per l'emergenza con gli haitiani vittime del terremoto, saltano fuori fotografie tipo prigione di Abu Ghraib. Dev'essere successo che infermieri, medici e soldati di guardia hanno festeggiato chissà cosa e tutti ubriachi si sono scambiati gli strumenti di lavoro, gli infermieri si sono messi a sparacchiare con le armi, e i soldati si sono fatti fotografare mentre fingono di operare gli haitiani (uno con una sega finge di tagliare una gamba).

Insomma, vi chiederete perchè vi dò queste notizie così lontane e così difficili da documentare (a meno che non vi rivolgiate direttamente a Gutierrez) la verità è che alcuni amici miei sono venuti in possesso di un dossier della polizia locale dove, tradotti in spagnolo, sono raccolti tutti i miei articoli che pubblico su questo paese e mando in giro.
Reduce da Cuba dovrei essere abituato a questa forma di controlli, ma in questo paese cosiddetto libero (se fossi più povero di quello che sono, comunque vorrei vivere a Cuba e non qui) mi fa specie che tra gli indirizzi a cui mando le mie noterelle si nasconda un "infiltrato" che non avendo nulla di meglio da fare di giorno (di notte vanno a sparacchiare per le strade) si diverta a cotrollare e a raccogliere per la polizia la mia corrispondenza.

Questa mail, quindi, non serve a voi, ma a far sapere a quel cialtrone, che io so. E ora lo sa pure jose Gutierrez.

Hasta la victoria siempre
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Chiuso in casa per tutto questo tempo ho avuto modo di ripulire i miei scritti e pubblicarne alcuni. Un lavoro solitario, senza mai vedere nessuno, eccetto un frugolino alto così che nemmeno parla, ma grida solo le vocali. è cominciato a salire faticosamente le scale e alle sue grida ho risposto facendolo entrare in casa.
- Aaaeeeiiouu - gridò quando trovò una caramella medicinale nel cassetto.
- No, guarda, non ti piaceranno... - ma lui insisteva così scesi per chiedere il permesso alla madre e me lo portai dietro al colmado dove gli comprai una fetta di torta e qualche caramella.
Episodio quasi dimenticato, quando cominciai ad uscire di casa per andare al grande supermercato che hanno aperto proprio di fronte alla via principale.
- Aaaeeiiiou - sento gridare passando davanti ad una catapecchia. Non sapevo abitasse da quelle parti ma lui mi ha riconosciuto. Mi abbraccia le ginocchia, è tenero e spontaneo, mi commuove. Col permesso della madre me lo porto al colmado più vicino e gli compro una focaccia e qualche caramella.
Insomma, la cosa si ripete ancora ogni volta che mi riconosce mentre passo davanti a casa sua...
Finchè una mattina esce pure la madre.
Mi dice di non comprargli il pezzo di torta, ma la merendina preconfezionata di cui mi mostra il luccicante involucro vuoto. Pure le caramelle devono avere una confezione e me la mostra. Se voglio, posso pure comprargli una coca cola...
Insomma, gente.
Il progresso è arrivato pure qui....
ehehehehe

(certo, ho cambiato strada, ora passo da un'altra calle...)








Eppure non può andare a finire così.




FINE PRIMA PARTE




la seconda parte qui:
 http://vincentultimo.blogspot.it/2018/04/blog-post.html

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