venerdì 20 aprile 2018

ULTIMO VIAGGIO PRIMA PARTE


ULTIMA FERMATA
SANTO DOMINGO






Cominciamo dalla fine: sono chiuso in questa casa da molto tempo. Troppo.
Ho il passaporto scaduto e al consolato vogliono soldi per rinnovarmelo, ma io non ho nemmeno le lacrime per piangere. Ho perso tutto, la casa, il lavoro, la proprietà del ristorante, la donna , i cosiddetti amici di qui, i cosiddetti amici italiani, i cosiddetti amici di Facebook...
Ho collegato la radio e il computer ad una batteria che si ricarica nelle poche ore in cui la corporazione si degna di erogare la luce:
“ Ascolta radio Disney, quello che vuoi sentire... dling dlong … scegli la vita, bevi acqua Dasani...”
Ecco, penso, sono arrivati anche qui.
Ma come era cominciato tutto questo?


1.


Il primo abbaglio lo prendi se atterri all'aeroporto Las Americas di Santo Domingo. Dopo aver applaudito il pilota che è atterrato senza troppi patemi (ebbene sì, l'italianuccio medio applaude ancora al pilota che atterra, come liberato da un angoscioso terrificante assioma: volare è un diritto acquisito anche dalla classe operaia, ma atterrare è necessario) e se non hai pianificato tutto facendoti gabbare da qualche bieco operatore turistico incollato alle videate internazionali del suo computer, tanto da parlare senza guardarti mai in faccia, come spiritato, per poi uscire dal trans e spararti la cifra de dovrai pagare per andare da qui a lì con un low cost che però prevede scali da Carachi a Singapore per raggiungere il Caribe in 48 ore con ben sedici ore di attesa in aeroporti periferici e tanto asettici da farti desiderare una qualsiasi stazione ferroviaria italiana...

Se ti sei detto, eccheccavolo, io mi pianifico da solo, ecco che uscito dalla dogana dovrai affrontare il problema del taxi. Ovvero dei taxisti, quelli che con licenza o senza, con auto decente o scassata, con l'adesivo sulla portiera o una macchia indefinita tra lo stucco e la ruggine a testimonianza di un vecchio incidente mai perfettamente riparato, con l'aria condizionata che non funziona o il finestrino che non si abbassa, insomma qualsiasi sia il mezzo di locomozione che scoprirai di aver scelto (ehehe, tu non lo vedi il taxi, finchè non hai concluso l'accordo. è DOPO aver pattuito, discusso, limato, ridotto il compenso, che il turpe individuo ti farà strada dentro l'immenso parcheggio e con finta noncuranza ti aprirà la portiera della sua arrugginita caffettiera con le gomme lise.) e sarà lì che prenderai il tuo primo abbaglio. Eh, sì, perchè lui ti porterà dritto dritto a Boca Chica, la spiaggia più vicina all'aeroporto, e tu a qualunque ora arriverai crederai di essere sceso in una località tropicale e invece ti trovi senza saperlo nel buco del culo dei Caraibi.


Ecco fatto, finalmente mi sono liberato.
L'ho detto.
Ho detto quella parolaccia.
Lo so, a qualcuno stridono i denti quando in un racconto, scritto anche in modo pacato, poi all'improvviso sbalzi fuori la parolaccia. Ti confesso, capita anche a me. Non quando l'ascolto, quello ormai è un intercalare, ma se non è uno scritto satirico, la coprolalia (è greco, non ti spaventare) mi disturba alquanto.
Invece capita quando scrivo le mie noterelle satiriche a commento di qualche avvenimento che mi alza la temperatura corporea, allora la “parolina” mi scappa, tanto da scuscitare qualche cenno di censura da parte di quei pochi direttori on line. Cosa che mi fece scrivere un articolo (s)memorabile.
Come, non te lo ricordi?
Eddai, faceva così:


 C U L O
______

Discorso filologico - parte prima
(peccato, perchè se partiva un pò piu’ tardi, forse ci andavo anchio…)

Mi vedo costretto a ricorrere alla Filologia [Dal gr. philología; propr. "amore della parola" è il complesso di studi e di ricerche, basato sull'esame di testi, documenti e testimonianze, necessario a inquadrare o comprendere un fenomeno storico, letterario, artistico o ad attribuire la paternità a un'opera d'arte ] per controbattere ad alcuni puristi ( e puritani) che sul loro Forum mi hanno censurato un intervento perchè ho usato la parola paraculo per definire una persona scaltra ed opportunista. Termine per la verità già usato  da Pasolini, Dario Fo e Franca Rame, Umberto Eco e Aldo Grasso, senza suscitare scandalo. Ma forse dipende anche da chi le scrive certe cose.
C’è chi può e chi non può. Io, evidentemente, non può.

La polemica si scatenò con toni da tregenda senza peraltro specificare se ero stato censurato perchè la parola incriminata conteneva il termine che loro ritenevano osceno ( e allora, non si può nemmeno scrivere Sanculotti, Benfica,
scazzo (è di ieri sul Corriere lo scazzo tra Renzi e la Camusso), - da aborrire l’inglese “ridiculous o miraculously  oppure il napoletano masculone citato nel teatro di Scarpetta – o che ce l’abbiano proprio con la parte anatomica:

Non canterò di favolosi Numi
Di oracoli bugiardi; o di feroci
Mentiti eroi le gesta, ed i costumi;
Le gloriose colpe o i casi atroci.
Gli orrori, o i sogni d'una età ferina
Non vò cantar: ma il cul di Carolina.

Che se lodare un cul non sia decente;
Che dirò mai di Quel che lodò tanto
Parti men belle, e che a noi fur sovente
Cagion funesta di tristezza e pianto?
E sia Cocito di sanguigna urina
Laudabil più del cul di Carolina?
Eccetera…


Come certo saprete, io vivacchio della luce riflessa da quattro siti meravigliosi che sono gestiti da Direttori Editoriali o di Testata che io stimo al di sopra della mia capacità amatoria.
Successe che uno di questi Direttori (che scrivo con la maiuscola per bieca piaggeria), preso da raptus puritano mi censurò la parola "buco del culo".
Erano i tempi in cui Weisemberg per farci entrare in Europa voleva imporci un adeguamento strutturale ed io mi ero permesso, in nome di un’identità nazionale che rivendico (e per il quale passavo per fascista), di usare l'ermeneutica per spiegare l'adeguamento strutturale, e dicevo che l'Europa aveva una supposta alta un metro e col diametro di un obice e si aspettava che noi compissimo l'adeguamento strutturale al nostro buco del culo.
Ora sapete bene che io, una volta liberate nella Rete le mie parole, non ho più alcun legame con esse tanto da non considerarle nemmeno più mie, però quella censura al culo mi bruciava (solo la censura, in verità) perchè davanti ad esso si erano chinate menti e penne eccelse già prima di me (Egli ha un guarnacchino indosso che non gli cuopre il culo - Machiavelli / Ed elli avea del cul fatto trombetta - Dante ) ed io stesso, - scusate l'accostamento - avevo più volte scritto interventi intitolati "Facce come il culo" che mi erano stati pubblicati DA TUTTI senza alcuna censura.
Allora mi sono chiesto e ancora mi chiedo:
Ma se culo sì e buco del culo no, cosa mai ci sarà di osceno nella parola
" buco del " ?

Boh


BIBLIOGRAFIA (si fa per dire…)

CULO.DOC
Era un file di Paolo Hendel dove ci metteva tutte le sue cosine più carine.
Ma Ahimè Hendel non è proprio una testimonianza raccomandabile…



Dal “Manuale del Confessore”
Per meglio confessare di A. Chanson edizione Edizioni Paoline
Imprimatur 20 Aprile 1956
a Pag 418 cap.745b
“Inchoare copulam in vase praepostero
…in casu necessitatis nullum est peccatum sed cum intentionem eam in vagina consummandi…”
Quindi non è peccato cominciare la copula dal dietro se c’è l’intenzione di terminare secondo Santa Madre Chiesa Romana Apostolica

Pag. 410 cap. “De situ”
“Multi sunt situ innaturales: cum muliere incumbente, aut a latere, aut stando vel sedendo, aut a tergo more animalium. Justa casua accedente dummodo copula perfici possit et quamvis aliquid seminis deperdatur, erit licitum”

Tutto a posto quindi, anche se, data la posizione, si disperdera’ un poco di seme. Come avete visto, pure la Santa Madre Chiesa parla di culo anche se non lo nomina mai…


Tra le fortune che ghe xe a sto mondo, 
  La piu’ bella fortuna, a mi me par, 
  Che la sia quella, co se puol trovar 
  Una donna che gabbia el culo tondo. 

  Un culo che sia fatto a mappamondo 
  El val tanto oro che se puol pagar, 
  E quando che s'el possa buzarar 
  El xe un paese che no ghè 'l secondo. 
(Giorgio Baffo – Poesie)


“Mah, per la noia della fica basta già Moravia. E la letteratura del culo è solo settoriale, come i libri sulle barche, sul Molise, sui funghi”.
(da “FRATELLI D’ITALIA” di Alberto Arbasino - Adelphi)

: -Resteremo ricchi? Lo diventeremo ancora di più? O qui si rischiano le pezze al culo?"  Punto e amen. (Oriana Fallah)

  Ch'io per me nella potta, in culo ho il foco (Aretino, Sonetti lussuriosi)

Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morrò anch'io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato.
(Lorenzo Baldoni – Parole al vento)

La vita è una tempesta, ma prenderla nel culo è un lampo. (Beppe Grillo)

che noi senza perdere neanche una guerra
potremmo un giorno trovarci col culo per terra.
(Giorgio Gaber)


Marcos:
per fare la rivoluzione ci vuole carisma, ma un pò di culo non guasta.


Sotto il culo della rana

Tibor Fischer. Mondadadori, L. 12.000
Essere sotto il culo della rana in fondo ad una miniera di carbone è un detto ungherese che allude a condizioni di sfortuna vicine al limite della sopportazione. In effetti, pur considerando lo sguardo spesso sarcastico del narratore, non ce la sentiamo di ritenerlo un'espressione esagerata. Quanto al libro, invece, avalliamo il giudizio di Salman Rushdie: è un capolavoro delicato e tragicomico.


Antonella Lattanzi - Col culo scomodo –
Non tutti i piercing riescono col buco (Coniglio Editore, 2004)


Tromba di culo sanità di corpo. Se non avessi il cul sarei già morto! ...
(Proverbio italiano)



CULO E CAMICIA
 Film anno 1981
Regia
 PASQUALE  FESTA CAMPANILE      


The Face di culo: la "tragedia lounge" di Giuseppe Genna
Chiude The Face e per me è una gioia. La rivista templare della cultura fighetta anni Ottanta e Novanta nun ja fa più. Godo: ( articolo su Aprile 2004)


Hotel a Culo, Belgio
siete qui: Home > Belgio > Culo. Cerca hotel in/a Culo. Destinazione e date
Ao nei pressi di Culo. map thumbnail · Visualizza mappa. Città ...
www.bookings.be/place/be-1956472. it.html?aid=304665;label=Zero-be-Culo-en - 37k -
(Localita’ turistica reclamizzata su Google)


Se andate qui:

troverete l’Atlante linguistico del ladino dolomitico e dei dialetti limitrofi, comprendente l’Atlante linguistico sonoro)

Voce n. 212: il culo

Potrete cliccare sulla freccia, per ascoltare come si pronuncia culo in quelle valli:

81 - La Pli
 83 - S. Martin de Tor

82 - Rina
 84 - La Val

85 - S. Linêrt
 86 - Bula

87 - S. Cristina
 88 - Sëlva

89 - Calfosch
 90 - Corvara

91 - S. Ciascian
 92 - Cortina

93 - Col
 94 - Larcionei

95 - Ornela
 96 - Reba

97 - Delba
 98 - Ciampedel

99 - Moncion
 100 - Vich




 Ecco, mi ricapita.
Faccio sempre così, comincio a raccontare qualcosa, poi sbrago perdendomi in voli pindarici senza senso.
Ma la questione della parolaccia, era doverosa. Facciamo così, per rispetto per le signore presenti e anche in favore di qualche anima sensibile, la parolaccia che ho scritto a pagina 1 e seguenti, la esorcizzeremo evocandola semplicemente con una sigla.
La chiameremo B.d.C. E non ci pensiamo più.


Stavo parlando dell'acqua.
Lasciamo perdere quando mi sono arrampicato lassù da Cutzco in Perù, per viaggiare sull'altipiano e prendere il treno delle nuvole, quello te l'ho già raccontato. Bene, incontro un campesino che faceva un casino della madonna*
perchè le multinazionali stavano rubando l'acqua. Avevano costruito grandi dighe che toglievano l'acqua all'agricoltura per immagazzinarla in grandi laghi da cui avevano accesso solo i proprietari, oppure i campesinos, pagando, naturalmente.
Sai che ho fatto?
Me lo sono portato giù in Italia dove c'era un matto di Modena che si era messo in testa di fondare una specie di Youtube (che non c'era ancora) ma dove LUI comandava il flusso della comunicazione. Lo portammo in una di quelle bellissime feste estive della provincia italiana e lo facemmo parlare...
Non ricordo esattamente dove fu, ricordo che era un festival latino americano e c'era Gianni Minà ormai imbolsito, e Frau Betto, da me sempre odiato, fin dal mio soggiorno a Cuba.
Insomma parla questo sindacalista (lo presentarono così) e disse che se le guerre attuali – attuali di allora – si facevano per il petrolio, le guerre future si sarebbero scatenate per l'acqua.
Naturalmente, come ogni discorso di rottura nei confronti dei tuoi contempioranei, quello che disse non fece un baffo nè a Frau Betto impegnato a rimirarsi l'ombelico, e nemmeno a Minà che ra lì per tutt'altre ragioni.
Il filmato fece una breve apparizione su un'emittente locale, poi si perse nei meandri della comunicazione.
Anni dopo, a quel campesino, sindacalista, o chissacchè...
eh, sì, quando lo vidi on streaming rimasi piacevolmente sorpreso: gli diedero un riconoscimento importantissimo, non ricordo più quale, se il Nobel o … boh.

Ekkekkazzo* adesso mi dirai, che minchia* di memorie stai scrivendo se non ti ricordi un kazzo*?
Oh, datti una calmata. Queste non sono mica memorie. Sono voli pindarici.
E poi sto parlando dell'acqua, ma approfitto dell'intercalare per ripubblicare un (s)memorabile articolo che misi on line anni or sono:


KAZZO
Parola greca. Che indica stupore. Da usarsi con l'articolo neutro O ( O, Kazzo !)  mentre il maschile Sto si usa solo nella forma imperativa (Sto Kazzo) il femminile Sti si usa nella forma plurale (Sti Kazzi). Nella forma numerata ogni numero dà la quantità desiderata meno uno. Infatti un kazzo, equivale a zero.
Vorrei segnalare alcuni fatti storici nei quali si suppone fosse lecito utilizzare la parola "cazzo":
"Piogge a tratti un kazzo!" (Noè, 4314 AC)
"Sta torre col kazzo che casca!" (Babele, 5000 AC)
Giuda: "Signore, sono forse io il traditore?". Gesù: "Giuda, hai rotto il kazzo!".
"Santità, lo vuole davvero su quel kazzo di soffitto?" (Michelangelo, 1566)
"Da dove kazzo vengono tutti questi indiani?" (Generale Custer, 1877)

E un pò piu’ vicino ai giorni nostri:
"E quella che kazzo è?" (Sindaco di Hiroshima, 1945)
"E dai, chi kazzo vuoi che lo scopra..." (Bill Clinton, 1999)
"Kazzo, non credevo si arrabbiassero così tanto" (Osama Bin Laden, 2001)

"Kazzo, ti somiglia un casino!" (Picasso, 1926)
"Che casino! non mi somiglia un kazzo!" (Gertrude Stein)

"La vuoi o no quella kazzo di macchina?"
(Il presidente della Fifa Blatter all'arbitro Moreno, giugno 2002)

11 Settembre 2001 Da una delle due Torri:
"Kazzo, ma è un aereo, quello?

La Parietti fermata in stato di ebbrezza:
"L'avverto che qualunque cosa dirà potrà essere usata contro di lei..."
"Kazzo..."

Governo Prodi:
"Romano, non farti ricattare, la maggioranza l'abbiamo noi! Kazzo, chiedi la fiducia!”

Arafat a Ramallah:
"Smettetela di bussare, teste di kazzo!"

Inaffondabile un kazzo!
(Il capitano del Titanic , 1912 )

Passami quei salatini del kazzo
( George Bush jr. , 2002 )

E tu che kazzo vuoi?
(Riccardo Schicchi a Cicciolina 1991 )

Adesso sono cazzi tuoi
(Riccardo Schicchi a Jessica Rizzo 1997 )

Per favore, non mi rompere il kazzo!
(Bobbit alla moglie, 1998 )



Allora, per convenzione, al fine di evitare di dire parolacce, d'ora in poi la parola greca che indica stupore, lo scriveremo così: 1Kz.
*CASINO DELLA MADONNA
Scusa ma parlando del campesino mi è scappata pure questa alla quale si potrebbe aggiungere la famosissima e sempreverde:

MADONNA MAIALA         
Recensione di un CD della famosa Pop Star americana.durante la sua famosa turnèe in
India in cui si era esibita un pò osè. Saputo del fatto la Ciccone ha chiesto, makikkazz
sono questi qui e le hanno risposto: “Ma sono Indù”
Sono solo in dù e fanno tutto sto casino? Makemmefregammè, io ci ho milioni di fans...

Scherzi a parte, qui non parafrasiamo nulla ma solamente chiariamo un equivoco per tutti
quelli che pensano che M.M. Sia un'antica e onorata bestemmia toscana. Nulla di tutto
ciò. C'è una sentenza dell Corte di Cassazione che classifica come bestemmia (punibile ai
termini di legge) .solo gli improperi contro Dio, nostro o anche di quegli altri. Dio t'assista
per esempio, ma senza l'apostrofo è punibile, i Santi del Calendario con le professioni
delle loro poco onorate madri, non è punibile. Porco Zeus, è punibile, perchè trattasi di
divinità di altra cultura, zio porco, no. Anche se lo hanno beccato a fare lo scemo con la
nipotina... capito? Per tua cul-tura ti metto alcune varianti della madonna:

MADONNA 
Madonna che palle Protettrice dell' ordine dei medici, appare  sovente nelle sale d' attesa all' ultimo paziente che ha finito di leggere Eva Express del 1972.
Madonna del ciuinga          è la patrona del ponte di Brooklin e opera potentemente nei cinema confondendosi fra i veri ciuinga appiccicati in terra e sotto le sedie. Se alcuno la pesta o ci si siede, subito si stacca lasciando una scia di mistico stupore. Vedi anche alla voce ANTIQUARIO
Madonna del tacco  Per un clamoroso errore nel conclave di Papa Enio IV detto il cirrotico, è stata proclamata protettrice dei ciechi, ma non c' entra nulla.
Madonna del tricloropropano        è indubbiamente la Madonna più moderna. Proclamata nel '91 in un concilio detto "CERN" di inevra; è la prima Madonna ottenuta sinteticamente epuò essere invocata solo per fissione.
Madonna rieccolo    Protettrice dell' ospite, trae la sua tradizione dall’ abitudine che aveva Gesù di invitare a cena senza preavviso il cugino Giovanni Battista .
Madonna Maiala      Imprecazione di religiosi indiani che non tollerano che la cantante pop si faccia fotografare in atteggiamenti mistici: "Ma chi sono?" avrebbe chiesto la star. "Sono indù" "Ah, ma se sono solo in dù, chissenefrega! Io ho milioni di fans!"



Dov'eravamo rimasti? Ah, sì. L'acqua.
Dopo che hai attraversato l'Africa Nord-Occidentale per un paio d'anni o tre, hai generato un tuo rapporto con l'acqua tutto particolare. Se hai fatto gocciolare per una notte intera l'acqua nella tazza che al mattino ti serve per farti la barba, allora tornare nei paesi cosiddetti civilizzati e vedere sprecare l'acqua arriva a livelli di dolore fisico, cosa che scompare nel giro di qualche mese e di qualche pioggia, dopo essere arrivato al Caribe.
Perchè dire piovere, da queste parti non rende l'idea se per piovere intendi gocce d'acqua che cadono dal cielo. Ma se nella tua percezione si fa largo un muro! d'acqua come un lago verticale, e l'acqua non se ne va da nessuna parte, ma resta lì oggi e domani e poi domani, come Macbeth, se questo poi succede ogni giorno per i due tre mesi della stagione delle piogge, allora sprecare l'acqua diventa normale, un pò come respirare.

L'acqua stagnante qui è un grande problema per la salute, ma da queste parti le autorità fanno finta di niente un po' (dicono) per non spaventare i turisti che altrimenti annullerebbero le loro prenotazioni, e un pò diciamocelo francamente, è perchè queste autorità non fanno 1Kz. E nemmeno gli viene la voglia di fare 1Kz.

A Cuba, - sì. Lo so, adesso mi dirai, eccolo qui a parlare continuamente dei comunisti – a Cuba adesso si è persa un poco l'abitudine, ma la televisione di una volta era inframezzata da avvisi di utilità pubblica: come disinfettarsi dopo un taglio, perchè lavare la frutta... ogni famiglia tuttora ha sul fuoco una pentola dedicata all'acqua e la fa bollire, poi la raffredda con la pentola coperta, quindi la imbottiglia e la mette nel frigorifero russo.
Qui a Santo Domingo, invece, le donne passano la giornata a vedere le telenovelas, c'è quella delle undici, poi segue quella di mezzogiorno, poi quella della una... così fino alle tre di notte (più tardi non lo so perchè Ale, la mia donna, a quell'ora le veniva sonno e spegneva).
Ma Perlamadonna, dico io, tra una telenovela e l'altra, invece che mandare in onda alcune pubblicità di prodotti che non si trovano in commercio, perchà non spiegate che se i bambini si lavassero le mani prima di mangiare avrebbero meno malattie infettive all'apparato digerente? E perchà non dir loro che se lavano il pavimento a piedi nudi poi si prendono qualche batterio alla vagina? Perchè non dire alla televisione che l'acqua stagnante è l'habitat preferito dalle larve di zanzara?

In questi giorni c'è un'epidemia spaventosa causata da un virus inculato (sì lo so, si dice inoculato, ma fa lo stesso) dalla zanzara tigre. Ha un nome impronunciabile: Chicogunkya
per fortuna non è mortale ed è meno aggressiva del Dengue, ma nè di questo nè di quello ne parlano le autorità, la televisione, i giornali... per non spaventare i turisti, dicono.
Roba da matti.
Ma ti stavo sparlando dell'acqua.

Di barrio in barrio (sarebbero i quartieri poveri di qui) giravano piccoli mezzi di trasporto con una botte di ferro e suonavano una trombetta. La gente usciva col suo contenitore di plastica e si faceva versare un gallone d'acqua. Costo 20 pesos.
Ci fu un'epidemia dovuta all'acqua inquinata e le autorità (sempre quelle che non fanno 1Kz) invece di intensificare i controlli all'origine, di controllare la pulizia delle autobotti e consimili, lanciò una campagna d'allarme tanto che fece scrivere su queste botti: acqua non potabile. Allora arrivarono imprese dell'acqua che vendevano tramite i colmados i contenitori da un gallone d'acqua già sigillato all'origine: costo 50 pesos.
Esattamente il doppio.
I supermercati misero in commercio bottiglie da un litro d'acqua a 20 pesos (esattamente il doppio) ed i colmados arrivarono a vendere quantità industriali di bottiglie da mezzo litro a 10 pesos l'una, ma era bella fresca, da frigorifero e la gente se la beveva.
Ora è arrivata la Coca Cola. Ti ricordi dove la vanno a prendere l'acqua?
(Ho visto un film di 007 che trattava proprio questo argomento, chi l'avrebbe detto...)
Insomma, mentre fa rifornimento delle solite bottiglie gasate, ti rifila anche la sua acqua, DASANI, a 11 pesos al colmados, che lui rivende a 15, oppure 20 pesos al pubblico (esattamente il doppio) e nei ristoranti a 50 pesos alla bottiglia.
Ma per la prima volta, nelle radio locali, senti la loro pubblicità:
“scegli la vita, bevi acqua DASANI !!”
Sono arrivati pure qui.
















2.
BOCA CHICA

Ottobre 2009, scrissi:

Qui a Boca Chica dove mi trovo mio malgrado:
"ricercato olandese sequestrato ed ucciso
Protagonista della vicenda é un cittadino olandese Marlon Marco Mathilda.
Era accusato di traffico di droga.
I rapitori gli si erano presentati vestendo uniformi della Direzione Nazionale per il Controllo della Droga.

Non è la prima esecuzione di residenti da parte di delinquenti con divise della polizia. Come nei film.
Anzi, colgo l'occasione per suggerire una bella trasmissione televisiva d'inchiesta alla maniera di Report o Annozero (Brachino no, perchè qui fa caldo e nessuno porta i calzini). titolo:
CALLE DUARTE, BOCA CHICA
e far vedere di notte la strada principale chiusa al traffico per permettere alle prostitute di vendersi ai turisti (prevalentemente italiani) comodamente sedute ai tavolini. Poi di giorno andare a visitare i gerenti italiani dei locali più in voga e scoprire per esempio una banda di truffatori (articolo 640c.p.) tutta al completo che con i milioni rubati all'assicurazione Nuova Tirrenia di Treviso, hanno aperto ristorante e Residence con traffico di belle figliole, o i casalesi che hanno aperto uno splendido take away, o il trafficante di coca che riceve da Miami e manda in Italia con partite di banane...
Oppure si potrebbe andare alla capitale, al deposito container della Parmalat e chiedere com'è finita quella storia dei dodici agenti dell'antidroga che una notte hanno fatto irruzione e se ne sono andati a casa dopo tre ore con centotrentamila dollari e nulla di fatto...

Ah che bella trasmissione sarebbe...


P.S.
Un "amico" mi ha fatto visita dicendomi che dopo lo splendido reportage di Gabriela Jacomella sulla prostituzione infantile a Boca Chica (Corriere della Sera), le mie mail sono sotto sorveglianza. Pure questa mail, evidentemente.
Sembra di essere tornato ai tempi di Cuba e della Polizia per la Sicurezza dello Stato. Da come mi ha accennato a fatti della mia vita, ho avuto pure l'impressione che abbiano indagato per vedere se c'è qualcosa da poter usare per deportarmi (sarebbe il secondo tentativo...).
Incredibile. Sono forse l'unico italiano incensurato di Boca Chica e vogliono espellermi...
Quando si dice la fortuna...
ehehehe

Ho trovato questa vecchia mia denuncia che misi sul blog.
Così, per introdurre l'argomento.
Ma c'è pure questa notizia:

Carla Mariantonietta Bruni in Sarkozy...

Due ragazze condannate per traffico di droga a 8 anni di reclusione a Santiago della Repubblica Dominicana, sono state liberate grazie a Carla Bruni in Sarkozy.
La signora Sarkozy ha fatto applicare PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DI SANTIAGO l'indulto per le due ragazze, e le ha fatte prelevare in elicottero direttamente dal carcere!
L'avvenimento ' stato filmato dalla televisione francese MA HANNO PROIBITO LE RIPRESE AGLI OPERATORI DI SANTO DOMINGO!!!
Incredibile.

 _______________




Boca Chica è un paese per vecchi. Parlo di quelli che decidono di trasferirsi qui.
Per tutto l'anno la temperatura è costante con poche escursioni termiche. Capita qualche notte di Febbraio di sentire freddo, e basta coprirsi con un lenzuolo, oppure le ore pomeridiane più calde d'estate, basta trascorrerle in spiaggia oppure al fresco in giardino o in casa.
Per i locali tutti gli stranieri, stanziali o di passaggio, sono “Gringos” anche se non sono americani. Sono gringos gli svizzeri tedeschi che passano i pomeriggi imbambolati al Madhaus della Duarte, i tedeschi che nel bar di fianco sorseggiano birre esotiche, sono gringos gli italiani, i più vecchi in assoluto, quelli che passano il tempo seduti sulle panchine del parco e che invece di dare mollichine ai piccioni, insidiano le minorenni di bocca buona...

Gli italiani erano i primi turisti per numero e per valore, perchè l'italiano in vacanza si sa, compra il souvenir, il regalo per la zia, il ricordino da mettere in salotto, il vestitino nuovo alla nuova conquista, al fine di portarla in giro senza fare brutte figure...
Tutto questo è finito. Sparito nel nulla con la crisi che morde la vita in Italia. Ora arrivano senza schiamazzi, guardano i menù e comparano i prezzi, mercanteggiano come taccagni con le giovani pulzelle che si offrono a cielo aperto...
Poi ci sono quelli che hanno fatto i loro conti ed hanno deciso di vivere da queste parti, e non hanno tutti i torti. Pensaci bene, con mille, milleduecento Euro di pensione che vita faresti in una grande città italiana? Da queste parti mille Euro valgono 60.000 Pesos oro dominicani, praticamente vivi da ricco:

4.000 pesos l'affitto di casa
3.000 pesos mangiare a mezzogiorno
1.000 pesos luce e aria condizionata
3.000 pesos una giovane che venga a farti le pulizia
10.000 pesos ristorante di sera varie ed eventuali
25     pesos il Viagra
500    pesos il costo di una mignottina dopo mezzanotte
oppure 3.000 pesos lo stipendio di una badante di 19 anni

Pensa, vivi da dio e metti via pure soldi.
Poi ci sono alcuni che vendono in Italia la loro casa e comprano qui una villetta con giardino, sui 200 metri quadri, per 100.000 dollari...
Capisci che conviene?
Adesso tu mi dirai, ma se il tempo è splendido, la vita a buon mercato, il Viagra quasi gratis, le pulzelle disponibili, di cosa ti lamenti?
Eh, già, caro mio. Dove saranno mai le incognite?
Ce ne sono. La prima, la più clamorosa è la seguente:

TUTTO QUELLO CHE VEDI A BOCA CHICA, NON è COSì COME APPARE

Concetto fondamentale che purtroppo ognuno impara con l'esperienza, cioè si accorge che le cose non stavano esattamente come sembravano quando sente il bruciore al B.d.C., ma è troppo tardi.
Abbiamo tempo, ne riperleremo.


3.
ALEXANDRA

Chiamiamola così, ma non è il suo vero nome.
E invece si chiama proprio così ma scrivo che non è il suo vero nome perchè se mi hai seguito fin qui avrai capito che da queste parti tutto quello che vedi non è così come appare, pure in un racconto.
Insomma c'è tanta di quella confusione tra quel che vedi e quello che sembra, da poter affermare che su quest'isola non c'è niente di vero.
Nemmeno la frase precedente.
E neppure la frase prima della precedente.
Hai capito come stan le cose?
Bene, Alexandra, chiamiamola così, e andiamo avanti.

Io venivo da una batosta sentimentale che da queste parti è un po' il battesimo di chi vuole smettere di fare il turista e si guarda in giro per darsi una sistemata.
C'era una bella figliolina* che serviva al bar nei pomeriggi accaldati, i locali la chiamavano “Rubia” la bionda, mentre i turisti l'avevano soprannominata “Shakira” per via di una certa somiglianza con la cantante colombiana. Il bar era equivoco, ma solo di notte* e la giovincella si annoiava molto perchè di pomeriggio il lavoro non era molto, così c'era tempo per fare due chiacchiere e la cosa cominciò così.
Mi disse che veniva da fuori*, che era una ragazza madre* che con quel lavoro manteneva* la figlia malata di cuore* che aveva bisogno di un trapianto* e che lei e suo cugino* stavano raccogliendo i fondi* per farla operare*

__
* Obbasta, mi sono stufato di tutti questi asterischi. Fai conto che ogni asterisco valga per (non èra vero, non era affatto così) ma ormai tu sai navigare in queste acque, che te lo dico a fare? Queste sono le tiritere che tutte queste maiale cantilenano agli sporvveduti turisti di passaggio. Sembra incredibile, ma alle volte qualche imbecille abbocca, tra cui, modestamente, io.
Allora niente più asterischi e andiamo avanti:


Io vivevo in un residence e lei mi convinse ad andare a vivere in un appartamento (carissimo). Andammo insieme a comprare i mobili (carissimi) e lei provvide a far arrivare i figli che nel frattempo erano diventati tre (operazione costosissima perchè andavano liquidate le famiglie dei fidanzati) e lei piano piano cominciò ad arredare DA SOLA, perchè non voleva spaventare i bambini. Uno a quel punto dovrebbe farsi un esame di coscienza e chiedersi, ma sono proprio tanto brutto? Io invece per amore, abbozzai aspettando che le cose maturassero da sole.

Un giorno passo dall'incrocio e la intravedo sul balcone tutta infiorata, pareva Biancaneve. Volli farle una sorpresa, accostai e salìì. Intanto trovai uno che dormiva in un locale accanto alla “camera degli sposi” e disse che era suo cugino che le guardava i bambini quando lei andava al lavoro (invece, lo seppi dopo, era il marito) e poi la casa era perfettamente arredata, funzionale ed efficiente. Le dissi, scusa se è tutto pronto, perchè non cominciamo a vivere
insieme? Mi disse, caro, proprio così mi disse: “Caaaaro,” poi: “aspetta ancora un poco, lo sai che non voglio che i bambini scoprano che la madre fa le cose sporche” che detta in spagnolo fa ancora più effetto, se pensi che per cosa sporca si riferisse a fare l'amore con me, e non certo al fatto che fosse una puttana, figlia di grandissima puttana, che faceva la puttana per mantenere il marito che dovendo accudire quella puttana di notte, poi si riposava di giorno in un locale appartato per non farsi disturbare dai piccoli figli di puttana che schiamazzavano allegri in giro per la casa...


Ahi, ci risiamo. Mi è scappata la parolaccia.
Facciamo così, d'ora in poi, per rispetto alle signore invece di grandssfgldput
userò un semplice acronimo G.f.d.Put.


Tu ora mi chiederai, ma com'è potuto accadere tutto ciò?
Te lo dico, questa figliola ci aveva un culo, ma un culo, che era la sintesi di tutti i culi delle pinacoteche mai visitate. Era un tondo oggetto di una bellezza sostanziale, estetica, addirittura il colore! Era un culo che parlava. Ma che dico? Cantava...
Dopo l'amore lei si girava e dormiva su di un fianco fino alle prime luci dell'alba. Di spalle, mi presentava tutto quel ben di dio ed io rimirandola andavo con la memoria a visitare con la fantasia, i musei dove avevo visto questo capolavoro, fino all'alba, quando lei si alzava e andava a vedere i bambini.... ehehehe, (qui ci vorrebbe un asterisco...)
Era tanta la sensazione che mi dava che avevo rispolverato la famosa poesia di Omar Khayyam, ricordi?

Cuore mio,
immagina che io sia
il padrone del mondo
e il mondo,
un giardino fiorito
con l'erba e le rose
e tu come rugiada
che scendi su di esso
e poi alle prime luci dell'alba
svanisci...

Fu come dare lo zucchero all'asino, come lavargli la testa, come si dice.
La poesia le entrava da un orecchio e le usciva dall'altro senza incontrare il minimo ostacolo!
Si faceva prima a prenderla per il C...








IL PEDOFILO CHE è IN ME


A mezzogiorno finisce il primo turno delle scuole e la gioventù dominicana si accalca quasi tutta sulle rotte delle guaguas (i pullmini del posto) che se hanno spazio, li fanno salire senza pagare, così vanno tutti a casa prima, e senza fare troppi danni.
Si apre la portiera della guagua con il suono dell'aria compressa: pfuiiii
entrano un pò di sbarbine e quindi sale lei, Alexandra, e si siede proprio al mio fianco maneggiando il suo telefonino.
Era una bellezza strepitosa, mora con zigomi alti e un petto che ansimava per la corsa mettendo in pericolo la tenuta del reggiseno e di tutta la maglietta...

Uno spettacolo ti dico. Anche se qualcosa strideva. Era salita con la sua classe di dodicenni, lei con le sue belle calzine bianche e l'uniforme della scuola, ma era una ragazzona che dimostrava qualche anno in più.
E ce li aveva gli anni in più, l'ho scoperto dopo. Solo che non erano molti, infatti lei era una somarona ripetente e di anni ne aveva sedici.
Io ne avevo sessantatre e mi innamorai immediatamente di lei.
Mesi dopo non ricordo in quale occasione, si scatenò una polemica sul Web attorno a questi pedofili, bavosi che approfittavano dell'ingenuità, della purezza... non me la sentivo certo di difendere i pedofili, ma mi analizzavo con severità, per tentare di non essere travolto dalle circostanze.
“Dove vai?” le chiesi
“ Alla spiaggia per fare il bagno” rispose con un sorriso che mi maciullò il cuore
“Vado a casa a cambiarmi. Se mi dai il tuo numero poi ti chiamo e facciamo il bagno insieme”
Fatto. Senza malizia, senza sospetti, senza nessun secondo fine (per il momento, off corse).
Scende e la seguo.
Non so se il numero che mi ha dato è giusto, non so a che spiaggia sta andando, ma non voglio perderla e la seguo.Ogni tanto si volta e mi sorride, poi quando raggiunge un gruppo di adulti, evidentemente i suoi parenti, mi indica e sorride. Sempre sorride.Io mi sento come Pierino cone le mani nella marmellata, faccio un inchino e me la filo all'inglese. Calcolo il tempo di un'eventuale merenda o spuntino, poi la chiamo, mi dice dove sta e la raggiungo in mezzo ai suoi parenti. Gente semplice, che mi invitò a casa per un caffè...









4.
L'ECONOMIA

Quando l'ex presidente della Repubblica Dominicana Lionel si presentò alla Banca Mondiale per chiedere un prestito come aiuto ad un paese del Terzo Mondo, dopo aver consultato un paio di tabulati gli dissero che vedendo i flussi bancari di denaro questo risultava essere un paese ricchissimo. Il problema è che il 90% del denaro lo maneggiano una dozzina di famiglie che operano in regime di monopolio, mentre il resto della popolazione vive di stenti.

La birra, per esempio, credo sia il più grande fatturato della nazione perchè questi si scolano ettolitri di liquidi al giorno, ebbene, puoi ordinare la Presidente, la birra leader del settore, prima in assoluto per fatturato, oppure la Bohemia, la diretta concorrente, puoi ordinare qualsiasi altra birra locale o d'importazione, puoi ordinare persino la malta, una birra non alcoolica, ebbene tutta la birra di quest'isola è in mano ad una persona sola. Immagina che questo tizio si svegli incazzato una mattina e decida di alzare il prezzo della birra di 5 pesos. Potrà farlo senza problemi, perchè non ha concorrenti né limitazioni. Così pure il caffè è nelle mani di una sola famiglia, e la metà della produzione nazionale dello zucchero è in mano a quattro famiglie locali. L'altra metà sarebbe dello Stato e lo vedi con i tuoi occhi, con campi abbandonati, fabbriche dismesse o demolite, posti di lavoro persi...

Le banche dovrebbero prestare soldi al 20% d'interesse annuo. Dico dovrebbero perchè in realtà prestano solo ai clienti più ricchi e a gli amici degli amici.
Il governo ha approvato un programma di prestiti agevolati per commercianti e piccoli imprenditori e ha impiantato uffici verdi con personale con magliette verdi che ti sorridono se vai a chiedere un prestito, poi ti avviluppano in una serie di norme e clausole diaboliche, finchè va a finire che i prestiti li fanno agli amici degli amici. E chi sono questi amici? I “cobrador”.
Il cobrador è uno che prende soldi al 20% all'anno e li presta al 10% al mese. Tutto legale, naturalmente. Tu hai un'attività, un ristorante, un'impresa e hai bisogno soldi che né le banche e nemmeno gli altri istituti di danno? Nessuna paura. Passa il cobrador, ti dà la somma richiesta poi viene ad incassare sul posto di lavoro il 10% alla settimana per 13 settimane. Praticamente un pizzo legalizzato al 120% all'anno.
Poniamo che la stagione è stata scarsa e non hai come pagare la rata, nessun problema passa un secondo cobrador e ti dà i soldi che ti necessitano al 10% quindicinale, 240% all'anno.
è successo a me con il mio ristorante. Mi sono ritrovato a chiedere prestiti per pagare gli interessi su un prestito che avevo contratto per pagare gli interessi di un primo prestito che avevo contratto dando in garanzia l'immobile di mia proprietà. E devi pagare perchè altrimenti il creditore troverà sempre un giudice che gli darà ragione e ti esproprierà di un bene che vale diciamo dodici milioni di pesos, per un debito che con gli interessi è salito a 400.000 pesos. Una cosa non congrua, sale all'occhio di qualsiasi ragioniere, ma non di un giudice di queste parti che ti espropria senza tanti complimenti.

Sulla scia di queste attività diciamo così finanziarie, si apre un mercato di donnette che a loro volta prestano soldi alle vicine ai medesimi tassi d'interesse e sono liti, grida, accapigliamenti, minacce finchè interviene il Tigre
e mette a posto le cose.
Il Tigre è un bellimbusto nullafacente che vive d'espedienti. Dorme in questo barrio, tutti sanno che è un delinquente ma lui lo fa in un altro barrio, così non guasta le buone relazioni coi vicini.
Il Tigre ruba, sfrutta, minaccia, ricatta, pesta, spara, uccide, spaccia, poi fa la spia alla polizia. è un personaggio distinguibilissimo perchè tatuatissimo, con grosse catene d'oro, capelli scolpiti e se ha una moto è da gran premio. Rumorosissima.

Ci sono turisti polli che si credono aquile, che sono le prime vittime dei Tigre.
Li riconosci subito pure loro: tatuati con scritte in Giapponese (io mi immagino qualche buontempone che gli abbia scritto sulla spalla “Sono un pirla” ma lui non legge il giapponese e pensa si tratti di un tantra) canottiere nere da cui escono muscoli palestrati, berretta da baseball e occhiali alla noivogliamdio.
Camminano per strade ben protette di Boca Chica, ma a loro la cosa non convince e vogliono andare a vedere dove gli altri non arrivano. Praticamente questi sarebbero i pirlotti che invece di fare i turisti vogliono fare gli esploratori, e li sequestrano magari in Yemen, hai presente?

Il Tigre inizia accompagnando queste aquile e mostrando le banalità del luogo: questo è un ristorante dove si mangia bene, qui fanno la pizza, qui cambi i soldi... banalità appunto, che l'aquilotto osserva con aria di superiorità come per dire, va bene, queste cose le so, ma non passa molto tempo che l'aquipollo   va al sodo: ma dove si trova la droga? E le ragazze?
Eh, che fretta! A quest'ora le migliori stanno dormendo e le più affamate rastrellano la spiaggia cercando qualcuno che le risolva il problema della colazione. Il Tigre non ha fretta, come quei pescatori che hanno all'amo un grosso pesce e lo lasciano tirare e agitarsi dandogli e togliendo filo col mulinello attirandolo implacabilmente verso la riva dove è pronto il retino...

La differenza è che il pesce-pollo preso all'amo, mentre si agita, sanguina. Non proprio sangue, ma soldi. Gocciola irrimediabilmente soldi, e il Tigre è lì pronto a dissetarsi con ogni goccia. Andiamo a vedere la spiaggia, un caffè, una birra, fermiamoci al bar della Duarte, una brioche, una bottiglietta d'acqua, passiamo dal supermercato, prendi anche questi biscotti per mio figlio...
Intanto qualcosa s'incontra, passano ragazzine d'assalto e questo serve pure per saggiare la resistenza del pollastro, che se sa arrivare fino alla notte, allora vedrà sfilare le corazzate della Duarte, quelle che scendono da fuori, armate con gli accessori ed i profumi più insinuanti, se invece cede di schianto, forse si accontenta di una barchetta scalcagnata, ma va bene lo stesso. In qualunque maniera vada a finire il Tigre ci guadagna. Anzi se il pollo si ritira con la sgallettata di pomeriggio, sarà libero di aspettare la notte facendo altro, magari andando a trovare qualche amica nel barrio, che gli ha preparato il pranzo, gli ha lavato gli abiti sporchi, e magari lo fa riposare nell'accaldato pomeriggio.


Poi arriva la notte.
Mettono quattro cavalletti sulla Duarte, i bar riempiono la strada con i loro tavolini ed ecco, che si credono di aver trasformato quella squallida Calle Duarte nella dDisneyland del divertimento. Poveretti, se solo vedessero le luci e le attrazioni di un qualsiasi litorale italiano che va da Rimini a Grado, si sparerebbero un tiro in fronte. Invece eccoli con questi cento metri di strada male illuminata – quando non se ne va la luce, il che accade spesso – che entri dal parco e trovi la discoteca chiusa perchè hanno arrestato il proprietario, poi un paio di bar con le bagasce, quindi i ristoranti e la luce che da fioca diventa inesistente... uno squallore indicibile. Ed ogni anno il ministro del turismo che viene e tiene la solita conferenza, faremo questo faremo quello, costruiremo qui, puliremo lì, ma poi arriva la stagione e non succede mai nulla.
Per la verità qualcosa succede, ogni quattro anni in occasione delle elezioni presidenziali.
Di solito arriva un camion con qualche bracciante con tuta ed elmetto, e fingono per una settimana di fare qualcosa. Poi arrivano le elezioni e spariscono tutti... ehehehe rido per non piangere.


L'ISOLA

Noto fin troppa amarezza in questo inizio di racconto. Occorre allentare la tensione, anche perchè non crediate che Boca Chica sia la sineddoche (non ti spaventare, vuol dire una parte per il tutto) dell'intera isola che in realtà è bellissima.
Ne ho visitato buona parte ma il viaggio più interessante lo feci alla ricerca del primo vero villaggio fondato in questa terra da Cristoforo Colombo.

DOVREBBE ESSERE QUI:

La localita’ si chiamò Isabella e c’è una targa che ricorda l’evento.

Lo studioso è argentino e si chiama Josè Maria Cruzet è suo il ritrovamento.
Ci sono stati scavi recenti.

Anticamente la località era vicino ad un fiume che dovrebbe chiamarsi Osidalgos

Anche se la località non mi pare l’ideale per fondarci una città (esposta alle intemperie, alle maree, senza una protezione naturale ai venti…) però a terra Colombo era un gran coglione e aveva fatto una traversata orripilante con le sue 17 navi. I cavalli morivano e la gente si ammalava…





Dobbiamo arrenderci.
Ho letto recentemente di un esploratore marittimo che asserisce di aver trovato la Santa Maria naufragata. http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2014/05/14/news/haiti_relitto_santa_maria_cristoforo_columbo-2142946/ 
Il villaggio costruito alla fine del primo viaggio, dovrebbe quindi trovarsi in territorio Haitiano.
Il tempo ce lo confermerà.
Triste e misteriosa storia di questo equipaggio, lasciato a terra durante il primo viaggio e che al secondo Colombo non trovò nessuno vivo, e il villaggio distrutto da un incendio.
Il Cacicco locale disse che si erano uccisi tra di loro per gelosia delle fin troppo generose donne locali.L'Ammiraglio sospettò gli indios locali e cominciò ad ammazzare gente come un macellaio.
Un dato storico è comunque che con il naufragio della Santa Maria andarono perse tutte le gallette di pane e molte scorte di cibo, e questi uomini del sec. XV morirono di stenti perchè non seppero variare la loro dieta. Sembra semplice ora pensare che se non hai pani di farina di grano potresti sopravvivere con il mais e in mancanza di carne salata basterebbe una buona dieta di pesce e di serpente (c'è un racconto inerente la cattura di un “serpente” molto gustoso, forse non era propriamente un serpente e poi c'era selvaggina) insomma, malattie veneree – gli indios dicono che le portarono i marinai, i cristiani danno la colpa agli stanziali – gelosie per il possesso di donne molto accondiscendenti, dieta sbagliata e odio locale, devono essere la miscela che fece esplodere la strage.



La seconda spedizione di Colombo ebbe luogo nel settembre del 1493, questa volta forte di 17 navi e 1500 uomini di equipaggio.
 Nel corso del viaggio Colombo sbarcò nelle isole di Dominica, Guadalupa e Antigua.

Il 27 novembre gettò l’ancora di fronte a Hispaniola, presso il fortino La Navidad, che nel frattempo era stato distrutto. Tutti i suoi uomini erano stati uccisi. Colombo abbandonò le rovine e, nelle vicinanze dell’odierno Capo Isabella, oggi nella Repubblica Dominicana, fondò la Colonia di Isabella, che fu il primo insediamento permanente europeo nel Nuovo Mondo.
 Lasciata la colonia nel 1494, Colombo fece dei rilevamenti lungo la costa di Cuba, che egli non riconobbe come isola ma che ritenne essere invece parte del continente asiatico, e proseguì poi verso la Giamaica.




















5.

NOTIZIE DA CUBA

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Quando gli americani fecero scoppiare la bolla speculative che immerdò il mondo capitalista, io scrissi un pezzo (s)memorabile:

Io, speriamo che Fidel Castro muore adesso

Di tutti gli eroi mummificati del secolo scorso, Lenin, Stalin, Mao, Ocimin, Papa Giovanni, il Fidel è rimasto l’ultimo che sebbene mummificato, respira ancora.
È fuori dai giochi politici e il fratello sta tentando timide riforme che a lui, leninista della prima ora, non piacerebbero certo.
L’Occidente e il Capitalismo si è avvoltolato in una crisi epocale. Quale miglior momento per tirare le gambette per un inguaribile visionario che per cinquant’anni non ha aspettato altro che questo momento?
Non sarebbe il momento migliore questo per andarsene in gloria?
Io penso di sì.
Per lui che non si attende il Paradiso, ci potrebbe essere un regalo migliore?

P.S: Il titolo “sgarruppato” è una poco dotta citazione

MA IL DESTINO AVEVA DISPOSTO DIVERSAMENTE
e il nostro Comandante in Chefe rimase aggrappato al potere e alla vita finchè l'altro giorno vidi la sua foto su una sedia a rotelle e poi questa:








E mi venne da sorridere, pensando che se Hector Zumbado non fosse  morto, chissà le risate che si farebbe, oggi.
Forse non ne avete mai sentito parlare, ma io incontrai per caso la sua scrittura morbida ma inesorabile su vecchi numeri della rivista Bohemia che all'Avana per qualche tempo indicò la via culturale alla Rivoluzione, e ne rimasi tanto affascinato da non riprendermi più (infatti ormai scrivo come lui). Chiesi all'Associazione Culturale Cubana, ma le risposte erano vaghe, dicevano fosse morto ma questo fatto non stava scritto da nessuna parte. In realtà, e lo accertai dopo lungo scarpinare, era stato colpito da una bastonata alla testa mentre se ne tornava mezzo ubriaco da uno dei suoi soliti giri nelle cervezerie della città vecchia e il colpo gli aveva fatto perdere la parola e buona parte delle facoltà intellettive. Erano gli anni settanta e di lui non si sentì più parlare fino al 2000 quando la Casa delle Americhe gli conferì un premio "alla memoria" per il suo umorismo tagliente e raffinato (così almeno stava scritto nella motivazione).
Povero Zumbo!
Ricordatevi quando sarete in Paradiso, (tutti i miei lettori ci andranno, ne sono sicuro) giunti di fronte al grande cancello e all'inferriata d'oro che ne recinta il giardino, guardate alla vostra destra, là ci vedrete una sorta di agorà affollata di gente che non è potuta entrare: Socrate, Voltaire, Lutero e tanti altri pensatori. Ci saremo io e i miei quattro amici anarchici tutti morti prima di me (essere anarchici porta sfiga) che stiamo giocando a briscola chiamata, e seduto per terra piangendo vedrete il Ghandi poveraccio, pensate una vita ascetica per guadagnarsi il Paradiso e poi gli è capitato il nostro!  Sul portone c'era San Pietro che gli parlava in aramaico, povero Mahatma, che delusione...
Beh, insomma, state tranquilli che lì ci vedrete Hector Zumbado per gli amici "Zumbo" che ridendo vi racconterà di quando scrisse il racconto breve: "Il Tiranno" dove raccontava di questo Mammasantissima che invecchiava e non voleva andarsene dal Palazzo, finchè gli venne una paralisi, e i medici dissero che per salvarlo occorreva amputargli le braccia, ma la paralisi continuò e gli amputarono le gambe e lo portavano in giro con una speciale sedia a rotelle finchè il Tiranno peggiorò e la soluzione fu quella di estirpargli il tronco e tenere solo la testa, dalla quale però col tempo dovettero togliere la mandibola, e poi e poi... insomma finchè arrivò il tempo delle decisione estreme ma non lo lasciarono morire, perchè l'ideologia che rappresentava era troppo preziosa per buttarla via così. Decisero di  portarlo in giro per le piazze, adagiato su un cuscino, solo un suo occhio e l'orecchio sinistro, e un grande cartello con il nome del Tiranno scritto sopra, che quando la gente lo vedeva apparire gridava di gioia...
Ehehehe, chissà le risate che si farebbe oggi lo scrittore satirico Hector Zumbado, per gli amici Zumbo, quarant'anni dopo quella tremenda bastonata che gli ha tolto la parola e gli ha fatto cadere la penna di mano, se vedesse il suo Comandate in Chefe - in nome del quale qualcuno compì il misfatto sulla sua persona e sulla Satira tutta - che non riescono a seppellirlo e che da ieri lo portano in giro con la sedia a rotelle,  immagine terribile di una rivoluzione incompiuta che non riesce a finire, ma che agli occhi di Zumbo è solo l'anticipo di quello che potrebbe accadere e che lui aveva previsto ridendoci sopra, fino a quella tremenda bastonata...
Hasta la victoria siempre, Zumbo!


Le foto di Castro sulla sedia a rotelle le trovate anche qui:




ALEXANDRA

“Gentili signore, io vi sono grato per la gentilezza con cui mi accogliete. Ma ormai lo sapete, io non posso più nascondervelo, amo pazzamente vostra nipote. Mi rendo conto della grande differenza d'età, inoltre non ho nulla da offrirle: non sono divorziato e non posso sposarla, non potrò fare figli con lei perchè sono sterile, non ho una casa e nemmeno un lavoro. Non voglio creare scandalo, ma vi prego solamente di permettermi di frequentarla fino a quando non giudicherete siano maturate le condizioni adatte per farla venire a vivere con me, naturalmente se Alexandra è d'accordo...”

Splendido discorso. Chiaro e circonciso.
(Sì lo so, si scrive conciso, ma volevo strapparti un sorriso, via non fare il pinolo)
Il problema è che tutta questa pappardella che hai letta in un fiato, io la pronunciai a spizzichi e bocconi durante i sette mesi che durarono le mie visite a quella famiglia!
Eh, sì. Proprio sette mesi. Io arrivavo, e trovavo Alexandra con la ramazza in mano mentre lavava il pavimento. Visione sublime, solo più tardi scoprii che quella era una famiglia con lavori altamente specializzati, Ale era specializzata nel lavare il pavimento e quando venne a vivere con me, non faceva altro, nè lavare i piatti o la biancheria, non stirava, non puliva i vetri... nulla. Solo lavava il pavimento. Io con dolcezza le dissi che non poteva fare solo quello e lei dopo un poco capì tanto bene, che smise pure di ramazzare.

Allora dicevo, io arrivavo nel patio dove c'era tutta la famiglia, chi si lavava i piedi, chi i capelli, chi si faceva le unghie mentre i bambini correvano schiamazzando qua e là. Davo ai bimbi cento pesos e andavano a comprare i limoni lo zucchero e il ghiaccio così Ale mi preparava una freschissima limonata che noi sorbivamo in silenzio, sedia contro sedia, in un angolo del patio.
Senza parlare, perchè lei, Alexandra non parlava MAI!

All'imbrunire chiamavo un moto-concho che mi riportasse a Boca Chica e castamente com'ero venuto, così castamente me ne andavo sulla Duarte dove sempre castamente andavo a puttane.
Così per i primi sette mesi.
Solo nella mia stanza le scrissi una poesia che le misi in mano uno di quei pomeriggi nel patio.

Quando mi tocchi l'anima,
è come se dicessi:”Apriti Sesamo”
e il mio petto, provvisto di uno zip....
zac! e ti mostra il mio cuore.

Scrutalo bene,
perchè troverai una porticina
e una volta entrata dovrai salire
la scala a chiocciola
che porta al lucernario
da cui entra quella lucina blu...

L'hai fatto? Bene.
Adesso picchietta sui vetri
della porta-finestra che si apre
sul pianerottolo e avrai
la più bella sorpresa:
la personcina che verrà ad aprire sei tu!
Angelo che vivi nel cuore del mio cuore,
in un giardino pieno di fiori.


Non la lesse subito perchè era timida.
Lasciai che se la leggesse con calma in camera sua.
Ma non la lesse mai.
Meglio così


















6.
LA CORRUZIONE


ARRESTATI 27 POLIZIOTTI ANTIDROGA
e il loro colonnello.
Sono notizie usuali qui a Santo Domingo, dove poliziotti che guadagnano 200 dollari al mese combattono contro trafficanti che distribuiscono milioni di dollari di droga al giorno!!

http://www.listin.com.do/app/frontpage.aspx



Questo è uno dei frequenti articoli che escono sui quotidiani locali. Il sistema è talmente corrotto che ogni tanto è necessario un repulisti generale. Una volta spazzano via TUTTA la Corte Suprema, una volta tocca alla Polizia Nazionale dai Colonnelli in giù, una volta tutta la Fiscalia (sarebbero i pubblici ministeri di un sistema giudiziario all'inglese) e così via. Ogni paio d'anni una specie di tsunami che mette ai posti di comando facce nuove che una volta immersi in questo guano di corruttela faranno esattamente come i predecessori fino al prossimo repulisti.

Qui a Boca Chica ne ho viste e sentite di tutto e di più tanto che mi sono fatto l'idea personale che i più marci, i più corrotti, i più inaffidabili di tutti siano gli avvocati di qui.
Sto cercando nella memoria qualche faccia che conosco per poter dire “quasi tutti” o “meno quello” ma proprio sforzandomi di cercare in questo verminaio
non riesco a trovarne uno pulito. Opinione personale, ripeto. Magari c'è e se ne sta nascosto alla mia vista, che venga avanti e si faccia riconoscere, please!

Il problema fondamentale del sembrare ma non è così, sono le proprietà immobiliari che vengono certificati con un “Titulo” che sarebbe il certificato di proprietà sancita dal Tribunal de la Tierra che sarebbe il nostro catasto. Inutile dirti che pure qui ogni tanto c'è uno tsunami che spazza via direttori, dirigenti, manager, segretarie e impiegati corrotti, ma queste depurazioni non correggono il male fatto, che sarebbe la falsa attribuzione della proprietà.
Cominciò tutto con la rivoluzione militare che depose Trujillo. I Generali e le alte gerarchie, presero tutta la terra che era proprietà dello Stato e se la intestarono con tanto di Titulo. Espropri illegali, annessioni, eredità non riconosciute, tutto questo casino fece in modo che fino agli anni scorsi, il certificato di proprietà fosse una specie di scommessa e tu per essere sicuro, come un pollastro, ti affidavi ad uno degli avvocati di Boca Chica...
Te la faccio breve perchè dobbiamo parlare d'altro: la maggior parte delle proprietà contestate o che finiscono in tribunale poi alla lunga e miracolosamente alla fine del procedimento risultano intestate a questi avvocaticchi... ehehehehehe
Una cosa che terrorizza i Tigre di qui, è quella di essere trasferiti all Vittoria, il carcere della capitale. Raccontano aneddoti da paura.
Io anni fa ci venni trasferito per caso. Avevo comprato una vecchia Jeep Willie e per non sbagliare mi ero affidato alla consulenza di un avvocato di Boca Chica dal nome altisonante, non me lo ricordo più esattamente ma suonava tipo: Christo della Croce e della Sacra Famiglia, una cosa così, ma che i locali chiamavano affettuosamente: “El Ladron” il ladro. Insomma al primo controllo il veicolo risultò rubato, i documenti falsificati, e così mi obbligarono a parcheggiare la Jeep alla Vittoria in attesa di accertamenti.
Era mattino e nel centro del cortile si ergeva una grande gabbia con dentro una trentina di esseri umani in mezzo a cacche e pipì di ogni sorta. Arrivò un militare con una grossa manghera, tipo quella dei pompieri e cominciò ad innaffiare con un potente getto d'acqua pulendo il pavimento della gabbia, e già che c'era investendo col getto pure i prigionieri. C'era il sole e si sarebbero asciugati presto, ma a me ricordò la maniera in cui puliscono le gabbie dei grandi animali allo Zoo e la cosa mi fece impressione.

Ora questi racconti a mezza bocca che ti fanno i Tigre.
Raccontano che possono avere tre condanne al massimo. Alla terza vengono a prenderli di notte dicendo che li trasferiscono poi li portano sulla camionabile e li ammazzano a pistolettate, come cani.
Leggende? Mah, non è raro di notte sentire i colpi di una sparatoria sulla camionabile, è lontana dagli alberghi, e nessuno ne parla. Il mattino uno stringato comunicato della polizia: “Stanotte in un tiroteo, è rimasto ucciso il pregiudicato...” Tiroteo, una sparatoria, capisci?

Un giorno un pregiudicato va all'ospedale per farsi medicare. Qualcuno chiama la polizia nazionale ed arrivano in sei e lo aspettano fuori ad armi spiegate. Lui esce e rimane sorpreso, poi sorride e allarga le braccia con i palmi aperti, verso di loro e rimane fermo. Un poliziotto più nervoso degli altri apre il fuoco, e per emulazione sparano tutti crivellando il giovane che cade stecchito. Comunicato della polizia: “Oggi in un tiroteo è rimasto ucciso il pregiudicato....”
Ma non avevano fatto i conti con le nuove tecnologie. Infatti un passante aveva con sé il telefonino ed aveva filmato tutta la scena postandola poi al sito di una televisione locale, la CDN2 dove ogni giorno Josè Gutierrez tra le altre notizie locali legge pure i comunicati della polizia. è bravo questo giornalista e pure molto seguito. Legge il comunicato, poi mostra il filmato.
Un polverone!
Da allora la polizia ci va cauta con i comunicati stampa.


Altro mistero.
Una notte, verso le tre,  arrivano dodici poliziotti dell'antidroga al reparto container della Parmalat. Il maggiore disarma la guardia che rimane all'esterno con un poliziotto antidroga, e gli altri fanno il bliz.
Alle sei di mattina se ne vanno, liberano la guardia e spariscono nel nulla.
Il mattino dopo il personale della Parmalat denuncia una rapina di centocinquantamila dollari, il contenuto della cassaforte.
Arrivano gli investigatori e arrestano la guarda, evidentemente complice. Ma lui si difende: guardate, che c'era un colonnello dell'antidroga, mi ha mostrato i documenti prima di disarmarmi.
Scandalo! Perchè allora il sospetto era che non fosse una rapina  ma l'importo della corruzione per NON aver trovato droga nei container...
Sempre Gutierrez a menare il torrone, finchè arrivano le dichiarazioni pubbliche di tutte le autoritaà di Santo Domingo. Lo scandalo è grosso, chi ha sbagliato pagherà, lasciateci indagare.
Hai sentito altre notizie su questo caso? No? Nemmeno io. E neppure i dominicani. Finchè un giorno...

ARRESTATI 27 POLIZIOTTI ANTIDROGA
e il loro colonnello.
Sono notizie usuali qui a Santo Domingo, dove poliziotti che guadagnano 200 dollari al mese combattono contro trafficanti che distribuiscono milioni di dollari di droga al giorno!!

http://www.listin.com.do/app/frontpage.aspx
SANTO DOMINGO.- El director del Departamento de Asuntos Internos de la Policía Nacional, Manuel Castro Castillo, ordenó ayer el arresto y traslado al Palacio de la Policía en Santo Domingo de 27 miembros de esa institución, incluyendo al titular de la Dirección Adjunta de Investigaciones Criminales, coronel Frank Almonte.  Oficiales, alistados y rasos de la Dirección Regional Norte de la Policía fueron detenidos en relación a su supuesta vinculación en hechos que van desde el cobro de peaje y muerte a narcos.

Senza altre spiegazioni....


Il voto degli italiani all’estero: Santo Domingo

     -    Toc Toc Toc, Signor Vincent?
Sono io, mi dica
È una compagnia privata di recapiti:
     -    Dovrebbe firmare qui, la sua scheda elettorale…
     -    Ma consegnate le schede elettorali oggi?
     -    Il Consolato d’Italia ha detto che poiché ci sono stati ritardi hanno allungato
          di due settimane la data utile per il voto…
È sicuro di quello che dice?
Ci hanno detto di dire così…
Ah, ma un momento. Aspetti. Questa non è la mia scheda… Io sono Vincent di cognome, questo è Vincenzo B*, non sono io
Eppure c’è il suo indirizzo
No, nemmeno l’indirizzo è giusto.
Abbiamo qui altre cinque buste che non riusciamo a consegnare. Ne conosce qualcuno?
No, nessuno. Eppure il paese è piccolo. Se non riuscite a consegnare le riportate al Consolato?
Sorride:
Veniamo pagati a consegna. Vedrà che prima di sera li troviamo…
Sì, altrimenti chissà dove finiscono.

Protestano gli agricoltori di Santo Domingo

Succede che troppo spesso gli animali feroci dello Zoo della capitale se ne scappino attraverso i buchi della rete perimetrale mettendo in pericolo gli abitanti dei villaggi limitrofi. Fernando Marte, che capeggia la protesta, venne assalito da una tigre mentre stava lavorando nei campi. Fuggì terrorizzato e per fortuna l’animale preferì il suo cavallo. Tutta la famiglia rimase pietrificata osservando la tigre che divorara la povera bestia, finchè arrivò il personale dello Zoo a liberarli dall’ingombrante presenza.
La settimana scorsa un gruppo di avventori della locale “cervezeria” che stavano giocando a domino si sono visti interrompere la partita da un gorilla che voleva partecipare al gioco…
Insomma, al mondo ognuno ha i suoi problemi, e non possiamo trascurare il grido di dolore che viene da questi terrorizzati dominicani…



Ma come può essere successo tutto questo?
Come è possibile mi chiedo che una ragazzina ben educata, pulita, cresciuta in una famiglia povera ma ineccepibile, poi sia diventata tutto questo?
Certo, la colpa dev'essere anche mia. Ma prima di tutto dell'ambiente, perchè noi non siamo tutto quello che abbiamo ereditato col patrimonio genetico. A formare quello che noi siamo è stato determinante anche la famiglia in cui siamo cresciuti e l'ambiente attorno a noi, dove siamo maturati.
E le persone che abbiamo incontrato. Eh sì, perchè pensaci bene, le persone che incontri plasmano la tua vita. è come una lotteria, chi pesca bene e chi pesca male. Io penso che non ci sia alcuna differenza sostanziale tra l'assassino e il suo giudice, la differenza la fa dove sono nati, l'ambiente in cui sono cresciuti e le persone che hanno incontrato.

Se Ale era stata tollerata nella classe con le bambine malgrado fosse una pennellona, ora che era venuta a vivere con me era stata dirottata verso la scuola serale, la prima corruttrice delle giovani di Boca Chica.
Il Corriere pubblicò un reportage sul turismo sessuale a firma di Gabriela Jacomella e rimasi colpito dalle cose che descriveva e che io non avevo mai visto in giro. Le scrissi chiedendole spiegazioni, e lei mi disse di andare a passeggiare sulla Duarte e aprire gli occhi.
Eh, sì. Aveva proprio ragione la giornalista, inoltre seduto ai tavolini del primo caffè vicino al parco, ascoltavo i commenti di un paio di stanziali appoggiati alla loro gippetta bianca, con amici appena arrivati, che appunto dicevano che invece del solito troiaio che si trovava là sotto, era meglio andare ad aspettare queste squinzie all'uscita della scuola serale.

La scuola a Santo Domingo assomiglia alla nostra Scolastica medievale. Il professore detta i capitoli delle materie e le ragazze scrivono. Molto spesso non detta nemmeno, ma dà loro da copiare da pagina...a pagina, il tempo giusto perchè suoni la campanella e vadano a casa. E all'uscita le solite chiacchiere delle ragazze, i capelli finti, le unghie false, la telenovela... poi ci sono i discorsi 
più interessati: “a me il vecchio ha regalato la ricarica...” a me ha regalato questo cellulare...” ...lo porto a fare la spesa al supermercato...” e le più piccole ascoltano e pensano: “Ma è davvero tutto così facile?”
Poi vanno a passeggiare un poco prima di rientrare in casa, ma dagli sguardi i più scafati capiscono quando sono interessate...
Va bene, ho aperto gli occhi.
Stasera vado all'uscita dalla scuola a vedere di persona...




...POI TI CAPITA DI PASSARE PER CASO DALLA SPIAGGIA...
con quella brezza fresca sul viso, ti chiedi come sia possibile
che ti venga l'insopprimibile voglia di andar via...


Che poi leggi il mito, la storia, le cronache, i viaggi, va a finire sempre che è l'amore che risolve tutto. E non si sa se è vero o se è la penna del narratore che ci mette anche quello che non c'è. Chissà.
Ti avevo raccontato la tragedia del naufragio della Santa Maria la notte di Natale e la brutta fine che fecero i marinai lasciati a terra in attesa del ritorno di Colombo, il quale fece un pessimo viaggio per la Spagna, partito da Samanà, fu  colto da un pauroso fortunale, tanto che a terra arrivò prima la caracca (non erano caravelle) di Punzon, il comandante della Pinta. Successe però che la notte prima che arrivassero i diplomatici portoghesi, questo meschino venne misteriosamente assassinato, così che tutto l'onore e il tripudio se lo prese il nostro ineffabile Colombo... ehehehe  risvolti tragici della gloria...
Ferdinando, il figlio che scrisse le memorie stampate in italiano a Venezia nel 1571, la racconta così:
E avvenne appunto che quando l'Ammiraglio fu giunto a Palos, il Pinzón era capitato in Galizia, e voleva andare personalmente a Barcellona a dare la nuova del successo ai Re Cattolici, i quali gli mandarono a far intendere ch'egli non vi andasse se non con l'Ammiraglio con cui egli s'era inviato allo scoprimento: di che egli ebbe tanto cordoglio e sdegno, che se n'andò alla sua patria indisposto, dove in pochi giorni si morì di dolore....”

Partirono pieni d'entusiasmo per il secondo viaggio, con 17 navi 1.500 persone e molti cavalli ed animali. Scoprirono nuove isole prima d'arrivare, Guadalupa, Monserrat e Giamaica. Poi le isole Vergini e finalmente approdarono a Samanà e poi l'Ammiraglio volle raggiungere il villaggio coi naufraghi ma lo trovò bruciato e il Cacicco diede la colpa ad altri Cacicci e ai litigi tra i marinai cattolici. Colombo si spostò di qualche lega e fondò Isabela, questo famoso insediamento di cui ti ho già parlato. 12 navi tornarono in Spagna e gli altri colonizzarono il luogo.
Al ritorno in America durante il terzo viaggio, le cronache raccontano cose tragiche: quasi tutti i coloni morti, 160 in gravi condizioni a causa del “mal francese” gli indios decimati da vaiolo, tifo e morbillo portato dai marinai e dalle pessime condizioni di lavoro a cui erano sottoposti.
Ferdinando racconta che erano attecchiti solamente alcuni meloni e l'uva, ma il grano e i ceci non germogliavano.
E qui si snoda un racconto verbale tra cronaca e leggenda che parla di un'india che insegnò al suo fidanzato, uno dei primi coloni, come seminare il grano in quella terra che risultava troppo arida.
Prese un pesciolino e dentro la pancia mise un paio di chicchi, poi li seppellì. Il pesce imputridendo, fungeva da letame e il chiccho alimentato da questo primitivo fertilizzante finalmente germogliò. Purtroppo la farina per fare il pane non era molta e i coloni non erano abituati al pane di casaba e di mais, inoltre la dieta di pesce non li nutriva. Sempre Ferdinando racconta che alcuni marinai mangiavano la carne salata al buio di notte per non vedere i vermi che la putrefazione aveva generato, e le gallette di pane imputridivano con il clima.
Insomma, una strage...

A proposito del “mal francese” cioè la sifilide, la controversia è ancora in atto dopo cinque secoli, furono gli indigeni ad infettare i marinai o viceversa?
Certo è che la malattia venerea era sconosciuta tra gli indigeni, così come le cronache non registrano questa infermità in Europa prima della scoperta delle Americhe.
Le cronache dei primi viaggi parlano di navi che facevano tappa alle Canarie per caricare le capre da portare vive al Nuovo Continente, e da qui si potrebbe elaborare una teoria non dimostrabile, e cioè che vista la lunghezza dei nuovi viaggi intercontinentali, i marinai abbiano fatto sesso con le capre e da esse si siano infettati, trasmettendo poi la terribile malattia, agli indios e al ritorno alle prostitute dei vari porti europei...
Teorie, solo teorie...


































7.

ALE

Scese la sera e alle otto e mezza ero fuori dalla scuola ad aspettare. Mi misi in un angolo buio e notai che c'erano anche alcuni “gringos” che aspettavano fingendo indifferenza. Là avanti c'era pure la gippetta bianca di quei bellimbusti che si erano ripromessi di venire a cacciare carne fresca e insomma pensai che la giornalista del Corriere ci aveva visto giusto...

C'era stata una polemicuccia con la scuola per via di tutto questo torbido, tanto che il ministero aveva deciso di mettere guardie giurate per proteggere le minorenni.
Uscirono ad ondate, cinquettando come uccellini di bosco, erano molte le risa, mettevano il buonumore...
Uscì pure Alessandra con la poliziotta, attraversarono la strada e...
salirono sulla gippetta bianca!
Rimasi di sasso, senza fiato, hai capito la poliziotta? Messa lì per proteggere le bambine era la prima a salire sulle auto dei turisti in cerca di emozioni, e portandosi pure una delle studentesse che avrebbe dovuto proteggere!
Tornai a casa ad aspettare.
Rientrò che era quasi mezzanotte e le chiesi, dove sei stata? Oh, niente a bere qualcosa al drin con i miei compagni di classe...
Il drin sarebbe la forma spagnoleggiante del Drinks, un luogo che vende superalcoolici all'ingrosso e che la sera spaccia al minuto ai dominicani che affollano la strada tutta intorno.
Guarda che sono venuto giù e ti ho visto andare via con la poliziotta. Niente compagni di scuola quindi, ah sì erano amici suoi ma poi sono andata da Jennifer e con lei siamo andate al drin, guarda che Jennifer era qui da sua zia..
sì ma dopo. Guarda che quelli della gippetta sono turisti italiani in cerca di avventure, ah certo. Uno di loro è innamorato del mio insegnante che è “pagaro” (omosessuale) e la poliziotta le portava un messaggio. Le portava un messaggio ma loro si portavano via voi... no, io sono scesa subito per andare da Jenifer! Guarda che Jennifer era qui!
Inutile. Tutto inutile, quando un essere razionale, con tanto di logica, con avvenimenti che vengono dopo altri e quindi ne conseguono, con lo scorrere del tempo uniforme e progressivo, incoccia in una discussione con un essere tribale auditivo mitologico, con il tempo che può essere prima e dopo, sopra e sotto, qui e là si equivalgono, la discussione non riesce ad andare oltre l' incomprensione reciproca.
Ti faccio un esempio, così capisci prima.
Un giorno torno a casa e trovo Ale con un foulard viola in testa, chiusa nella cameretta davanti all'altarino della Santeria, che sbatte le maracas cantando nenie. Cosa stai facendo? Le chiedo. Nulla di speciale, si è rotta la televisione e sto invocando Santa Marta perchà me la ripari.
Piccolo inciso: Santa Marta non è la nostra santa ma un'entità della Santeria dominicana che non è compresa negli Orisha. Sarebbe Santa Marta dei Serpenti, una specie di dea Kalì che possiede le persone durante riti collettivi chiamati tamboor, dove la gente si agita fino ad essere “posseduta”.
Alessandra, le dico, se si è rotta la televisione devi chiamare il tecnico non Santa Marta, ti pare? No, sarà lei a ripararmela. Va bene, fa quello che ti pare, le dico chiudendo la porta della stanzetta “dei miracoli” e andando sul balcone. Mi affaccio e chi ti vedo? Plomerito, l'elettricista faccio-tutto-io e lo chiamo. Guarda se puoi ripararmi la televisione altrimenti chiamiamo tuo cugino che è il tecnico. Plomerito prende in mano il controllo remoto, armeggia un pochino poi dice, guarda non c'è nulla di guasto, è solo andato fuori sintonia, adesso fai ripartire il tutto e vedrai che funziona come prima.
Infatti.
Lo ringrazio, lo accompagno alla porta e rientro nella “stanza dei miracoli”. Smetti con quella nenia, la televisione funziona  e puoi finalmente vedere la tua telenovela...
Hai visto? Dice lei, Santa Marta ha riparato il televisore... No, guarda che casualmente è salito Plomerito e il televisore l'ha riparato lui. Certo, ma se non c'era Santa Marta che lo faceva passare qui sotto, noi avevamo il televisore rotto, ma non era rotto, sei tu che chissà cos'avrai smanazzato per metterlo fuori sintonia, aspetta che ringrazio Santa Marta per avermi riparato il televisore e poi vengo...
Capisci? Tra il razionale e l'irrazionale non c'è partita.

Ale avrà cambiato una decina di telefonini. O li perdeva, o fingeva di perderli per regalarli o impegnarli per racimolare qualche soldo, o li sbatteva a terra perchè il modello era vecchio, o le cadeva nel cesso (è successo pure quello) insomma c'erano periodi in cui usava il mio. Era troppo naif per cambiare il chip o cancellare le chiamate o i messaggi che riceveva, così senza che le dicessi nulla sapevo tutte le porcheria che stava combinando.
Era scesa al colmado per comprare qualcosa per il pranzo quando suona il telefono, pronto c'è Alice? Alice chi? Ah – capisco tutto al volo – Alice, no, è passata di qui stamattina ma ha dimenticato il telefono. Tu sei quello di ieri sera? Sì, sono Andrea. Senti tu dovresti essere il suo fidanzato...  Ma no, cosa dici? Queste sono gallinelle intercambiabili. Me la scopo ogni tanto, niente di più. Lei vive a casa sua ed io a casa mia... Ah ecco. Perchè è venuta di corsa stamattina per dirmi che il fidanzato ha scoperto tutto e che devo dire di essere innamorato del suo insegnante, ma sai, non mi va di passare per frocio...
Hai ragione! Ma non ti devi lasciar coinvolgere, sai sono sgualdrinelle che un giorno vanno con uno, un giorno con l'altro....
...e si fanno pagare! Dice lui.
Rido, ah ah ah, perchè l'avresti pagata forse? Mah, sai. Trombare l'ho trombata, poi mi ha chiesto 800 pesos per andare dal parrucchiere, cosa vuoi è sempre un buon prezzo per una prostituta...
Non riuscii a trattenere le lacrime.
Avevano ragione gli antichi quando misero l'amore in fondo al cuore, perchè è lì che senti qualcosa che si rompe.
T'innamori e batte forte il cuore, scopri che si vende, e il cuore si spezza..




8.

LA RELIGIONE

In tutti gli anni passati su quest'isola, non mi è mai capitato di vedere un dominicano seduto in un parco o nel suo patio, o in riva al mare, che leggesse un libro. Mai, se si esclude la Bibbia che alcuni centellinano in modo addirittura maniacale. Ti capita di vedere qualcuno per strada con un libro in mano, questo di solito ha pure una camicia bianca ed è uno di quei pastori di sette più o meno riconosciute che vanno in giro a predicare la parola di Dio, che secondo me, proprio di Dio non è.

Segui il mio ragionamento, vi sono racconti biblici del Pentateuco che risalgono all'ottocento prima di Cristo poi riscritte in ebraico rabbinico attorno al quinto secolo a.C. durante la prigionia sotto Nabuccodionosor.
Gesù Cristo parlava aramaico, le sue loghìe scritte in greco risalgono al secondo secolo poi diventate Vangeli con il Concilio di Nicea. Tradotte in latino dalla Chiesa Cattolica vennero quindi tradotte in italiano dal Manuzio e in tedesco da Lutero nel sec. XVI e nel XVII anche in spagnolo e in cirillico. Da queste scritture e riscritture deriva la Bibbia con cui predicano questi fanatici religiosi che si fanno chiamare Cristiani, mentre i Cattolici sono fanatici integralisti che si lasciano incantare dalla parola spagnola senza un approfondimento, una comparazione coi testi storici, con le controversie, le pie frodi... come puoi chiamare questa parola di Dio? Certamente in origine chi scrisse sarà stato ispirato da Lui, ma in tutti questi seguiti, di scritture sopra scritture traduzioni, traslitterazioni, stampe e ristampe, possibile che non ci sia stato MAI un errore umano?
Potrebbe essere possibile che Gesù Cristo abbia detto in aramaico che è più facile far entrare la gomena di una nave nella cruna di un ago che un ricco nel Regno dei Cieli e che il traduttore greco abbia scritto càmelos ma il traduttore latino abbia compreso camèlos e abbia tradotto alla cazzodicane?
Possibile, ma comunemente abbiamo accettato cammello (che non vive in Africa, e certamente Gesù Cristo non ne ha mai visto uno) e così sia.

Ma non era di questo fanatismo che volevo parlarti, anche se mi fanno paura quei popoli che in tutta la loro vita leggono un solo libro...
Volevo dirti che sotto la religione ufficiale serpeggia qui in Santo Domingo una derivazione della Santeria che non è così profonda come l'Orisha cubano o il Woodoo haitiano ma che esiste e convive con la religione ufficiale.
Ci credono tutti, anche quelli che dicono di non crederci e non è raro vedere inaugurazioni di negozi non strani riti d'iniziazione o al mattino donnette che puliscono i negozi con pozioni propiziatorie per far entrare i clienti.
Sono rituali magici di antica origine probabilmente importati dagli schiavi africani, ma che sotto sotto, convivono con la religione ufficiale.
D'altra parte se la superstizione è la religione degli altri, chissà se ad inaugurare un nuovo negozio, quando chiami il prete a spargere acqua, non sia considerato dagli altri, pura superstizione...

GLI OSPITI ILLUSTRI


Confermo la nobiltà della regina Sofia, che ho avuto modo di conoscere lo scorso febbraio. è venuta in Rep. Dominicana con un volo di linea normale ed ha passato una settimana muovendosi con un pulmino mezzo scassato, che le ha dato la possibilità di girare inosservata e visitare anche i luoghi più poveri (come era sua intenzione)....
Alle varie attività (a parte quelle di gala) è sempre venuta con vestiti casuals...
Con ciò che voglio dire...
Che sogno sarebbe per l'Italia avere una persona così umile e modesta e veramente preoccupata per il suo paese, invece di essere circondata e governata da tanti cretini.....
Distinti saluti Simona

Simona Cappelli
Restauradora Conservadora Obras de Arte
Calle Padre Montesino n. 4 - Zona Universitaria
Santo Domingo, República Dominicana



C'è un palazzone affittato ora dalla compagnia elettrica, una specie di torta ottocentesca che posta in altro luogo potrebbe essere adibito ad albergo neo classico superlusso, era di un tipo al quale venne sequestrato per via che i suoi dollari puzzavano di droga.

Molti i sequestri, molte le superville comprate con flussi di danaro di dubbia provenienza, la villa al fianco di quella del presidente Lionel a Guandolio, per esempio. La gente dice sia dei Gambino, oppure l'enorme investimento dalle parti di Puerto Plata, un insediamento con ville campi da golf, che sembra essere a Miami, tanto che vengono a svernare pensionati americani, si dice che i soldi li abbiano messi i Gotti... Leggende? Forse.

Megaville sorgono alla Romana, da quella di Gaucci alla più recente di Dell'Utri il quale aveva addirittura comprato la cittadinanza dominicana ma dopo un poco se ne era tornato in Italia dicendo che si rompeva i co**ioni. Si vede che le bellezze del luogo non gli facevano effetto e ha preferito fare la fine del topo in Libano...

Certo una volta era più facile: venivi qui con un pacco di soldi e aprivi un conto bancario. Questo è un paese senza accordi internazionali per l'estradizione e il gioco era fatto. Però gli Americani da qualche anno hanno messo un freno a questo malaffare, hanno detto alle autorità dominicane che se non mettevano controlli sui flussi di denaro e se non avessero permesso l'estradizione negli U.S.A. almeno per riciclaggio e narcodollari, allora avrebbero collocato Santo Domingo nella lista dei Paesi Canaglia, il che vuol dire niente aiuti, niente prestiti, niente danaro a fondo perduto dall'Unicef (danaro maneggiato dalla Primera Dama, che era la moglie del Presidente Leonel ma ora con le nuove elezioni è diventata Vice Presidente della Repubblica. Per inciso durante il mandato del marito venne scoperto un conto estero a suo nome, ma lo scandalo cadde nel nulla come sempre).
Insomma, per fartela breve le autorità monetarie dominicane accettarono i nuovi controlli ed ora per aprire un conto bancario da queste parti occorre sottostare ad una procedura complicatissima.
Anche l'estradizione ha subito variazioni. Poni che l'Italia voglia acchiappare
qualche mafiosetto, basta che faccia richiesta agli USA con la motivazione del riciclaggio e narcodollari e quelli verranno a prelevare il tizio, poi all'aeroporto lo gireranno al mittente. Capito come funziona?
Così avrai letto recentemente di mammasantissima catturati a Santo Domingo, certo, ma non da noi.

Un caso misterioso è quello di Corallo. Ci ho scritto sopra fiumi d'inchiostro quando aprì il secondo Casinò qui sull'isola. Il Re delle slot machine in Italia, con un'evasione erariale miliardaria quasi tutta condonata, tramite alcuni prestanome risultava pure nell'inchiesta dell'aquisto fasullo della casa di Montecarlo di Gianfranco Fini, che più volte era venuto a fargli visita.
Bene, senza problemi, senza minacce d'estradizione, chiuso nella botte di ferro dominicana, un giorno ha preso un aereo per l'Italia e si è fatto arrestare all'aeroporto di Fiumicino sparendo per sempre dalle cronache...
Un giorno leggeremo di lui, forse, dopo che magari avrà bevuto un caffè alla Pisciotta in carcere (sempre che sia in carcere, off corse)
ehehehe


Degli italiani residenti a Boca Chica, meglio non fidarsi. Se si escludono i vecchietti pensionati che aspettano i soldi dall'Italia al principio del mese e si trascinano in ciabatte, calzoncini e canottiera tra casa e le panchine del parco, se si escludono quelli proprio ricchi (rarissimi, perchè se sono ricchi non vengono a vivere a Boca Chica) gli altri, quelli di mezzo diciamo, togli gli italiani che hanno deciso di aprire un'attività e si danno da fare e li vedi, gli altri, quelli del vorrei ma non posso, che passano le mattinate in spiaggia al Puerco Rosado parlando di milioni, quelli che non ti preoccupare ci penso io, quelli che conosco un magistrato..., quelli che si potrebbe mettere su un'attività interessante, ecco quelli, sono tutti scappati da qualcosa, da qualcuno e sono approdati qui lontano non si sa da dove, certo non da loro stessi, e non hanno perso il vizio, e sono inaffidabili.

Io stesso, tanto per parlare di me, senza rendermene conto, sono diventato inaffidabile e vivo nascosto in questa casa a causa dei debiti che ho contratto e che non sono in grado di pagare. Qui c'è una legge diciamo di provenienza anglosassone (la vecchia Common Law) che dà il diritto al creditore, se ti incontra per strada di chiamare la polizia nazionale che ti porta dal Fiscal che ti tiene recluso fino a quando il creditore non si dichiari soddisfatto, del credito pagato o del compromesso che ha accettato anche con l'aiuto del Fiscal stesso che fa da giudice di pace.
Se sei in casa tua o in un luogo pubblico non possono arrestarti, a meno che non ci sia uno specifico mandato di cattura da parte di un magistrato, ma sono casi difficili. Certo a me è successo pure questo, ma è un'altra storia...
Insomma per paura della prigione vivo di fatto in una prigione e al momento non ho nessuna via d'uscita. Però spero sempre...
D'altra parte, sto scrivendo queste noterelle per vincere la noia e la solitudine, e le pubblicherò solamente quando avrò lasciato il paese. Quindi se le stai leggendo, tutto è andato per il meglio. Non ti preoccupare.





Le cose cominciarono a prendere una piega non piacevole, diciamo che gli affari e l'amore cominciarono ad andare in discesa, prima impercettibilmente poi con un'accellerazione imprevedibile. Capirai anche tu, che accettando prestiti al 10% ogni quindici giorni e il lavoro stagionale, capitava nei mesi morti di dover chiedere prestiti per pagare gli interessi sui prestiti precedenti e questo avveniva sempre a fine mese, quando c'erano da pagare gli stipendi al personale e la carissima luce. Scelta improrogabile per non chiudere, ma ad Ale la cosa non importava poi molto. Lei viveva nel suo mondo e comprava vestiti che poi regalava alle amiche o alle zie, comprava capelli finti che una volta applicati la involgarivano in modo esagerato, comprava scarpe (decine e decine) si metteva inghie finte, cambiava telefonino con la velocità della luce. Insomma, finchè al mattino poteva mettere mano ai soldi che le necessitavano per le sue inutili esigenze, come andassero gli affari non le importava molto.

Rientrava sempre più tardi nella notte, invece di copiare le lezioni dal libro di scuola passava le ore in classe a scrivere lettere d'amore ai suoi spasimanti, e quando quelli rispondevano conservava le missive nella sua cartella di scuola.
Una perfetta cretina, se avesse voluto tenere nascosti i suoi altarini, una menefreghista invece se pensava che tanto innamorato com'ero non avrei potuto lasciarla per nulla al mondo. Corna comprese.

Non devo scrivere nulla a proposito dei sentimenti che intercorrono nella relazione tra un vecchio e una giovane che se ne frega. è già scritto tutto e in modo ineccepibile. Lo trovi pure on line e la lettura è gratuita. Si tratta di Senilità, di Italo Svevo. Se ti interessa la descrizione dei sentimenti, accomodati pure, è di pubblico dominio.

Ho letto da qualche parte la descrizione degli stati d'animo quando si apprende di avere un cancro. Prima l'incredulità, poi la ribellione, quindi la rassegnazione. Succede anche con le corna, te lo posso garantire.
Cominciai a tener sotto controllo i messaggi sul telefonino, le carte che le scrivevano gli spasimanti, quello che scriveva lei sui suoi quaderni. Mi stupì leggere come mi descriveva, un bruto che le faceva violenza e la rendeva infelice. I biglietti degli spasimanti invece erano epici: “Da quando ti ho conosciuto so che esistono gli angeli... il profumo della tua pelle... ti aspetto tra le rose...” proprio così, tra le rose, scriveva. Speriamo si pungesse!

Quando la notte tardava oltre ogni limite accettabile uscivo a cercarla senza rendermi conto che mi esponevo a pericoli di ogni sorta, un vecchio di notte che cammina per strade secondarie è una facile preda, ma io volevo trovarla per avere dagli occhi la conferma di tutto quello che ormai il cuore sapeva da un pezzo.
Una notte entro in uno di questi “drin” dove c'è pure una musica assordante. Non la trovo e mi metto in un angolo scuro ad osservare la gente. Bevono e conversano, come facciano – a conversare, intendo – non capisco proprio con tutto quel rumore. Ad un certo punto entra lei, le braccia alzate e passi sincopati seguendo la pachata che gli altoparlanti diffondono al massimo.
Grida della folla, è arrivata! Una diva.
Mentre ballando si porta al centro della sala la voce di un amico la sfotte:
- Alessandra, e tuo marito?
- Dorme! - risponde, e tutti ridono.
Guadagno l'uscita alla chetichella, anche perchè non c'e niente da dire. Se non sottolineare un dettaglio insignificante: a quell'ora dormo perchè mi alzo alle quattro per andare a fare il pane. è buio alle quattro, l'ora più buia del giorno, quella prima dell'alba. Passo dalle case di tolleranza ed escono le puttane con i clienti che con loro hanno fatto mattina. è tutto uno scoppiettare di motoconchos, gente che ha aspettato fuori tutta la notte per fare da taxi a questi ultimi clienti, e guadagnarsi 50 pesos...
Non c'è nessuno in giro a quell'ora, io, le puttane e qualche volta Alessandra che torna a casa.

Non ho voglia di tornare, faccio un giro camminando, la strada è centrale e ben illuminata, non corro pericoli. Sulla via del ritorno proprio da quel “drin” scorgo cento metri più avanti, Ale che esce abbracciata con un vecchio, e la seguo a distanza. Lui è uno di quegli scalcagnati italiani in braghette, infradito e canottiera che infestano il parco di pomeriggio, lei pare divertirsi. Arrivano all'angolo della via dove abito e si baciano. Lui la lascia e lei si gira per salutarlo e mi vede sopraggiungere. Non fa una piega.
Io invece dico a lui:
- Scusa, adesso che hai finito me la mandi a casa ed io ho schifo. Fammi un piacere, tienitela fino a domani e me la mandi dopo che si è fatta almeno una doccia
Lui è uno sportivo e non si agita troppo. Nella conversazione che segue mi dice che è proprietario di macchine che smuovono la terra e vive noleggiandole. No, che me la tenga pure io, che a lui la proposta non interessa...
- Ma come, la usi e me la rimandi. Tienitela tu, e ogni tanto me la scopo io...
-Eh, se tu sapessi...- disse e lasciò tutto in sospeso.
Se io sapessi che? Mah, non l'ho mai più saputo, ma la frase in sospeso mi colpì molto. Da quella notte, decisi di non seguire più Alessandra ma di aspettarla a casa, a qualsiasi ora fosse tornata.
Perchè aspettarla fa soffrire, ma a trovarla si soffre molto di più.


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