ULTIMA FERMATA
SANTO DOMINGO
Cominciamo dalla fine: sono chiuso in questa casa
da molto tempo. Troppo.
Ho il passaporto scaduto e al consolato vogliono
soldi per rinnovarmelo, ma io non ho nemmeno le lacrime per piangere. Ho perso
tutto, la casa, il lavoro, la proprietà del ristorante, la donna , i cosiddetti
amici di qui, i cosiddetti amici italiani, i cosiddetti amici di Facebook...
Ho collegato la radio e il computer ad una
batteria che si ricarica nelle poche ore in cui la corporazione si degna di
erogare la luce:
“ Ascolta radio Disney, quello che vuoi
sentire... dling dlong … scegli la vita, bevi acqua Dasani...”
Ecco, penso, sono arrivati anche qui.
Ma come era cominciato tutto questo?
1.
Il primo abbaglio lo prendi se atterri
all'aeroporto Las Americas di Santo Domingo. Dopo aver applaudito il pilota che
è atterrato senza troppi patemi (ebbene sì, l'italianuccio medio applaude
ancora al pilota che atterra, come liberato da un angoscioso terrificante
assioma: volare è un diritto acquisito anche dalla classe operaia, ma atterrare
è necessario) e se non hai pianificato tutto facendoti gabbare da qualche bieco
operatore turistico incollato alle videate internazionali del suo computer,
tanto da parlare senza guardarti mai in faccia, come spiritato, per poi uscire
dal trans e spararti la cifra de dovrai pagare per andare da qui a lì con un
low cost che però prevede scali da Carachi a Singapore per raggiungere il
Caribe in 48 ore con ben sedici ore di attesa in aeroporti periferici e tanto
asettici da farti desiderare una qualsiasi stazione ferroviaria italiana...
Se ti sei detto, eccheccavolo, io mi pianifico da
solo, ecco che uscito dalla dogana dovrai affrontare il problema del taxi.
Ovvero dei taxisti, quelli che con licenza o senza, con auto decente o
scassata, con l'adesivo sulla portiera o una macchia indefinita tra lo stucco e
la ruggine a testimonianza di un vecchio incidente mai perfettamente riparato,
con l'aria condizionata che non funziona o il finestrino che non si abbassa,
insomma qualsiasi sia il mezzo di locomozione che scoprirai di aver scelto
(ehehe, tu non lo vedi il taxi, finchè non hai concluso l'accordo. è DOPO aver
pattuito, discusso, limato, ridotto il compenso, che il turpe individuo ti farà
strada dentro l'immenso parcheggio e con finta noncuranza ti aprirà la portiera
della sua arrugginita caffettiera con le gomme lise.) e sarà lì che prenderai
il tuo primo abbaglio. Eh, sì, perchè lui ti porterà dritto dritto a Boca
Chica, la spiaggia più vicina all'aeroporto, e tu a qualunque ora arriverai
crederai di essere sceso in una località tropicale e invece ti trovi senza
saperlo nel buco del culo dei Caraibi.
Ecco fatto, finalmente mi sono liberato.
L'ho detto.
Ho detto quella parolaccia.
Lo so, a qualcuno stridono i denti quando in un
racconto, scritto anche in modo pacato, poi all'improvviso sbalzi fuori la
parolaccia. Ti confesso, capita anche a me. Non quando l'ascolto, quello ormai
è un intercalare, ma se non è uno scritto satirico, la coprolalia (è greco, non
ti spaventare) mi disturba alquanto.
Invece capita quando scrivo le mie noterelle
satiriche a commento di qualche avvenimento che mi alza la temperatura
corporea, allora la “parolina” mi scappa, tanto da scuscitare qualche cenno di
censura da parte di quei pochi direttori on line. Cosa che mi fece scrivere un
articolo (s)memorabile.
Come, non te lo ricordi?
Eddai, faceva così:
C U L O
______
Discorso
filologico - parte prima
(peccato, perchè
se partiva un pò piu’ tardi, forse ci andavo anchio…)
Mi vedo costretto
a ricorrere alla Filologia [Dal gr. philología; propr. "amore della
parola" è il complesso di studi e di ricerche, basato sull'esame di testi,
documenti e testimonianze, necessario a inquadrare o comprendere un fenomeno
storico, letterario, artistico o ad attribuire la paternità a un'opera d'arte ]
per controbattere ad alcuni puristi ( e puritani) che sul loro Forum mi hanno
censurato un intervento perchè ho usato la parola paraculo per definire
una persona scaltra ed opportunista. Termine per la verità già usato da Pasolini, Dario Fo e Franca Rame, Umberto
Eco e Aldo Grasso, senza suscitare scandalo. Ma forse dipende anche da chi le
scrive certe cose.
C’è chi può e chi
non può. Io, evidentemente, non può.
La polemica si
scatenò con toni da tregenda senza peraltro specificare se ero stato censurato
perchè la parola incriminata conteneva il termine che loro ritenevano osceno (
e allora, non si può nemmeno scrivere Sanculotti, Benfica,
scazzo (è di ieri
sul Corriere lo scazzo tra Renzi e la Camusso), - da aborrire l’inglese
“ridiculous o miraculously oppure il
napoletano masculone citato nel teatro di Scarpetta – o che ce l’abbiano
proprio con la parte anatomica:
Non canterò di
favolosi Numi
Di oracoli
bugiardi; o di feroci
Mentiti eroi le
gesta, ed i costumi;
Le gloriose colpe
o i casi atroci.
Gli orrori, o i
sogni d'una età ferina
Non vò cantar: ma
il cul di Carolina.
Che se lodare un
cul non sia decente;
Che dirò mai di
Quel che lodò tanto
Parti men belle, e
che a noi fur sovente
Cagion funesta di
tristezza e pianto?
E sia Cocito di
sanguigna urina
Laudabil più del
cul di Carolina?
Eccetera…
Come certo
saprete, io vivacchio della luce riflessa da quattro siti meravigliosi che sono
gestiti da Direttori Editoriali o di Testata che io stimo al di sopra della mia
capacità amatoria.
Successe che uno
di questi Direttori (che scrivo con la maiuscola per bieca piaggeria), preso da
raptus puritano mi censurò la parola "buco del culo".
Erano i tempi in
cui Weisemberg per farci entrare in Europa voleva imporci un adeguamento
strutturale ed io mi ero permesso, in nome di un’identità nazionale che
rivendico (e per il quale passavo per fascista), di usare l'ermeneutica per
spiegare l'adeguamento strutturale, e dicevo che l'Europa aveva una supposta
alta un metro e col diametro di un obice e si aspettava che noi compissimo
l'adeguamento strutturale al nostro buco del culo.
Ora sapete bene
che io, una volta liberate nella Rete le mie parole, non ho più alcun legame
con esse tanto da non considerarle nemmeno più mie, però quella censura al culo
mi bruciava (solo la censura, in verità) perchè davanti ad esso si erano
chinate menti e penne eccelse già prima di me (Egli ha un guarnacchino indosso
che non gli cuopre il culo - Machiavelli / Ed elli avea del cul fatto trombetta
- Dante ) ed io stesso, - scusate l'accostamento - avevo più volte scritto
interventi intitolati "Facce come il culo" che mi erano stati
pubblicati DA TUTTI senza alcuna censura.
Allora mi sono
chiesto e ancora mi chiedo:
Ma se culo sì e buco del culo no, cosa mai ci sarà di osceno
nella parola
" buco del
" ?
Boh
BIBLIOGRAFIA (si fa per dire…)
CULO.DOC
Era un file di
Paolo Hendel dove ci metteva tutte le sue cosine più carine.
Ma Ahimè Hendel
non è proprio una testimonianza raccomandabile…
Dal “Manuale del
Confessore”
Per meglio
confessare di A. Chanson edizione Edizioni Paoline
Imprimatur 20
Aprile 1956
a Pag 418 cap.745b
“Inchoare copulam
in vase praepostero
…in casu
necessitatis nullum est peccatum sed cum intentionem eam in vagina
consummandi…”
Quindi non è
peccato cominciare la copula dal dietro se c’è l’intenzione di terminare
secondo Santa Madre Chiesa Romana Apostolica
Pag. 410 cap. “De situ”
“Multi sunt situ
innaturales: cum muliere incumbente, aut a latere, aut stando vel sedendo, aut
a tergo more animalium. Justa casua accedente dummodo copula perfici possit et
quamvis aliquid seminis deperdatur, erit licitum”
Tutto a posto
quindi, anche se, data la posizione, si disperdera’ un poco di seme. Come avete
visto, pure la Santa Madre Chiesa parla di culo anche se non lo nomina mai…
Tra le fortune che
ghe xe a sto mondo,
La piu’ bella fortuna, a mi me par,
Che la sia quella, co se puol trovar
Una donna che gabbia el culo tondo.
Un culo che sia fatto a mappamondo
El val tanto oro che se puol pagar,
E quando che s'el possa buzarar
El xe un paese che no ghè 'l secondo.
(Giorgio Baffo –
Poesie)
“Mah, per la noia
della fica basta già Moravia. E la letteratura del culo è solo settoriale, come
i libri sulle barche, sul Molise, sui funghi”.
(da “FRATELLI
D’ITALIA” di Alberto Arbasino - Adelphi)
: -Resteremo
ricchi? Lo diventeremo ancora di più? O qui si rischiano le pezze al
culo?" Punto e amen. (Oriana
Fallah)
Ch'io per me nella potta, in culo ho il foco
(Aretino, Sonetti lussuriosi)
Guardando il cielo
stellato ho pensato che magari morrò anch'io in Mesopotamia, e che non me ne
importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone
cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e
al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che,
finora, mi ha sempre accompagnato.
(Lorenzo Baldoni –
Parole al vento)
La vita è una
tempesta, ma prenderla nel culo è un lampo. (Beppe Grillo)
che noi senza
perdere neanche una guerra
potremmo un giorno
trovarci col culo per terra.
(Giorgio Gaber)
Marcos:
per fare la
rivoluzione ci vuole carisma, ma un pò di culo non guasta.
Sotto il culo della rana
Tibor
Fischer. Mondadadori, L. 12.000
Essere sotto il
culo della rana in fondo ad una miniera di carbone è un detto ungherese che
allude a condizioni di sfortuna vicine al limite della sopportazione. In
effetti, pur considerando lo sguardo spesso sarcastico del narratore, non ce la
sentiamo di ritenerlo un'espressione esagerata. Quanto al libro, invece,
avalliamo il giudizio di Salman Rushdie: è un capolavoro delicato e
tragicomico.
Antonella Lattanzi
- Col culo scomodo –
Non tutti i
piercing riescono col buco (Coniglio Editore, 2004)
Tromba di culo
sanità di corpo. Se non avessi il cul sarei già morto! ...
(Proverbio
italiano)
CULO E CAMICIA
Film anno 1981
Regia
PASQUALE
FESTA CAMPANILE
The Face di culo:
la "tragedia lounge" di Giuseppe Genna
Chiude The Face e
per me è una gioia. La rivista templare della cultura fighetta anni Ottanta e
Novanta nun ja fa più. Godo: ( articolo su Aprile 2004)
Hotel a Culo, Belgio
siete qui: Home > Belgio > Culo. Cerca hotel in/a Culo. Destinazione e date
Ao nei pressi di Culo. map thumbnail · Visualizza mappa. Città ...
www.bookings.be/place/be-1956472. it.html?aid=304665;label=Zero-be-Culo-en - 37k -
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(Localita’
turistica reclamizzata su Google)
Se andate qui:
troverete
l’Atlante linguistico del ladino dolomitico e dei dialetti limitrofi,
comprendente l’Atlante linguistico sonoro)
Voce n. 212: il
culo
Potrete cliccare
sulla freccia, per ascoltare come si pronuncia culo in quelle valli:
81 - La Pli
83 - S. Martin de Tor
82 - Rina
84 - La Val
85 - S. Linêrt
86 - Bula
87 - S. Cristina
88 - Sëlva
89 - Calfosch
90 - Corvara
91 - S. Ciascian
92 - Cortina
93 - Col
94 - Larcionei
95 - Ornela
96 - Reba
97 - Delba
98 - Ciampedel
99 - Moncion
100 - Vich
Ecco, mi
ricapita.
Faccio sempre così, comincio a raccontare
qualcosa, poi sbrago perdendomi in voli pindarici senza senso.
Ma la questione della parolaccia, era doverosa.
Facciamo così, per rispetto per le signore presenti e anche in favore di
qualche anima sensibile, la parolaccia che ho scritto a pagina 1 e seguenti, la
esorcizzeremo evocandola semplicemente con una sigla.
La chiameremo B.d.C. E non ci pensiamo
più.
Stavo parlando dell'acqua.
Lasciamo perdere quando mi sono arrampicato lassù
da Cutzco in Perù, per viaggiare sull'altipiano e prendere il treno delle
nuvole, quello te l'ho già raccontato. Bene, incontro un campesino che faceva
un casino della madonna*
perchè le multinazionali stavano rubando l'acqua.
Avevano costruito grandi dighe che toglievano l'acqua all'agricoltura per
immagazzinarla in grandi laghi da cui avevano accesso solo i proprietari, oppure
i campesinos, pagando, naturalmente.
Sai che ho fatto?
Me lo sono portato giù in Italia dove c'era un
matto di Modena che si era messo in testa di fondare una specie di Youtube (che
non c'era ancora) ma dove LUI comandava il flusso della comunicazione. Lo
portammo in una di quelle bellissime feste estive della provincia italiana e lo
facemmo parlare...
Non ricordo esattamente dove fu, ricordo che era
un festival latino americano e c'era Gianni Minà ormai imbolsito, e Frau Betto,
da me sempre odiato, fin dal mio soggiorno a Cuba.
Insomma parla questo sindacalista (lo
presentarono così) e disse che se le guerre attuali – attuali di allora – si
facevano per il petrolio, le guerre future si sarebbero scatenate per l'acqua.
Naturalmente, come ogni discorso di rottura nei
confronti dei tuoi contempioranei, quello che disse non fece un baffo nè a Frau
Betto impegnato a rimirarsi l'ombelico, e nemmeno a Minà che ra lì per
tutt'altre ragioni.
Il filmato fece una breve apparizione su
un'emittente locale, poi si perse nei meandri della comunicazione.
Anni dopo, a quel campesino, sindacalista, o
chissacchè...
eh, sì, quando lo vidi on streaming rimasi
piacevolmente sorpreso: gli diedero un riconoscimento importantissimo, non
ricordo più quale, se il Nobel o … boh.
Ekkekkazzo* adesso mi dirai, che minchia* di
memorie stai scrivendo se non ti ricordi un kazzo*?
Oh, datti una calmata. Queste non sono mica
memorie. Sono voli pindarici.
E poi sto parlando dell'acqua, ma approfitto
dell'intercalare per ripubblicare un (s)memorabile articolo che misi on line
anni or sono:
KAZZO
Parola greca. Che indica stupore. Da usarsi con
l'articolo neutro O ( O, Kazzo !) mentre
il maschile Sto si usa solo nella forma imperativa (Sto Kazzo) il femminile Sti
si usa nella forma plurale (Sti Kazzi). Nella forma numerata ogni numero dà la
quantità desiderata meno uno. Infatti un kazzo, equivale a zero.
Vorrei segnalare alcuni fatti storici nei quali
si suppone fosse lecito utilizzare la parola "cazzo":
"Piogge a tratti un kazzo!" (Noè, 4314
AC)
"Sta torre col kazzo che casca!"
(Babele, 5000 AC)
Giuda: "Signore, sono forse io il
traditore?". Gesù: "Giuda, hai rotto il kazzo!".
"Santità, lo vuole davvero su quel kazzo di
soffitto?" (Michelangelo, 1566)
"Da dove kazzo vengono tutti questi
indiani?" (Generale Custer, 1877)
E un pò piu’ vicino ai giorni nostri:
"E quella che kazzo è?" (Sindaco di
Hiroshima, 1945)
"E dai, chi kazzo vuoi che lo
scopra..." (Bill Clinton, 1999)
"Kazzo, non credevo si arrabbiassero così
tanto" (Osama Bin Laden, 2001)
"Kazzo, ti somiglia un casino!"
(Picasso, 1926)
"Che casino! non mi somiglia un kazzo!"
(Gertrude Stein)
"La vuoi o no quella kazzo di
macchina?"
(Il presidente della Fifa Blatter all'arbitro
Moreno, giugno 2002)
11 Settembre 2001 Da una delle due Torri:
"Kazzo, ma è un aereo, quello?
La Parietti fermata in stato di ebbrezza:
"L'avverto che qualunque cosa dirà potrà
essere usata contro di lei..."
"Kazzo..."
Governo Prodi:
"Romano, non farti ricattare, la maggioranza
l'abbiamo noi! Kazzo, chiedi la fiducia!”
Arafat a Ramallah:
"Smettetela di bussare, teste di
kazzo!"
Inaffondabile un kazzo!
(Il capitano del Titanic , 1912 )
Passami quei salatini del kazzo
( George Bush jr. , 2002 )
E tu che kazzo vuoi?
(Riccardo Schicchi a Cicciolina 1991 )
Adesso sono cazzi tuoi
(Riccardo Schicchi a Jessica Rizzo 1997 )
Per favore, non mi rompere il kazzo!
(Bobbit alla moglie, 1998 )
Allora, per convenzione, al fine di evitare di
dire parolacce, d'ora in poi la parola greca che indica stupore, lo scriveremo
così: 1Kz.
*CASINO DELLA MADONNA
Scusa ma parlando del campesino mi è scappata
pure questa alla quale si potrebbe aggiungere la famosissima e sempreverde:
MADONNA MAIALA
Recensione di un CD della
famosa Pop Star americana.durante la sua famosa turnèe in
India in cui si era esibita
un pò osè. Saputo del fatto la Ciccone ha chiesto, makikkazz
sono
questi qui e le hanno risposto: “Ma sono Indù”
Sono solo in dù e fanno tutto
sto casino? Makemmefregammè, io ci ho milioni di fans...
Scherzi a parte, qui non
parafrasiamo nulla ma solamente chiariamo un equivoco per tutti
quelli che pensano che M.M.
Sia un'antica e onorata bestemmia toscana. Nulla di tutto
ciò. C'è una sentenza dell
Corte di Cassazione che classifica come bestemmia (punibile ai
termini di legge) .solo gli
improperi contro Dio, nostro o anche di quegli altri. Dio t'assista
per esempio, ma senza
l'apostrofo è punibile, i Santi del Calendario con le professioni
delle loro poco onorate
madri, non è punibile. Porco Zeus, è punibile, perchè trattasi di
divinità di altra cultura,
zio porco, no. Anche se lo hanno beccato a fare lo scemo con la
nipotina... capito? Per tua
cul-tura ti metto alcune varianti della madonna:
MADONNA
Madonna che palle Protettrice dell' ordine dei medici, appare sovente nelle sale d' attesa all' ultimo
paziente che ha finito di leggere Eva Express del 1972.
Madonna del ciuinga è la patrona del ponte di Brooklin e opera potentemente nei
cinema confondendosi fra i veri ciuinga appiccicati in terra e sotto le sedie.
Se alcuno la pesta o ci si siede, subito si stacca lasciando una scia di
mistico stupore. Vedi anche alla voce ANTIQUARIO
Madonna del tacco Per un clamoroso errore nel conclave di Papa Enio IV detto il
cirrotico, è stata proclamata protettrice dei ciechi, ma non c' entra nulla.
Madonna del tricloropropano è indubbiamente la Madonna più moderna. Proclamata nel '91 in
un concilio detto "CERN" di inevra; è la prima Madonna ottenuta
sinteticamente epuò essere invocata solo per fissione.
Madonna rieccolo Protettrice dell' ospite, trae la sua tradizione dall’ abitudine
che aveva Gesù di invitare a cena senza preavviso il cugino Giovanni Battista .
Madonna Maiala Imprecazione di religiosi indiani che non tollerano che la
cantante pop si faccia fotografare in atteggiamenti mistici: "Ma chi
sono?" avrebbe chiesto la star. "Sono indù" "Ah, ma se sono
solo in dù, chissenefrega! Io ho milioni di fans!"
Dov'eravamo
rimasti? Ah, sì. L'acqua.
Dopo
che hai attraversato l'Africa Nord-Occidentale per un paio d'anni o tre, hai
generato un tuo rapporto con l'acqua tutto particolare. Se hai fatto gocciolare
per una notte intera l'acqua nella tazza che al mattino ti serve per farti la
barba, allora tornare nei paesi cosiddetti civilizzati e vedere sprecare
l'acqua arriva a livelli di dolore fisico, cosa che scompare nel giro di
qualche mese e di qualche pioggia, dopo essere arrivato al Caribe.
Perchè
dire piovere, da queste parti non rende l'idea se per piovere intendi gocce
d'acqua che cadono dal cielo. Ma se nella tua percezione si fa largo un muro!
d'acqua come un lago verticale, e l'acqua non se ne va da nessuna parte, ma
resta lì oggi e domani e poi domani, come Macbeth, se questo poi succede ogni
giorno per i due tre mesi della stagione delle piogge, allora sprecare l'acqua
diventa normale, un pò come respirare.
L'acqua
stagnante qui è un grande problema per la salute, ma da queste parti le
autorità fanno finta di niente un po' (dicono) per non spaventare i turisti che
altrimenti annullerebbero le loro prenotazioni, e un pò diciamocelo
francamente, è perchè queste autorità non fanno 1Kz. E nemmeno gli viene
la voglia di fare 1Kz.
A
Cuba, - sì.
Lo so, adesso mi dirai, eccolo qui a parlare continuamente dei comunisti – a
Cuba adesso si è persa un poco l'abitudine, ma la televisione di una volta era
inframezzata da avvisi di utilità pubblica: come disinfettarsi dopo un taglio,
perchè lavare la frutta... ogni famiglia tuttora ha sul fuoco una pentola
dedicata all'acqua e la fa bollire, poi la raffredda con la pentola coperta,
quindi la imbottiglia e la mette nel frigorifero russo.
Qui
a Santo Domingo, invece, le donne passano la giornata a vedere le telenovelas,
c'è quella delle undici, poi segue quella di mezzogiorno, poi quella della
una... così fino alle tre di notte (più tardi non lo so perchè Ale, la mia
donna, a quell'ora le veniva sonno e spegneva).
Ma
Perlamadonna, dico io, tra una telenovela e l'altra, invece che mandare in onda
alcune pubblicità di prodotti che non si trovano in commercio, perchà non
spiegate che se i bambini si lavassero le mani prima di mangiare avrebbero meno
malattie infettive all'apparato digerente? E perchà non dir loro che se lavano
il pavimento a piedi nudi poi si prendono qualche batterio alla vagina? Perchè
non dire alla televisione che l'acqua stagnante è l'habitat preferito dalle
larve di zanzara?
In
questi giorni c'è un'epidemia spaventosa causata da un virus inculato (sì lo
so, si dice inoculato, ma fa lo stesso) dalla zanzara tigre. Ha un nome
impronunciabile: Chicogunkya
per
fortuna non è mortale ed è meno aggressiva del Dengue, ma nè di questo nè di
quello ne parlano le autorità, la televisione, i giornali... per non spaventare
i turisti, dicono.
Roba
da matti.
Ma
ti stavo sparlando dell'acqua.
Di
barrio in barrio (sarebbero i quartieri poveri di qui) giravano piccoli mezzi
di trasporto con una botte di ferro e suonavano una trombetta. La gente usciva
col suo contenitore di plastica e si faceva versare un gallone d'acqua. Costo
20 pesos.
Ci
fu un'epidemia dovuta all'acqua inquinata e le autorità (sempre quelle che non
fanno 1Kz) invece di intensificare i controlli all'origine, di
controllare la pulizia delle autobotti e consimili, lanciò una campagna
d'allarme tanto che fece scrivere su queste botti: acqua non potabile. Allora
arrivarono imprese dell'acqua che vendevano tramite i colmados i contenitori da
un gallone d'acqua già sigillato all'origine: costo 50 pesos.
Esattamente
il doppio.
I
supermercati misero in commercio bottiglie da un litro d'acqua a 20 pesos
(esattamente il doppio) ed i colmados arrivarono a vendere quantità industriali
di bottiglie da mezzo litro a 10 pesos l'una, ma era bella fresca, da
frigorifero e la gente se la beveva.
Ora
è arrivata la Coca Cola. Ti ricordi dove la vanno a prendere l'acqua?
(Ho
visto un film di 007 che trattava proprio questo argomento, chi l'avrebbe
detto...)
Insomma,
mentre fa rifornimento delle solite bottiglie gasate, ti rifila anche la sua
acqua, DASANI, a 11 pesos al colmados, che lui rivende a 15, oppure 20 pesos al
pubblico (esattamente il doppio) e nei ristoranti a 50 pesos alla bottiglia.
Ma
per la prima volta, nelle radio locali, senti la loro pubblicità:
“scegli
la vita, bevi acqua DASANI !!”
Sono
arrivati pure qui.
2.
BOCA CHICA
Ottobre
2009, scrissi:
Qui a Boca
Chica dove mi trovo mio malgrado:
"ricercato
olandese sequestrato ed ucciso
Protagonista
della vicenda é un cittadino olandese Marlon Marco Mathilda.
Era
accusato di traffico di droga.
I
rapitori gli si erano presentati vestendo uniformi della Direzione Nazionale
per il Controllo della Droga.
Non è la
prima esecuzione di residenti da parte di delinquenti con divise della polizia.
Come nei film.
Anzi,
colgo l'occasione per suggerire una bella trasmissione televisiva d'inchiesta
alla maniera di Report o Annozero (Brachino no, perchè qui fa caldo e nessuno
porta i calzini). titolo:
CALLE
DUARTE, BOCA CHICA
e far
vedere di notte la strada principale chiusa al traffico per permettere alle
prostitute di vendersi ai turisti (prevalentemente italiani) comodamente sedute
ai tavolini. Poi di giorno andare a visitare i gerenti italiani dei locali più
in voga e scoprire per esempio una banda di truffatori (articolo 640c.p.) tutta
al completo che con i milioni rubati all'assicurazione Nuova Tirrenia di
Treviso, hanno aperto ristorante e Residence con traffico di belle figliole, o
i casalesi che hanno aperto uno splendido take away, o il trafficante di coca
che riceve da Miami e manda in Italia con partite di banane...
Oppure
si potrebbe andare alla capitale, al deposito container della Parmalat e
chiedere com'è finita quella storia dei dodici agenti dell'antidroga che una
notte hanno fatto irruzione e se ne sono andati a casa dopo tre ore con
centotrentamila dollari e nulla di fatto...
Ah che
bella trasmissione sarebbe...
P.S.
Un
"amico" mi ha fatto visita dicendomi che dopo lo splendido reportage
di Gabriela Jacomella sulla prostituzione infantile a Boca Chica (Corriere
della Sera), le mie mail sono sotto sorveglianza. Pure questa mail,
evidentemente.
Sembra
di essere tornato ai tempi di Cuba e della Polizia per la Sicurezza dello
Stato. Da come mi ha accennato a fatti della mia vita, ho avuto pure
l'impressione che abbiano indagato per vedere se c'è qualcosa da poter usare
per deportarmi (sarebbe il secondo tentativo...).
Incredibile.
Sono forse l'unico italiano incensurato di Boca Chica e vogliono espellermi...
Quando
si dice la fortuna...
ehehehe
Ho trovato questa vecchia mia denuncia che misi
sul blog.
Così, per introdurre l'argomento.
Ma c'è pure questa notizia:
Carla Mariantonietta Bruni
in Sarkozy...
Due ragazze condannate per
traffico di droga a 8 anni di reclusione a Santiago della Repubblica
Dominicana, sono state liberate grazie a Carla Bruni in Sarkozy.
La signora Sarkozy ha fatto
applicare PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DI SANTIAGO l'indulto per le due
ragazze, e le ha fatte prelevare in elicottero direttamente dal carcere!
L'avvenimento ' stato
filmato dalla televisione francese MA HANNO PROIBITO LE RIPRESE AGLI OPERATORI
DI SANTO DOMINGO!!!
Incredibile.
_______________
Boca Chica è un paese per vecchi. Parlo di quelli
che decidono di trasferirsi qui.
Per tutto l'anno la temperatura è costante con
poche escursioni termiche. Capita qualche notte di Febbraio di sentire freddo,
e basta coprirsi con un lenzuolo, oppure le ore pomeridiane più calde d'estate,
basta trascorrerle in spiaggia oppure al fresco in giardino o in casa.
Per i locali tutti gli stranieri, stanziali o di
passaggio, sono “Gringos” anche se non sono americani. Sono gringos gli svizzeri
tedeschi che passano i pomeriggi imbambolati al Madhaus della Duarte, i
tedeschi che nel bar di fianco sorseggiano birre esotiche, sono gringos gli
italiani, i più vecchi in assoluto, quelli che passano il tempo seduti sulle
panchine del parco e che invece di dare mollichine ai piccioni, insidiano le
minorenni di bocca buona...
Gli italiani erano i primi turisti per numero e
per valore, perchè l'italiano in vacanza si sa, compra il souvenir, il regalo
per la zia, il ricordino da mettere in salotto, il vestitino nuovo alla nuova
conquista, al fine di portarla in giro senza fare brutte figure...
Tutto questo è finito. Sparito nel nulla con la
crisi che morde la vita in Italia. Ora arrivano senza schiamazzi, guardano i
menù e comparano i prezzi, mercanteggiano come taccagni con le giovani pulzelle
che si offrono a cielo aperto...
Poi ci sono quelli che hanno fatto i loro conti
ed hanno deciso di vivere da queste parti, e non hanno tutti i torti. Pensaci
bene, con mille, milleduecento Euro di pensione che vita faresti in una grande
città italiana? Da queste parti mille Euro valgono 60.000 Pesos oro dominicani,
praticamente vivi da ricco:
4.000 pesos l'affitto di casa
3.000 pesos mangiare a mezzogiorno
1.000 pesos luce e aria condizionata
3.000 pesos una giovane che venga a farti le
pulizia
10.000 pesos ristorante di sera varie ed
eventuali
25
pesos il Viagra
500
pesos il costo di una mignottina dopo mezzanotte
oppure 3.000 pesos lo stipendio di una badante di
19 anni
Pensa, vivi da dio e metti via pure soldi.
Poi ci sono alcuni che vendono in Italia la loro
casa e comprano qui una villetta con giardino, sui 200 metri quadri, per
100.000 dollari...
Capisci che conviene?
Adesso tu mi dirai, ma se il tempo è splendido,
la vita a buon mercato, il Viagra quasi gratis, le pulzelle disponibili, di
cosa ti lamenti?
Eh, già, caro mio. Dove saranno mai le incognite?
Ce ne sono. La prima, la più clamorosa è la
seguente:
TUTTO QUELLO CHE VEDI A BOCA CHICA, NON è COSì
COME APPARE
Concetto fondamentale che purtroppo ognuno impara
con l'esperienza, cioè si accorge che le cose non stavano esattamente come
sembravano quando sente il bruciore al B.d.C., ma è troppo tardi.
Abbiamo tempo, ne riperleremo.
3.
ALEXANDRA
Chiamiamola così, ma non è il suo vero nome.
E invece si chiama proprio così ma scrivo che non
è il suo vero nome perchè se mi hai seguito fin qui avrai capito che da queste
parti tutto quello che vedi non è così come appare, pure in un racconto.
Insomma c'è tanta di quella confusione tra quel
che vedi e quello che sembra, da poter affermare che su quest'isola non c'è
niente di vero.
Nemmeno la frase precedente.
E neppure la frase prima della precedente.
Hai capito come stan le cose?
Bene, Alexandra, chiamiamola così, e andiamo
avanti.
Io venivo da una batosta sentimentale che da
queste parti è un po' il battesimo di chi vuole smettere di fare il turista e
si guarda in giro per darsi una sistemata.
C'era una bella figliolina* che serviva al bar
nei pomeriggi accaldati, i locali la chiamavano “Rubia” la bionda, mentre i
turisti l'avevano soprannominata “Shakira” per via di una certa somiglianza con
la cantante colombiana. Il bar era equivoco, ma solo di notte* e la giovincella
si annoiava molto perchè di pomeriggio il lavoro non era molto, così c'era tempo
per fare due chiacchiere e la cosa cominciò così.
Mi disse che veniva da fuori*, che era una
ragazza madre* che con quel lavoro manteneva* la figlia malata di cuore* che
aveva bisogno di un trapianto* e che lei e suo cugino* stavano raccogliendo i
fondi* per farla operare*
__
* Obbasta, mi sono stufato di tutti questi asterischi. Fai conto che ogni
asterisco valga per (non èra vero, non era affatto così) ma ormai tu sai
navigare in queste acque, che te lo dico a fare? Queste sono le tiritere che
tutte queste maiale cantilenano agli sporvveduti turisti di passaggio. Sembra
incredibile, ma alle volte qualche imbecille abbocca, tra cui, modestamente,
io.
Allora niente più asterischi
e andiamo avanti:
Io vivevo in un residence e lei mi convinse ad
andare a vivere in un appartamento (carissimo). Andammo insieme a comprare i
mobili (carissimi) e lei provvide a far arrivare i figli che nel frattempo
erano diventati tre (operazione costosissima perchè andavano liquidate le
famiglie dei fidanzati) e lei piano piano cominciò ad arredare DA SOLA, perchè
non voleva spaventare i bambini. Uno a quel punto dovrebbe farsi un esame di
coscienza e chiedersi, ma sono proprio tanto brutto? Io invece per amore,
abbozzai aspettando che le cose maturassero da sole.
Un giorno passo
dall'incrocio e la intravedo sul balcone tutta infiorata, pareva Biancaneve.
Volli farle una sorpresa, accostai e salìì. Intanto trovai uno che dormiva in
un locale accanto alla “camera degli sposi” e disse che era suo cugino che le
guardava i bambini quando lei andava al lavoro (invece, lo seppi dopo, era il
marito) e poi la casa era perfettamente arredata, funzionale ed efficiente. Le
dissi, scusa se è tutto pronto, perchè non cominciamo a vivere
insieme? Mi disse, caro,
proprio così mi disse: “Caaaaro,” poi: “aspetta ancora un poco, lo sai che non
voglio che i bambini scoprano che la madre fa le cose sporche” che detta in
spagnolo fa ancora più effetto, se pensi che per cosa sporca si riferisse a
fare l'amore con me, e non certo al fatto che fosse una puttana, figlia di
grandissima puttana, che faceva la puttana per mantenere il marito che dovendo
accudire quella puttana di notte, poi si riposava di giorno in un locale
appartato per non farsi disturbare dai piccoli figli di puttana che schiamazzavano
allegri in giro per la casa...
Ahi, ci risiamo. Mi è scappata la parolaccia.
Facciamo così, d'ora in poi, per rispetto alle
signore invece di grandssfgldput
userò un semplice acronimo G.f.d.Put.
Tu ora mi chiederai, ma com'è potuto accadere
tutto ciò?
Te lo dico, questa figliola ci aveva un culo, ma
un culo, che era la sintesi di tutti i culi delle pinacoteche mai visitate. Era
un tondo oggetto di una bellezza sostanziale, estetica, addirittura il colore!
Era un culo che parlava. Ma che dico? Cantava...
Dopo l'amore lei si girava e dormiva su di un
fianco fino alle prime luci dell'alba. Di spalle, mi presentava tutto quel ben
di dio ed io rimirandola andavo con la memoria a visitare con la fantasia, i
musei dove avevo visto questo capolavoro, fino all'alba, quando lei si alzava e
andava a vedere i bambini.... ehehehe, (qui ci vorrebbe un asterisco...)
Era tanta la sensazione che mi dava che avevo
rispolverato la famosa poesia di Omar Khayyam, ricordi?
Cuore mio,
immagina che io sia
il padrone del mondo
e il mondo,
un giardino fiorito
con l'erba e le rose
e tu come rugiada
che scendi su di esso
e poi alle prime luci dell'alba
svanisci...
Fu come dare lo zucchero all'asino, come lavargli
la testa, come si dice.
La poesia le entrava da un orecchio e le usciva
dall'altro senza incontrare il minimo ostacolo!
Si faceva prima a prenderla per il C...
IL PEDOFILO CHE è IN ME
A mezzogiorno finisce il primo turno delle scuole
e la gioventù dominicana si accalca quasi tutta sulle rotte delle guaguas
(i pullmini del posto) che se hanno spazio, li fanno salire senza pagare, così
vanno tutti a casa prima, e senza fare troppi danni.
Si apre la portiera della guagua con il suono
dell'aria compressa: pfuiiii
entrano un pò di sbarbine e quindi sale lei,
Alexandra, e si siede proprio al mio fianco maneggiando il suo telefonino.
Era una bellezza strepitosa, mora con zigomi alti
e un petto che ansimava per la corsa mettendo in pericolo la tenuta del
reggiseno e di tutta la maglietta...
Uno spettacolo ti dico. Anche se qualcosa
strideva. Era salita con la sua classe di dodicenni, lei con le sue belle
calzine bianche e l'uniforme della scuola, ma era una ragazzona che dimostrava
qualche anno in più.
E ce li aveva gli anni in più, l'ho scoperto
dopo. Solo che non erano molti, infatti lei era una somarona ripetente e di
anni ne aveva sedici.
Io ne avevo sessantatre e mi innamorai
immediatamente di lei.
Mesi dopo non ricordo in quale occasione, si
scatenò una polemica sul Web attorno a questi pedofili, bavosi che approfittavano
dell'ingenuità, della purezza... non me la sentivo certo di difendere i
pedofili, ma mi analizzavo con severità, per tentare di non essere travolto
dalle circostanze.
“Dove vai?” le chiesi
“ Alla spiaggia per fare il bagno” rispose con un
sorriso che mi maciullò il cuore
“Vado a casa a cambiarmi. Se mi dai il tuo numero
poi ti chiamo e facciamo il bagno insieme”
Fatto. Senza malizia, senza sospetti, senza
nessun secondo fine (per il momento, off corse).
Scende e la seguo.
Non so se il numero che mi ha dato è giusto, non
so a che spiaggia sta andando, ma non voglio perderla e la seguo.Ogni tanto si
volta e mi sorride, poi quando raggiunge un gruppo di adulti, evidentemente i
suoi parenti, mi indica e sorride. Sempre sorride.Io mi sento come Pierino cone
le mani nella marmellata, faccio un inchino e me la filo all'inglese. Calcolo
il tempo di un'eventuale merenda o spuntino, poi la chiamo, mi dice dove sta e
la raggiungo in mezzo ai suoi parenti. Gente semplice, che mi invitò a casa per
un caffè...
4.
L'ECONOMIA
Quando l'ex presidente della Repubblica
Dominicana Lionel si presentò alla Banca Mondiale per chiedere un prestito come
aiuto ad un paese del Terzo Mondo, dopo aver consultato un paio di tabulati gli
dissero che vedendo i flussi bancari di denaro questo risultava essere un paese
ricchissimo. Il problema è che il 90% del denaro lo maneggiano una dozzina di
famiglie che operano in regime di monopolio, mentre il resto della popolazione
vive di stenti.
La birra, per esempio, credo sia il più grande
fatturato della nazione perchè questi si scolano ettolitri di liquidi al
giorno, ebbene, puoi ordinare la Presidente, la birra leader del settore, prima
in assoluto per fatturato, oppure la Bohemia, la diretta concorrente, puoi
ordinare qualsiasi altra birra locale o d'importazione, puoi ordinare persino
la malta, una birra non alcoolica, ebbene tutta la birra di quest'isola è in
mano ad una persona sola. Immagina che questo tizio si svegli incazzato una
mattina e decida di alzare il prezzo della birra di 5 pesos. Potrà farlo senza
problemi, perchè non ha concorrenti né limitazioni. Così pure il caffè è nelle
mani di una sola famiglia, e la metà della produzione nazionale dello zucchero
è in mano a quattro famiglie locali. L'altra metà sarebbe dello Stato e lo vedi
con i tuoi occhi, con campi abbandonati, fabbriche dismesse o demolite, posti
di lavoro persi...
Le banche dovrebbero prestare soldi al 20%
d'interesse annuo. Dico dovrebbero perchè in realtà prestano solo ai clienti
più ricchi e a gli amici degli amici.
Il governo ha approvato un programma di prestiti
agevolati per commercianti e piccoli imprenditori e ha impiantato uffici verdi
con personale con magliette verdi che ti sorridono se vai a chiedere un
prestito, poi ti avviluppano in una serie di norme e clausole diaboliche,
finchè va a finire che i prestiti li fanno agli amici degli amici. E chi sono
questi amici? I “cobrador”.
Il cobrador è uno che prende soldi al 20%
all'anno e li presta al 10% al mese. Tutto legale, naturalmente. Tu hai un'attività,
un ristorante, un'impresa e hai bisogno soldi che né le banche e nemmeno gli
altri istituti di danno? Nessuna paura. Passa il cobrador, ti dà la somma
richiesta poi viene ad incassare sul posto di lavoro il 10% alla settimana per
13 settimane. Praticamente un pizzo legalizzato al 120% all'anno.
Poniamo che la stagione è stata scarsa e non hai
come pagare la rata, nessun problema passa un secondo cobrador e ti dà i soldi
che ti necessitano al 10% quindicinale, 240% all'anno.
è successo a me con il mio ristorante. Mi sono
ritrovato a chiedere prestiti per pagare gli interessi su un prestito che avevo
contratto per pagare gli interessi di un primo prestito che avevo contratto
dando in garanzia l'immobile di mia proprietà. E devi pagare perchè altrimenti
il creditore troverà sempre un giudice che gli darà ragione e ti esproprierà di
un bene che vale diciamo dodici milioni di pesos, per un debito che con gli
interessi è salito a 400.000 pesos. Una cosa non congrua, sale all'occhio di
qualsiasi ragioniere, ma non di un giudice di queste parti che ti espropria
senza tanti complimenti.
Sulla scia di queste attività diciamo così
finanziarie, si apre un mercato di donnette che a loro volta prestano soldi
alle vicine ai medesimi tassi d'interesse e sono liti, grida, accapigliamenti,
minacce finchè interviene il Tigre
e mette a posto le cose.
Il Tigre è un bellimbusto nullafacente che vive
d'espedienti. Dorme in questo barrio, tutti sanno che è un delinquente ma lui
lo fa in un altro barrio, così non guasta le buone relazioni coi vicini.
Il Tigre ruba, sfrutta, minaccia, ricatta, pesta,
spara, uccide, spaccia, poi fa la spia alla polizia. è un personaggio
distinguibilissimo perchè tatuatissimo, con grosse catene d'oro, capelli
scolpiti e se ha una moto è da gran premio. Rumorosissima.
Ci sono turisti polli che si credono aquile, che
sono le prime vittime dei Tigre.
Li riconosci subito pure loro: tatuati con
scritte in Giapponese (io mi immagino qualche buontempone che gli abbia scritto
sulla spalla “Sono un pirla” ma lui non legge il giapponese e pensa si tratti
di un tantra) canottiere nere da cui escono muscoli palestrati, berretta da
baseball e occhiali alla noivogliamdio.
Camminano per strade ben protette di Boca Chica,
ma a loro la cosa non convince e vogliono andare a vedere dove gli altri non
arrivano. Praticamente questi sarebbero i pirlotti che invece di fare i turisti
vogliono fare gli esploratori, e li sequestrano magari in Yemen, hai presente?
Il Tigre inizia accompagnando queste aquile e
mostrando le banalità del luogo: questo è un ristorante dove si mangia bene,
qui fanno la pizza, qui cambi i soldi... banalità appunto, che l'aquilotto
osserva con aria di superiorità come per dire, va bene, queste cose le so, ma
non passa molto tempo che l'aquipollo
va al sodo: ma dove si trova la droga? E le ragazze?
Eh, che fretta! A quest'ora le migliori stanno
dormendo e le più affamate rastrellano la spiaggia cercando qualcuno che le
risolva il problema della colazione. Il Tigre non ha fretta, come quei pescatori
che hanno all'amo un grosso pesce e lo lasciano tirare e agitarsi dandogli e
togliendo filo col mulinello attirandolo implacabilmente verso la riva dove è
pronto il retino...
La differenza è che il pesce-pollo preso all'amo,
mentre si agita, sanguina. Non proprio sangue, ma soldi. Gocciola
irrimediabilmente soldi, e il Tigre è lì pronto a dissetarsi con ogni goccia.
Andiamo a vedere la spiaggia, un caffè, una birra, fermiamoci al bar della
Duarte, una brioche, una bottiglietta d'acqua, passiamo dal supermercato,
prendi anche questi biscotti per mio figlio...
Intanto qualcosa s'incontra, passano ragazzine
d'assalto e questo serve pure per saggiare la resistenza del pollastro, che se
sa arrivare fino alla notte, allora vedrà sfilare le corazzate della Duarte,
quelle che scendono da fuori, armate con gli accessori ed i profumi più
insinuanti, se invece cede di schianto, forse si accontenta di una barchetta
scalcagnata, ma va bene lo stesso. In qualunque maniera vada a finire il Tigre
ci guadagna. Anzi se il pollo si ritira con la sgallettata di pomeriggio, sarà
libero di aspettare la notte facendo altro, magari andando a trovare qualche
amica nel barrio, che gli ha preparato il pranzo, gli ha lavato gli abiti
sporchi, e magari lo fa riposare nell'accaldato pomeriggio.
Poi arriva la notte.
Mettono quattro cavalletti sulla Duarte, i bar
riempiono la strada con i loro tavolini ed ecco, che si credono di aver
trasformato quella squallida Calle Duarte nella dDisneyland del divertimento.
Poveretti, se solo vedessero le luci e le attrazioni di un qualsiasi litorale
italiano che va da Rimini a Grado, si sparerebbero un tiro in fronte. Invece
eccoli con questi cento metri di strada male illuminata – quando non se ne va
la luce, il che accade spesso – che entri dal parco e trovi la discoteca chiusa
perchè hanno arrestato il proprietario, poi un paio di bar con le bagasce,
quindi i ristoranti e la luce che da fioca diventa inesistente... uno squallore
indicibile. Ed ogni anno il ministro del turismo che viene e tiene la solita
conferenza, faremo questo faremo quello, costruiremo qui, puliremo lì, ma poi
arriva la stagione e non succede mai nulla.
Per la verità qualcosa succede, ogni quattro anni
in occasione delle elezioni presidenziali.
Di solito arriva un camion con qualche bracciante
con tuta ed elmetto, e fingono per una settimana di fare qualcosa. Poi arrivano
le elezioni e spariscono tutti... ehehehe rido per non piangere.
L'ISOLA
Noto fin troppa amarezza in questo inizio di
racconto. Occorre allentare la tensione, anche perchè non crediate che Boca
Chica sia la sineddoche (non ti spaventare, vuol dire una parte per il tutto)
dell'intera isola che in realtà è bellissima.
Ne ho visitato buona parte ma il viaggio più
interessante lo feci alla ricerca del primo vero villaggio fondato in questa
terra da Cristoforo Colombo.
DOVREBBE ESSERE QUI:
La localita’ si
chiamò Isabella e c’è una targa che ricorda l’evento.
Lo studioso è
argentino e si chiama Josè Maria Cruzet è suo il ritrovamento.
Ci sono stati
scavi recenti.
Anticamente la
località era vicino ad un fiume che dovrebbe chiamarsi Osidalgos
Anche se la
località non mi pare l’ideale per fondarci una città (esposta alle intemperie,
alle maree, senza una protezione naturale ai venti…) però a terra Colombo era
un gran coglione e aveva fatto una traversata orripilante con le sue 17 navi. I
cavalli morivano e la gente si ammalava…


Dobbiamo arrenderci.
Ho letto recentemente di un esploratore
marittimo che asserisce di aver trovato la Santa Maria naufragata. http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2014/05/14/news/haiti_relitto_santa_maria_cristoforo_columbo-2142946/
Il villaggio costruito alla fine del primo
viaggio, dovrebbe quindi trovarsi in territorio Haitiano.
Il tempo ce lo confermerà.
Triste e misteriosa storia di questo
equipaggio, lasciato a terra durante il primo viaggio e che al secondo Colombo
non trovò nessuno vivo, e il villaggio distrutto da un incendio.
Il Cacicco locale disse che si erano uccisi
tra di loro per gelosia delle fin troppo generose donne locali.L'Ammiraglio
sospettò gli indios locali e cominciò ad ammazzare gente come un macellaio.
Un dato storico è comunque che con il
naufragio della Santa Maria andarono perse tutte le gallette di pane e molte
scorte di cibo, e questi uomini del sec. XV morirono di stenti perchè non
seppero variare la loro dieta. Sembra semplice ora pensare che se non hai pani
di farina di grano potresti sopravvivere con il mais e in mancanza di carne
salata basterebbe una buona dieta di pesce e di serpente (c'è un racconto
inerente la cattura di un “serpente” molto gustoso, forse non era propriamente
un serpente e poi c'era selvaggina) insomma, malattie veneree – gli indios
dicono che le portarono i marinai, i cristiani danno la colpa agli stanziali –
gelosie per il possesso di donne molto accondiscendenti, dieta sbagliata e odio
locale, devono essere la miscela che fece esplodere la strage.
La seconda spedizione di Colombo ebbe luogo nel
settembre del 1493, questa volta forte di 17 navi e 1500 uomini di equipaggio.
Nel corso
del viaggio Colombo sbarcò nelle isole di Dominica, Guadalupa e Antigua.
Il 27 novembre gettò l’ancora di fronte a
Hispaniola, presso il fortino La Navidad, che nel frattempo era stato
distrutto. Tutti i suoi uomini erano stati uccisi. Colombo abbandonò le rovine
e, nelle vicinanze dell’odierno Capo Isabella, oggi nella Repubblica
Dominicana, fondò la Colonia di Isabella, che fu il primo insediamento
permanente europeo nel Nuovo Mondo.
Lasciata
la colonia nel 1494, Colombo fece dei rilevamenti lungo la costa di Cuba, che
egli non riconobbe come isola ma che ritenne essere invece parte del continente
asiatico, e proseguì poi verso la Giamaica.

5.
NOTIZIE DA CUBA
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Quando gli americani fecero scoppiare la bolla
speculative che immerdò il mondo capitalista, io scrissi un pezzo
(s)memorabile:
Io, speriamo che Fidel
Castro muore adesso
Di tutti gli eroi
mummificati del secolo scorso, Lenin, Stalin, Mao, Ocimin, Papa Giovanni, il
Fidel è rimasto l’ultimo che sebbene mummificato, respira ancora.
È fuori dai giochi politici
e il fratello sta tentando timide riforme che a lui, leninista della prima ora,
non piacerebbero certo.
L’Occidente e il Capitalismo
si è avvoltolato in una crisi epocale. Quale miglior momento per tirare le
gambette per un inguaribile visionario che per cinquant’anni non ha aspettato
altro che questo momento?
Non sarebbe il momento
migliore questo per andarsene in gloria?
Io penso di sì.
Per lui che non si attende
il Paradiso, ci potrebbe essere un regalo migliore?
P.S: Il titolo “sgarruppato”
è una poco dotta citazione “
MA IL DESTINO AVEVA DISPOSTO DIVERSAMENTE
e il nostro Comandante in Chefe rimase aggrappato
al potere e alla vita finchè l'altro giorno vidi la sua foto su una sedia a
rotelle e poi questa:
![]() |
E mi venne da sorridere, pensando che se
Hector Zumbado non fosse morto, chissà
le risate che si farebbe, oggi.
Forse non ne avete mai sentito parlare, ma
io incontrai per caso la sua scrittura morbida ma inesorabile su vecchi numeri
della rivista Bohemia che all'Avana per qualche tempo indicò la via culturale
alla Rivoluzione, e ne rimasi tanto affascinato da non riprendermi più (infatti
ormai scrivo come lui). Chiesi all'Associazione Culturale Cubana, ma le
risposte erano vaghe, dicevano fosse morto ma questo fatto non stava scritto da
nessuna parte. In realtà, e lo accertai dopo lungo scarpinare, era stato
colpito da una bastonata alla testa mentre se ne tornava mezzo ubriaco da uno
dei suoi soliti giri nelle cervezerie della città vecchia e il colpo gli aveva
fatto perdere la parola e buona parte delle facoltà intellettive. Erano gli
anni settanta e di lui non si sentì più parlare fino al 2000 quando la Casa delle
Americhe gli conferì un premio "alla memoria" per il suo umorismo
tagliente e raffinato (così almeno stava scritto nella motivazione).
Povero Zumbo!
Ricordatevi quando sarete in Paradiso,
(tutti i miei lettori ci andranno, ne sono sicuro) giunti di fronte al grande
cancello e all'inferriata d'oro che ne recinta il giardino, guardate alla
vostra destra, là ci vedrete una sorta di agorà affollata di gente che non è
potuta entrare: Socrate, Voltaire, Lutero e tanti altri pensatori. Ci saremo io
e i miei quattro amici anarchici tutti morti prima di me (essere anarchici
porta sfiga) che stiamo giocando a briscola chiamata, e seduto per terra
piangendo vedrete il Ghandi poveraccio, pensate una vita ascetica per
guadagnarsi il Paradiso e poi gli è capitato il nostro! Sul portone c'era San Pietro che gli parlava
in aramaico, povero Mahatma, che delusione...
Beh, insomma, state tranquilli che lì ci
vedrete Hector Zumbado per gli amici "Zumbo" che ridendo vi
racconterà di quando scrisse il racconto breve: "Il Tiranno" dove
raccontava di questo Mammasantissima che invecchiava e non voleva andarsene dal
Palazzo, finchè gli venne una paralisi, e i medici dissero che per salvarlo
occorreva amputargli le braccia, ma la paralisi continuò e gli amputarono le
gambe e lo portavano in giro con una speciale sedia a rotelle finchè il Tiranno
peggiorò e la soluzione fu quella di estirpargli il tronco e tenere solo la
testa, dalla quale però col tempo dovettero togliere la mandibola, e poi e
poi... insomma finchè arrivò il tempo delle decisione estreme ma non lo
lasciarono morire, perchè l'ideologia che rappresentava era troppo preziosa per
buttarla via così. Decisero di portarlo
in giro per le piazze, adagiato su un cuscino, solo un suo occhio e l'orecchio
sinistro, e un grande cartello con il nome del Tiranno scritto sopra, che
quando la gente lo vedeva apparire gridava di gioia...
Ehehehe, chissà le risate che si farebbe
oggi lo scrittore satirico Hector Zumbado, per gli amici Zumbo, quarant'anni
dopo quella tremenda bastonata che gli ha tolto la parola e gli ha fatto cadere
la penna di mano, se vedesse il suo Comandate in Chefe - in nome del quale
qualcuno compì il misfatto sulla sua persona e sulla Satira tutta - che non
riescono a seppellirlo e che da ieri lo portano in giro con la sedia a
rotelle, immagine terribile di una
rivoluzione incompiuta che non riesce a finire, ma che agli occhi di Zumbo è
solo l'anticipo di quello che potrebbe accadere e che lui aveva previsto
ridendoci sopra, fino a quella tremenda bastonata...
Hasta la victoria siempre, Zumbo!
Le foto di Castro sulla sedia a rotelle le
trovate anche qui:
ALEXANDRA
“Gentili signore, io vi sono grato per la
gentilezza con cui mi accogliete. Ma ormai lo sapete, io non posso più
nascondervelo, amo pazzamente vostra nipote. Mi rendo conto della grande
differenza d'età, inoltre non ho nulla da offrirle: non sono divorziato e non
posso sposarla, non potrò fare figli con lei perchè sono sterile, non ho una
casa e nemmeno un lavoro. Non voglio creare scandalo, ma vi prego solamente di
permettermi di frequentarla fino a quando non giudicherete siano maturate le
condizioni adatte per farla venire a vivere con me, naturalmente se Alexandra è
d'accordo...”
Splendido discorso. Chiaro e circonciso.
(Sì lo so, si scrive conciso, ma volevo
strapparti un sorriso, via non fare il pinolo)
Il problema è che tutta questa pappardella che
hai letta in un fiato, io la pronunciai a spizzichi e bocconi durante i sette
mesi che durarono le mie visite a quella famiglia!
Eh, sì. Proprio sette mesi. Io arrivavo, e
trovavo Alexandra con la ramazza in mano mentre lavava il pavimento. Visione
sublime, solo più tardi scoprii che quella era una famiglia con lavori
altamente specializzati, Ale era specializzata nel lavare il pavimento e quando
venne a vivere con me, non faceva altro, nè lavare i piatti o la biancheria,
non stirava, non puliva i vetri... nulla. Solo lavava il pavimento. Io con
dolcezza le dissi che non poteva fare solo quello e lei dopo un poco capì tanto
bene, che smise pure di ramazzare.
Allora dicevo, io arrivavo nel patio dove c'era
tutta la famiglia, chi si lavava i piedi, chi i capelli, chi si faceva le
unghie mentre i bambini correvano schiamazzando qua e là. Davo ai bimbi cento
pesos e andavano a comprare i limoni lo zucchero e il ghiaccio così Ale mi
preparava una freschissima limonata che noi sorbivamo in silenzio, sedia contro
sedia, in un angolo del patio.
Senza parlare, perchè lei, Alexandra non parlava
MAI!
All'imbrunire chiamavo un moto-concho che mi
riportasse a Boca Chica e castamente com'ero venuto, così castamente me ne
andavo sulla Duarte dove sempre castamente andavo a puttane.
Così per i primi sette mesi.
Solo nella mia stanza le scrissi una poesia che
le misi in mano uno di quei pomeriggi nel patio.
Quando mi tocchi l'anima,
è come se dicessi:”Apriti Sesamo”
e il mio petto, provvisto di uno zip....
zac! e ti mostra il mio cuore.
Scrutalo bene,
perchè troverai una porticina
e una volta entrata dovrai salire
la scala a chiocciola
che porta al lucernario
da cui entra quella lucina blu...
L'hai fatto? Bene.
Adesso picchietta sui vetri
della porta-finestra che si apre
sul pianerottolo e avrai
la più bella sorpresa:
la personcina che verrà ad aprire sei tu!
Angelo che vivi nel cuore del mio cuore,
in un giardino pieno di fiori.
Non la lesse subito perchè era timida.
Lasciai che se la leggesse con calma in camera
sua.
Ma non la lesse mai.
Meglio così
6.
LA CORRUZIONE
ARRESTATI
27 POLIZIOTTI ANTIDROGA
e il
loro colonnello.
Sono
notizie usuali qui a Santo Domingo, dove poliziotti che guadagnano 200 dollari
al mese combattono contro trafficanti che distribuiscono milioni di dollari di
droga al giorno!!
http://www.listin.com.do/app/frontpage.aspx
Questo è uno dei frequenti articoli che escono
sui quotidiani locali. Il sistema è talmente corrotto che ogni tanto è
necessario un repulisti generale. Una volta spazzano via TUTTA la Corte
Suprema, una volta tocca alla Polizia Nazionale dai Colonnelli in giù, una volta
tutta la Fiscalia (sarebbero i pubblici ministeri di un sistema giudiziario
all'inglese) e così via. Ogni paio d'anni una specie di tsunami che mette ai
posti di comando facce nuove che una volta immersi in questo guano di
corruttela faranno esattamente come i predecessori fino al prossimo repulisti.
Qui a Boca Chica ne ho viste e sentite di tutto e
di più tanto che mi sono fatto l'idea personale che i più marci, i più
corrotti, i più inaffidabili di tutti siano gli avvocati di qui.
Sto cercando nella memoria qualche faccia che
conosco per poter dire “quasi tutti” o “meno quello” ma proprio sforzandomi di
cercare in questo verminaio
non riesco a trovarne uno pulito. Opinione
personale, ripeto. Magari c'è e se ne sta nascosto alla mia vista, che venga
avanti e si faccia riconoscere, please!
Il problema fondamentale del sembrare ma non è
così, sono le proprietà immobiliari che vengono certificati con un “Titulo” che
sarebbe il certificato di proprietà sancita dal Tribunal de la Tierra che
sarebbe il nostro catasto. Inutile dirti che pure qui ogni tanto c'è uno
tsunami che spazza via direttori, dirigenti, manager, segretarie e impiegati
corrotti, ma queste depurazioni non correggono il male fatto, che sarebbe la
falsa attribuzione della proprietà.
Cominciò tutto con la rivoluzione militare che
depose Trujillo. I Generali e le alte gerarchie, presero tutta la terra che era
proprietà dello Stato e se la intestarono con tanto di Titulo. Espropri
illegali, annessioni, eredità non riconosciute, tutto questo casino fece in
modo che fino agli anni scorsi, il certificato di proprietà fosse una specie di
scommessa e tu per essere sicuro, come un pollastro, ti affidavi ad uno degli
avvocati di Boca Chica...
Te la faccio breve perchè dobbiamo parlare
d'altro: la maggior parte delle proprietà contestate o che finiscono in
tribunale poi alla lunga e miracolosamente alla fine del procedimento risultano
intestate a questi avvocaticchi... ehehehehehe
Una cosa che terrorizza i Tigre di qui, è quella
di essere trasferiti all Vittoria, il carcere della capitale. Raccontano
aneddoti da paura.
Io anni fa ci venni trasferito per caso. Avevo
comprato una vecchia Jeep Willie e per non sbagliare mi ero affidato alla
consulenza di un avvocato di Boca Chica dal nome altisonante, non me lo ricordo
più esattamente ma suonava tipo: Christo della Croce e della Sacra Famiglia,
una cosa così, ma che i locali chiamavano affettuosamente: “El Ladron” il
ladro. Insomma al primo controllo il veicolo risultò rubato, i documenti
falsificati, e così mi obbligarono a parcheggiare la Jeep alla Vittoria in
attesa di accertamenti.
Era mattino e nel centro del cortile si ergeva
una grande gabbia con dentro una trentina di esseri umani in mezzo a cacche e
pipì di ogni sorta. Arrivò un militare con una grossa manghera, tipo quella dei
pompieri e cominciò ad innaffiare con un potente getto d'acqua pulendo il
pavimento della gabbia, e già che c'era investendo col getto pure i
prigionieri. C'era il sole e si sarebbero asciugati presto, ma a me ricordò la
maniera in cui puliscono le gabbie dei grandi animali allo Zoo e la cosa mi
fece impressione.
Ora questi racconti a mezza bocca che ti fanno i
Tigre.
Raccontano che possono avere tre condanne al
massimo. Alla terza vengono a prenderli di notte dicendo che li trasferiscono
poi li portano sulla camionabile e li ammazzano a pistolettate, come cani.
Leggende? Mah, non è raro di notte sentire i
colpi di una sparatoria sulla camionabile, è lontana dagli alberghi, e nessuno
ne parla. Il mattino uno stringato comunicato della polizia: “Stanotte in un
tiroteo, è rimasto ucciso il pregiudicato...” Tiroteo, una sparatoria, capisci?
Un giorno un pregiudicato va all'ospedale per
farsi medicare. Qualcuno chiama la polizia nazionale ed arrivano in sei e lo
aspettano fuori ad armi spiegate. Lui esce e rimane sorpreso, poi sorride e
allarga le braccia con i palmi aperti, verso di loro e rimane fermo. Un
poliziotto più nervoso degli altri apre il fuoco, e per emulazione sparano
tutti crivellando il giovane che cade stecchito. Comunicato della polizia:
“Oggi in un tiroteo è rimasto ucciso il pregiudicato....”
Ma non avevano fatto i conti con le nuove
tecnologie. Infatti un passante aveva con sé il telefonino ed aveva filmato
tutta la scena postandola poi al sito di una televisione locale, la CDN2 dove
ogni giorno Josè Gutierrez tra le altre notizie locali legge pure i comunicati
della polizia. è bravo questo giornalista e pure molto seguito. Legge il
comunicato, poi mostra il filmato.
Un polverone!
Da allora la polizia ci va cauta con i comunicati
stampa.
Altro mistero.
Una notte, verso le tre, arrivano dodici poliziotti dell'antidroga al
reparto container della Parmalat. Il maggiore disarma la guardia che rimane
all'esterno con un poliziotto antidroga, e gli altri fanno il bliz.
Alle sei di mattina se ne vanno, liberano la
guardia e spariscono nel nulla.
Il mattino dopo il personale della Parmalat
denuncia una rapina di centocinquantamila dollari, il contenuto della
cassaforte.
Arrivano gli investigatori e arrestano la guarda,
evidentemente complice. Ma lui si difende: guardate, che c'era un colonnello
dell'antidroga, mi ha mostrato i documenti prima di disarmarmi.
Scandalo! Perchè allora il sospetto era che non
fosse una rapina ma l'importo della
corruzione per NON aver trovato droga nei container...
Sempre Gutierrez a menare il torrone, finchè
arrivano le dichiarazioni pubbliche di tutte le autoritaà di Santo Domingo. Lo
scandalo è grosso, chi ha sbagliato pagherà, lasciateci indagare.
Hai sentito altre notizie su questo caso? No?
Nemmeno io. E neppure i dominicani. Finchè un giorno...
ARRESTATI
27 POLIZIOTTI ANTIDROGA
e il
loro colonnello.
Sono
notizie usuali qui a Santo Domingo, dove poliziotti che guadagnano 200 dollari
al mese combattono contro trafficanti che distribuiscono milioni di dollari di
droga al giorno!!
http://www.listin.com.do/app/frontpage.aspx
SANTO DOMINGO.- El director
del Departamento de Asuntos Internos de la Policía Nacional, Manuel Castro
Castillo, ordenó ayer el arresto y traslado al Palacio de la Policía en Santo
Domingo de 27 miembros de esa institución, incluyendo al titular de la
Dirección Adjunta de Investigaciones Criminales, coronel Frank Almonte. Oficiales, alistados y rasos de la Dirección
Regional Norte de la Policía fueron detenidos en relación a su supuesta
vinculación en hechos que van desde el cobro de peaje y muerte a narcos.
Senza altre spiegazioni....
Il voto degli italiani
all’estero: Santo Domingo
-
Toc Toc Toc, Signor Vincent?
Sono io, mi dica
È una compagnia privata di
recapiti:
-
Dovrebbe firmare qui, la sua scheda elettorale…
-
Ma consegnate le schede elettorali oggi?
-
Il Consolato d’Italia ha detto che poiché ci sono stati ritardi hanno
allungato
di due settimane la data utile per il
voto…
È sicuro di quello che dice?
Ci hanno detto di dire così…
Ah, ma un momento. Aspetti.
Questa non è la mia scheda… Io sono Vincent di cognome, questo è Vincenzo B*,
non sono io
Eppure c’è il suo indirizzo
No, nemmeno l’indirizzo è
giusto.
Abbiamo qui altre cinque
buste che non riusciamo a consegnare. Ne conosce qualcuno?
No, nessuno. Eppure il paese
è piccolo. Se non riuscite a consegnare le riportate al Consolato?
Sorride:
Veniamo pagati a consegna.
Vedrà che prima di sera li troviamo…
Sì, altrimenti chissà dove
finiscono.
Protestano gli agricoltori di
Santo Domingo
Succede
che troppo spesso gli animali feroci dello Zoo della capitale se ne scappino
attraverso i buchi della rete perimetrale mettendo in pericolo gli abitanti dei
villaggi limitrofi. Fernando Marte, che capeggia la protesta, venne assalito da
una tigre mentre stava lavorando nei campi. Fuggì terrorizzato e per fortuna
l’animale preferì il suo cavallo. Tutta la famiglia rimase pietrificata
osservando la tigre che divorara la povera bestia, finchè arrivò il personale
dello Zoo a liberarli dall’ingombrante presenza.
La
settimana scorsa un gruppo di avventori della locale “cervezeria” che stavano
giocando a domino si sono visti interrompere la partita da un gorilla che
voleva partecipare al gioco…
Insomma,
al mondo ognuno ha i suoi problemi, e non possiamo trascurare il grido di
dolore che viene da questi terrorizzati dominicani…
Ma come può essere successo tutto questo?
Come è possibile mi chiedo che una ragazzina ben
educata, pulita, cresciuta in una famiglia povera ma ineccepibile, poi sia
diventata tutto questo?
Certo, la colpa dev'essere anche mia. Ma prima di
tutto dell'ambiente, perchè noi non siamo tutto quello che abbiamo ereditato
col patrimonio genetico. A formare quello che noi siamo è stato determinante
anche la famiglia in cui siamo cresciuti e l'ambiente attorno a noi, dove siamo
maturati.
E le persone che abbiamo incontrato. Eh sì,
perchè pensaci bene, le persone che incontri plasmano la tua vita. è come una
lotteria, chi pesca bene e chi pesca male. Io penso che non ci sia alcuna
differenza sostanziale tra l'assassino e il suo giudice, la differenza la fa
dove sono nati, l'ambiente in cui sono cresciuti e le persone che hanno
incontrato.
Se Ale era stata tollerata nella classe con le
bambine malgrado fosse una pennellona, ora che era venuta a vivere con me era
stata dirottata verso la scuola serale, la prima corruttrice delle giovani di
Boca Chica.
Il Corriere pubblicò un reportage sul turismo
sessuale a firma di Gabriela Jacomella e rimasi colpito dalle cose che
descriveva e che io non avevo mai visto in giro. Le scrissi chiedendole
spiegazioni, e lei mi disse di andare a passeggiare sulla Duarte e aprire gli
occhi.
Eh, sì. Aveva proprio ragione la giornalista,
inoltre seduto ai tavolini del primo caffè vicino al parco, ascoltavo i
commenti di un paio di stanziali appoggiati alla loro gippetta bianca, con
amici appena arrivati, che appunto dicevano che invece del solito troiaio che
si trovava là sotto, era meglio andare ad aspettare queste squinzie all'uscita
della scuola serale.
La scuola a Santo Domingo assomiglia alla nostra
Scolastica medievale. Il professore detta i capitoli delle materie e le ragazze
scrivono. Molto spesso non detta nemmeno, ma dà loro da copiare da pagina...a
pagina, il tempo giusto perchè suoni la campanella e vadano a casa. E
all'uscita le solite chiacchiere delle ragazze, i capelli finti, le unghie
false, la telenovela... poi ci sono i discorsi
più interessati: “a me il vecchio ha regalato la
ricarica...” a me ha regalato questo cellulare...” ...lo porto a fare la spesa
al supermercato...” e le più piccole ascoltano e pensano: “Ma è davvero tutto
così facile?”
Poi vanno a passeggiare un poco prima di
rientrare in casa, ma dagli sguardi i più scafati capiscono quando sono
interessate...
Va bene, ho aperto gli occhi.
Stasera vado all'uscita dalla scuola a vedere di
persona...

...POI TI CAPITA DI PASSARE PER CASO DALLA SPIAGGIA...
con quella brezza fresca sul viso, ti chiedi come sia
possibile
che ti venga l'insopprimibile voglia di andar via...
Che poi leggi il mito, la storia, le cronache, i
viaggi, va a finire sempre che è l'amore che risolve tutto. E non si sa se è
vero o se è la penna del narratore che ci mette anche quello che non c'è.
Chissà.
Ti avevo raccontato la tragedia del naufragio
della Santa Maria la notte di Natale e la brutta fine che fecero i marinai
lasciati a terra in attesa del ritorno di Colombo, il quale fece un pessimo
viaggio per la Spagna, partito da Samanà, fu
colto da un pauroso fortunale, tanto che a terra arrivò prima la caracca
(non erano caravelle) di Punzon, il comandante della Pinta. Successe però che
la notte prima che arrivassero i diplomatici portoghesi, questo meschino venne
misteriosamente assassinato, così che tutto l'onore e il tripudio se lo prese
il nostro ineffabile Colombo... ehehehe
risvolti tragici della gloria...
Ferdinando, il figlio che scrisse le memorie
stampate in italiano a Venezia nel 1571, la racconta così:
“
E avvenne appunto che quando l'Ammiraglio fu giunto a Palos, il Pinzón era
capitato in Galizia, e voleva andare personalmente a Barcellona a dare la nuova
del successo ai Re Cattolici, i quali gli mandarono a far intendere ch'egli non
vi andasse se non con l'Ammiraglio con cui egli s'era inviato allo scoprimento:
di che egli ebbe tanto cordoglio e sdegno, che se n'andò alla sua patria
indisposto, dove in pochi giorni si morì di dolore....”
Partirono pieni d'entusiasmo per il secondo
viaggio, con 17 navi 1.500 persone e molti cavalli ed animali. Scoprirono nuove
isole prima d'arrivare, Guadalupa, Monserrat e Giamaica. Poi le isole Vergini e
finalmente approdarono a Samanà e poi l'Ammiraglio volle raggiungere il
villaggio coi naufraghi ma lo trovò bruciato e il Cacicco diede la colpa ad
altri Cacicci e ai litigi tra i marinai cattolici. Colombo si spostò di qualche
lega e fondò Isabela, questo famoso insediamento di cui ti ho già parlato. 12
navi tornarono in Spagna e gli altri colonizzarono il luogo.
Al ritorno in America durante il terzo viaggio,
le cronache raccontano cose tragiche: quasi tutti i coloni morti, 160 in gravi
condizioni a causa del “mal francese” gli indios decimati da vaiolo, tifo e
morbillo portato dai marinai e dalle pessime condizioni di lavoro a cui erano
sottoposti.
Ferdinando racconta che erano attecchiti
solamente alcuni meloni e l'uva, ma il grano e i ceci non germogliavano.
E qui si snoda un racconto verbale tra cronaca e
leggenda che parla di un'india che insegnò al suo fidanzato, uno dei primi
coloni, come seminare il grano in quella terra che risultava troppo arida.
Prese un pesciolino e dentro la pancia mise un
paio di chicchi, poi li seppellì. Il pesce imputridendo, fungeva da letame e il
chiccho alimentato da questo primitivo fertilizzante finalmente germogliò.
Purtroppo la farina per fare il pane non era molta e i coloni non erano
abituati al pane di casaba e di mais, inoltre la dieta di pesce non li nutriva.
Sempre Ferdinando racconta che alcuni marinai mangiavano la carne salata al buio
di notte per non vedere i vermi che la putrefazione aveva generato, e le
gallette di pane imputridivano con il clima.
Insomma, una strage...
A proposito del “mal francese” cioè la sifilide,
la controversia è ancora in atto dopo cinque secoli, furono gli indigeni ad
infettare i marinai o viceversa?
Certo è che la malattia venerea era sconosciuta
tra gli indigeni, così come le cronache non registrano questa infermità in
Europa prima della scoperta delle Americhe.
Le cronache dei primi viaggi parlano di navi che
facevano tappa alle Canarie per caricare le capre da portare vive al Nuovo
Continente, e da qui si potrebbe elaborare una teoria non dimostrabile, e cioè
che vista la lunghezza dei nuovi viaggi intercontinentali, i marinai abbiano
fatto sesso con le capre e da esse si siano infettati, trasmettendo poi la
terribile malattia, agli indios e al ritorno alle prostitute dei vari porti
europei...
Teorie, solo teorie...
7.
ALE
Scese la sera e alle otto e mezza ero fuori dalla
scuola ad aspettare. Mi misi in un angolo buio e notai che c'erano anche alcuni
“gringos” che aspettavano fingendo indifferenza. Là avanti c'era pure la
gippetta bianca di quei bellimbusti che si erano ripromessi di venire a
cacciare carne fresca e insomma pensai che la giornalista del Corriere ci aveva
visto giusto...
C'era stata una polemicuccia con la scuola per
via di tutto questo torbido, tanto che il ministero aveva deciso di mettere
guardie giurate per proteggere le minorenni.
Uscirono ad ondate, cinquettando come uccellini
di bosco, erano molte le risa, mettevano il buonumore...
Uscì pure Alessandra con la poliziotta,
attraversarono la strada e...
salirono sulla gippetta bianca!
Rimasi di sasso, senza fiato, hai capito la
poliziotta? Messa lì per proteggere le bambine era la prima a salire sulle auto
dei turisti in cerca di emozioni, e portandosi pure una delle studentesse che
avrebbe dovuto proteggere!
Tornai a casa ad aspettare.
Rientrò che era quasi mezzanotte e le chiesi,
dove sei stata? Oh, niente a bere qualcosa al drin con i miei compagni di
classe...
Il drin sarebbe la forma spagnoleggiante del
Drinks, un luogo che vende superalcoolici all'ingrosso e che la sera spaccia al
minuto ai dominicani che affollano la strada tutta intorno.
Guarda che sono venuto giù e ti ho visto andare
via con la poliziotta. Niente compagni di scuola quindi, ah sì erano amici suoi
ma poi sono andata da Jennifer e con lei siamo andate al drin, guarda che
Jennifer era qui da sua zia..
sì ma dopo. Guarda che quelli della gippetta sono
turisti italiani in cerca di avventure, ah certo. Uno di loro è innamorato del
mio insegnante che è “pagaro” (omosessuale) e la poliziotta le portava un
messaggio. Le portava un messaggio ma loro si portavano via voi... no, io sono
scesa subito per andare da Jenifer! Guarda che Jennifer era qui!
Inutile. Tutto inutile, quando un essere
razionale, con tanto di logica, con avvenimenti che vengono dopo altri e quindi
ne conseguono, con lo scorrere del tempo uniforme e progressivo, incoccia in
una discussione con un essere tribale auditivo mitologico, con il tempo che può
essere prima e dopo, sopra e sotto, qui e là si equivalgono, la discussione non
riesce ad andare oltre l' incomprensione reciproca.
Ti faccio un esempio, così capisci prima.
Un giorno torno a casa e trovo Ale con un foulard
viola in testa, chiusa nella cameretta davanti all'altarino della Santeria, che
sbatte le maracas cantando nenie. Cosa stai facendo? Le chiedo. Nulla di
speciale, si è rotta la televisione e sto invocando Santa Marta perchà me la
ripari.
Piccolo inciso: Santa Marta non è la nostra santa
ma un'entità della Santeria dominicana che non è compresa negli Orisha. Sarebbe
Santa Marta dei Serpenti, una specie di dea Kalì che possiede le persone
durante riti collettivi chiamati tamboor, dove la gente si agita fino ad essere
“posseduta”.
Alessandra, le dico, se si è rotta la televisione
devi chiamare il tecnico non Santa Marta, ti pare? No, sarà lei a ripararmela.
Va bene, fa quello che ti pare, le dico chiudendo la porta della stanzetta “dei
miracoli” e andando sul balcone. Mi affaccio e chi ti vedo? Plomerito,
l'elettricista faccio-tutto-io e lo chiamo. Guarda se puoi ripararmi la
televisione altrimenti chiamiamo tuo cugino che è il tecnico. Plomerito prende
in mano il controllo remoto, armeggia un pochino poi dice, guarda non c'è nulla
di guasto, è solo andato fuori sintonia, adesso fai ripartire il tutto e vedrai
che funziona come prima.
Infatti.
Lo ringrazio, lo accompagno alla porta e rientro
nella “stanza dei miracoli”. Smetti con quella nenia, la televisione
funziona e puoi finalmente vedere la tua
telenovela...
Hai visto? Dice lei, Santa Marta ha riparato il
televisore... No, guarda che casualmente è salito Plomerito e il televisore
l'ha riparato lui. Certo, ma se non c'era Santa Marta che lo faceva passare qui
sotto, noi avevamo il televisore rotto, ma non era rotto, sei tu che chissà
cos'avrai smanazzato per metterlo fuori sintonia, aspetta che ringrazio Santa
Marta per avermi riparato il televisore e poi vengo...
Capisci? Tra il razionale e l'irrazionale non c'è
partita.
Ale avrà cambiato una decina di telefonini. O li
perdeva, o fingeva di perderli per regalarli o impegnarli per racimolare
qualche soldo, o li sbatteva a terra perchè il modello era vecchio, o le cadeva
nel cesso (è successo pure quello) insomma c'erano periodi in cui usava il mio.
Era troppo naif per cambiare il chip o cancellare le chiamate o i messaggi che
riceveva, così senza che le dicessi nulla sapevo tutte le porcheria che stava
combinando.
Era scesa al colmado per comprare qualcosa per il
pranzo quando suona il telefono, pronto c'è Alice? Alice chi? Ah – capisco
tutto al volo – Alice, no, è passata di qui stamattina ma ha dimenticato il
telefono. Tu sei quello di ieri sera? Sì, sono Andrea. Senti tu dovresti essere
il suo fidanzato... Ma no, cosa dici?
Queste sono gallinelle intercambiabili. Me la scopo ogni tanto, niente di più.
Lei vive a casa sua ed io a casa mia... Ah ecco. Perchè è venuta di corsa
stamattina per dirmi che il fidanzato ha scoperto tutto e che devo dire di
essere innamorato del suo insegnante, ma sai, non mi va di passare per
frocio...
Hai ragione! Ma non ti devi lasciar coinvolgere,
sai sono sgualdrinelle che un giorno vanno con uno, un giorno con l'altro....
...e si fanno pagare! Dice lui.
Rido, ah ah ah, perchè l'avresti pagata forse?
Mah, sai. Trombare l'ho trombata, poi mi ha chiesto 800 pesos per andare dal
parrucchiere, cosa vuoi è sempre un buon prezzo per una prostituta...
Non riuscii a trattenere le lacrime.
Avevano ragione gli antichi quando misero l'amore
in fondo al cuore, perchè è lì che senti qualcosa che si rompe.
T'innamori e batte forte il cuore, scopri che si
vende, e il cuore si spezza..
8.
LA RELIGIONE
In tutti gli anni passati su quest'isola, non mi
è mai capitato di vedere un dominicano seduto in un parco o nel suo patio, o in
riva al mare, che leggesse un libro. Mai, se si esclude la Bibbia che alcuni
centellinano in modo addirittura maniacale. Ti capita di vedere qualcuno per
strada con un libro in mano, questo di solito ha pure una camicia bianca ed è
uno di quei pastori di sette più o meno riconosciute che vanno in giro a
predicare la parola di Dio, che secondo me, proprio di Dio non è.
Segui il mio ragionamento, vi sono racconti
biblici del Pentateuco che risalgono all'ottocento prima di Cristo poi
riscritte in ebraico rabbinico attorno al quinto secolo a.C. durante la
prigionia sotto Nabuccodionosor.
Gesù Cristo parlava aramaico, le sue loghìe
scritte in greco risalgono al secondo secolo poi diventate Vangeli con il
Concilio di Nicea. Tradotte in latino dalla Chiesa Cattolica vennero quindi
tradotte in italiano dal Manuzio e in tedesco da Lutero nel sec. XVI e nel XVII
anche in spagnolo e in cirillico. Da queste scritture e riscritture deriva la
Bibbia con cui predicano questi fanatici religiosi che si fanno chiamare
Cristiani, mentre i Cattolici sono fanatici integralisti che si lasciano
incantare dalla parola spagnola senza un approfondimento, una comparazione coi
testi storici, con le controversie, le pie frodi... come puoi chiamare questa
parola di Dio? Certamente in origine chi scrisse sarà stato ispirato da Lui, ma
in tutti questi seguiti, di scritture sopra scritture traduzioni,
traslitterazioni, stampe e ristampe, possibile che non ci sia stato MAI un
errore umano?
Potrebbe essere possibile che Gesù Cristo abbia
detto in aramaico che è più facile far entrare la gomena di una nave nella
cruna di un ago che un ricco nel Regno dei Cieli e che il traduttore greco
abbia scritto càmelos ma il traduttore latino abbia compreso camèlos e abbia
tradotto alla cazzodicane?
Possibile, ma comunemente abbiamo accettato
cammello (che non vive in Africa, e certamente Gesù Cristo non ne ha mai visto
uno) e così sia.
Ma non era di questo fanatismo che volevo
parlarti, anche se mi fanno paura quei popoli che in tutta la loro vita leggono
un solo libro...
Volevo dirti che sotto la religione ufficiale
serpeggia qui in Santo Domingo una derivazione della Santeria che non è così
profonda come l'Orisha cubano o il Woodoo haitiano ma che esiste e convive con
la religione ufficiale.
Ci credono tutti, anche quelli che dicono di non
crederci e non è raro vedere inaugurazioni di negozi non strani riti
d'iniziazione o al mattino donnette che puliscono i negozi con pozioni
propiziatorie per far entrare i clienti.
Sono rituali magici di antica origine
probabilmente importati dagli schiavi africani, ma che sotto sotto, convivono
con la religione ufficiale.
D'altra parte se la superstizione è la religione
degli altri, chissà se ad inaugurare un nuovo negozio, quando chiami il prete a
spargere acqua, non sia considerato dagli altri, pura superstizione...
GLI OSPITI ILLUSTRI
Confermo la nobiltà della regina Sofia, che ho
avuto modo di conoscere lo scorso febbraio. è venuta in Rep. Dominicana con un
volo di linea normale ed ha passato una settimana muovendosi con un pulmino
mezzo scassato, che le ha dato la possibilità di girare inosservata e visitare
anche i luoghi più poveri (come era sua intenzione)....
Alle varie attività (a parte quelle di gala) è
sempre venuta con vestiti casuals...
Con ciò che voglio dire...
Che sogno sarebbe per l'Italia avere una persona
così umile e modesta e veramente preoccupata per il suo paese, invece di essere
circondata e governata da tanti cretini.....
Distinti saluti Simona
Simona Cappelli
Restauradora Conservadora Obras de Arte
Calle Padre Montesino n. 4 - Zona Universitaria
Santo Domingo, República Dominicana
C'è un palazzone affittato ora dalla compagnia
elettrica, una specie di torta ottocentesca che posta in altro luogo potrebbe
essere adibito ad albergo neo classico superlusso, era di un tipo al quale
venne sequestrato per via che i suoi dollari puzzavano di droga.
Molti i sequestri, molte le superville comprate
con flussi di danaro di dubbia provenienza, la villa al fianco di quella del
presidente Lionel a Guandolio, per esempio. La gente dice sia dei Gambino,
oppure l'enorme investimento dalle parti di Puerto Plata, un insediamento con
ville campi da golf, che sembra essere a Miami, tanto che vengono a svernare
pensionati americani, si dice che i soldi li abbiano messi i Gotti... Leggende?
Forse.
Megaville sorgono alla Romana, da quella di
Gaucci alla più recente di Dell'Utri il quale aveva addirittura comprato la
cittadinanza dominicana ma dopo un poco se ne era tornato in Italia dicendo che
si rompeva i co**ioni. Si vede che le bellezze del luogo non gli facevano
effetto e ha preferito fare la fine del topo in Libano...
Certo una volta era più facile: venivi qui con un
pacco di soldi e aprivi un conto bancario. Questo è un paese senza accordi
internazionali per l'estradizione e il gioco era fatto. Però gli Americani da
qualche anno hanno messo un freno a questo malaffare, hanno detto alle autorità
dominicane che se non mettevano controlli sui flussi di denaro e se non
avessero permesso l'estradizione negli U.S.A. almeno per riciclaggio e
narcodollari, allora avrebbero collocato Santo Domingo nella lista dei Paesi
Canaglia, il che vuol dire niente aiuti, niente prestiti, niente danaro a fondo
perduto dall'Unicef (danaro maneggiato dalla Primera Dama, che era la moglie
del Presidente Leonel ma ora con le nuove elezioni è diventata Vice Presidente
della Repubblica. Per inciso durante il mandato del marito venne scoperto un
conto estero a suo nome, ma lo scandalo cadde nel nulla come sempre).
Insomma, per fartela breve le autorità monetarie
dominicane accettarono i nuovi controlli ed ora per aprire un conto bancario da
queste parti occorre sottostare ad una procedura complicatissima.
Anche l'estradizione ha subito variazioni. Poni
che l'Italia voglia acchiappare
qualche mafiosetto, basta che faccia richiesta
agli USA con la motivazione del riciclaggio e narcodollari e quelli verranno a
prelevare il tizio, poi all'aeroporto lo gireranno al mittente. Capito come
funziona?
Così avrai letto recentemente di mammasantissima
catturati a Santo Domingo, certo, ma non da noi.
Un caso misterioso è quello di Corallo. Ci ho
scritto sopra fiumi d'inchiostro quando aprì il secondo Casinò qui sull'isola.
Il Re delle slot machine in Italia, con un'evasione erariale miliardaria quasi
tutta condonata, tramite alcuni prestanome risultava pure nell'inchiesta
dell'aquisto fasullo della casa di Montecarlo di Gianfranco Fini, che più volte
era venuto a fargli visita.
Bene, senza problemi, senza minacce
d'estradizione, chiuso nella botte di ferro dominicana, un giorno ha preso un
aereo per l'Italia e si è fatto arrestare all'aeroporto di Fiumicino sparendo
per sempre dalle cronache...
Un giorno leggeremo di lui, forse, dopo che
magari avrà bevuto un caffè alla Pisciotta in carcere (sempre che sia in
carcere, off corse)
ehehehe
Degli italiani residenti a Boca Chica, meglio non
fidarsi. Se si escludono i vecchietti pensionati che aspettano i soldi
dall'Italia al principio del mese e si trascinano in ciabatte, calzoncini e
canottiera tra casa e le panchine del parco, se si escludono quelli proprio
ricchi (rarissimi, perchè se sono ricchi non vengono a vivere a Boca Chica) gli
altri, quelli di mezzo diciamo, togli gli italiani che hanno deciso di aprire
un'attività e si danno da fare e li vedi, gli altri, quelli del vorrei ma non
posso, che passano le mattinate in spiaggia al Puerco Rosado parlando di
milioni, quelli che non ti preoccupare ci penso io, quelli che conosco un
magistrato..., quelli che si potrebbe mettere su un'attività interessante, ecco
quelli, sono tutti scappati da qualcosa, da qualcuno e sono approdati qui
lontano non si sa da dove, certo non da loro stessi, e non hanno perso il
vizio, e sono inaffidabili.
Io stesso, tanto per parlare di me, senza
rendermene conto, sono diventato inaffidabile e vivo nascosto in questa casa a
causa dei debiti che ho contratto e che non sono in grado di pagare. Qui c'è
una legge diciamo di provenienza anglosassone (la vecchia Common Law) che dà il
diritto al creditore, se ti incontra per strada di chiamare la polizia
nazionale che ti porta dal Fiscal che ti tiene recluso fino a quando il
creditore non si dichiari soddisfatto, del credito pagato o del compromesso che
ha accettato anche con l'aiuto del Fiscal stesso che fa da giudice di pace.
Se sei in casa tua o in un luogo pubblico non
possono arrestarti, a meno che non ci sia uno specifico mandato di cattura da
parte di un magistrato, ma sono casi difficili. Certo a me è successo pure
questo, ma è un'altra storia...
Insomma per paura della prigione vivo di fatto in
una prigione e al momento non ho nessuna via d'uscita. Però spero sempre...
D'altra parte, sto scrivendo queste noterelle per
vincere la noia e la solitudine, e le pubblicherò solamente quando avrò
lasciato il paese. Quindi se le stai leggendo, tutto è andato per il meglio.
Non ti preoccupare.
Le cose cominciarono a prendere una piega non
piacevole, diciamo che gli affari e l'amore cominciarono ad andare in discesa,
prima impercettibilmente poi con un'accellerazione imprevedibile. Capirai anche
tu, che accettando prestiti al 10% ogni quindici giorni e il lavoro stagionale,
capitava nei mesi morti di dover chiedere prestiti per pagare gli interessi sui
prestiti precedenti e questo avveniva sempre a fine mese, quando c'erano da
pagare gli stipendi al personale e la carissima luce. Scelta improrogabile per
non chiudere, ma ad Ale la cosa non importava poi molto. Lei viveva nel suo
mondo e comprava vestiti che poi regalava alle amiche o alle zie, comprava
capelli finti che una volta applicati la involgarivano in modo esagerato,
comprava scarpe (decine e decine) si metteva inghie finte, cambiava telefonino
con la velocità della luce. Insomma, finchè al mattino poteva mettere mano ai
soldi che le necessitavano per le sue inutili esigenze, come andassero gli
affari non le importava molto.
Rientrava sempre più tardi nella notte, invece di
copiare le lezioni dal libro di scuola passava le ore in classe a scrivere lettere
d'amore ai suoi spasimanti, e quando quelli rispondevano conservava le missive
nella sua cartella di scuola.
Una perfetta cretina, se avesse voluto tenere
nascosti i suoi altarini, una menefreghista invece se pensava che tanto
innamorato com'ero non avrei potuto lasciarla per nulla al mondo. Corna
comprese.
Non devo scrivere nulla a proposito dei
sentimenti che intercorrono nella relazione tra un vecchio e una giovane che se
ne frega. è già scritto tutto e in modo ineccepibile. Lo trovi pure on line e
la lettura è gratuita. Si tratta di Senilità, di Italo Svevo. Se ti interessa
la descrizione dei sentimenti, accomodati pure, è di pubblico dominio.
Ho letto da qualche parte la descrizione degli
stati d'animo quando si apprende di avere un cancro. Prima l'incredulità, poi
la ribellione, quindi la rassegnazione. Succede anche con le corna, te lo posso
garantire.
Cominciai a tener sotto controllo i messaggi sul
telefonino, le carte che le scrivevano gli spasimanti, quello che scriveva lei
sui suoi quaderni. Mi stupì leggere come mi descriveva, un bruto che le faceva
violenza e la rendeva infelice. I biglietti degli spasimanti invece erano
epici: “Da quando ti ho conosciuto so che esistono gli angeli... il profumo
della tua pelle... ti aspetto tra le rose...” proprio così, tra le rose,
scriveva. Speriamo si pungesse!
Quando la notte tardava oltre ogni limite
accettabile uscivo a cercarla senza rendermi conto che mi esponevo a pericoli
di ogni sorta, un vecchio di notte che cammina per strade secondarie è una
facile preda, ma io volevo trovarla per avere dagli occhi la conferma di tutto
quello che ormai il cuore sapeva da un pezzo.
Una notte entro in uno di questi “drin” dove c'è
pure una musica assordante. Non la trovo e mi metto in un angolo scuro ad
osservare la gente. Bevono e conversano, come facciano – a conversare, intendo
– non capisco proprio con tutto quel rumore. Ad un certo punto entra lei, le
braccia alzate e passi sincopati seguendo la pachata che gli altoparlanti
diffondono al massimo.
Grida della folla, è arrivata! Una diva.
Mentre ballando si porta al centro della sala la
voce di un amico la sfotte:
- Alessandra, e tuo marito?
- Dorme! - risponde, e tutti ridono.
Guadagno l'uscita alla chetichella, anche perchè
non c'e niente da dire. Se non sottolineare un dettaglio insignificante: a
quell'ora dormo perchè mi alzo alle quattro per andare a fare il pane. è buio
alle quattro, l'ora più buia del giorno, quella prima dell'alba. Passo dalle
case di tolleranza ed escono le puttane con i clienti che con loro hanno fatto
mattina. è tutto uno scoppiettare di motoconchos, gente che ha aspettato fuori
tutta la notte per fare da taxi a questi ultimi clienti, e guadagnarsi 50
pesos...
Non c'è nessuno in giro a quell'ora, io, le
puttane e qualche volta Alessandra che torna a casa.
Non ho voglia di tornare, faccio un giro
camminando, la strada è centrale e ben illuminata, non corro pericoli. Sulla
via del ritorno proprio da quel “drin” scorgo cento metri più avanti, Ale che
esce abbracciata con un vecchio, e la seguo a distanza. Lui è uno di quegli
scalcagnati italiani in braghette, infradito e canottiera che infestano il
parco di pomeriggio, lei pare divertirsi. Arrivano all'angolo della via dove
abito e si baciano. Lui la lascia e lei si gira per salutarlo e mi vede
sopraggiungere. Non fa una piega.
Io invece dico a lui:
- Scusa, adesso che hai finito me la mandi a casa
ed io ho schifo. Fammi un piacere, tienitela fino a domani e me la mandi dopo
che si è fatta almeno una doccia
Lui è uno sportivo e non si agita troppo. Nella
conversazione che segue mi dice che è proprietario di macchine che smuovono la
terra e vive noleggiandole. No, che me la tenga pure io, che a lui la proposta
non interessa...
- Ma come, la usi e me la rimandi. Tienitela tu,
e ogni tanto me la scopo io...
-Eh, se tu sapessi...- disse e lasciò tutto in
sospeso.
Se io sapessi che? Mah, non l'ho mai più saputo,
ma la frase in sospeso mi colpì molto. Da quella notte, decisi di non seguire
più Alessandra ma di aspettarla a casa, a qualsiasi ora fosse tornata.
Perchè aspettarla fa soffrire, ma a trovarla si
soffre molto di più.
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http://vincentultimo.blogspot.it/2018/04/prima-parte-2.html
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